Laura Tanfani

Laura Tanfani e le speranze dei giovani in cerca di futuro: ovvero, quando hai una laurea ma fai la commessa

Laura Tanfani
Una vignetta di quelle pubblicate da “Vita da commessa”

Finalmente hai raggiunto il tanto sudato obiettivo della tua carriera scolastica: la laurea. A festa finita, quando i parenti se ne sono andati, il dopo sbronza sta passando e la coroncina di alloro inizia ad appassire, ti trovi di fronte allo specchio a chiederti: e ora? Il primo pensiero è: ora cerco un lavoro! Si, ma quale? Difficile trovare un impiego oggi e ancora più difficile è trovarne uno che consenta di sfruttare la propria laurea. Lo sa bene Laura Tanfani, 28 anni, laureata in Design e Moda, professione commessa. Dal Liceo Scientifico era finita all’Università di Urbino, frequentando la facoltà che lei stessa aveva scelto, contro il parere dei genitori, perché vedeva il suo futuro nel mondo della moda. Ed in effetti, oggi lavora a contatto con la moda, ma non certo nella posizione che avrebbe voluto. Dopo aver frequentato uno stage in sartoria, accetta un lavoro come commessa. Tanto è solo per poco, no? Laura fa la commessa da 4 anni e, almeno per il momento, non cambierà professione.

Ma Laura Tanfani non si arrende, non vuole rinunciare del tutto al mondo della moda, dell’arte ed è una ragazza che non si abbatte di fronte alle difficoltà. Inizia a tenere una sorta di diario, elencando le richieste più assurde delle clienti ed ogni episodio divertente che le capita nel negozio di abbigliamento di Chiaravalle (Ancona). Poi sfodera la propria passione per l’arte e trasforma tutto in simpatiche vignette che pubblica sulla propria pagina Facebook, riscuotendo immediato successo e sostegno delle altre commesse d’Italia, tanto da aprire l’account Instagram “Vita da commessa. Arriva settembre e finalmente BeccoGiallo-fumetti d’impegno civile la contatta: vuole pubblicare il suo libro. Finalmente Laura realizza parte del proprio sogno ed oggi Vita da commessa è diventato un best-seller. «Sto realizzando il mio desiderio: disegnare e avere a che fare con la moda» spiega Laura soddisfatta «Mi do una pacca sulla spalla da sola e mi dico brava. Invece di abbattermi sui sogni infranti ho portato avanti un progetto che magari finirà tra poco, ma è un piccolo passo verso il disegno come lavoro.»

Laura TanfaniPeccato per quella laurea che rimane ancora nel cassetto. La sua e quella di molti altri giovani laureati. La storia di Laura è sicuramente la prova che realizzare i propri sogni si può, che non bisogna smettere di impegnarsi per ciò che si vuole e che la fortuna può arrivare quando meno la si aspetta.

Ma non solo. Laura è una di noi, una dei tanti laureati che ogni giorno si chiede a che cosa sia servito impegnarsi così tanto, investire tempo, energie e denaro in un titolo accademico che non servirà a nulla. In Italia, purtroppo, le cose stanno così: sempre più spesso noi laureati siamo costretti ad abbandonare l’idea di sfruttare gli anni di studio trovando un lavoro idoneo e siamo costretti ad “accontentarci” di un impiego qualunque purché ci consenta di non gravare così a lungo sulle spalle dei genitori. Indipendenza, futuro, carriera, famiglia sono concetti che appaiono sempre più sterili e privi di significato. Noi giovani restiamo a vivere a casa, rimandando matrimonio, convivenze e figli non perché siamo “bamboccioni” ma perché non ne abbiamo le possibilità economiche. Ci dicono che siamo pigri, che non vogliamo fare fatica. Ma non è forse faticoso lottare ogni giorno per guadagnare uno stipendio che ci consenta di sopravvivere senza la paghetta settimanale, magari nascondendo le proprie competenze (guai a presentarsi sul luogo di lavoro con un curriculum troppo ricco!)? E anche quando si riesce ad ottenere l’assunzione, si firma un contratto che dura tre, quattro, forse sei mesi, se si è fortunati, e poi? Si ricomincia l’affannosa ricerca.

Laura Tanfani
Laura Tanfani e il suo libro

Il posto fisso non esiste più, lo sappiamo, dobbiamo essere flessibili, la pensione non la vedremo mai, ma almeno un po’ di dignità la meritiamo, non credete?

Nessuna laurea, oggi, è in grado di garantire un futuro certo e stabile. Medicina, giurisprudenza, ingegneria, architettura: sono solo alcune delle lauree classiche che hanno consentito ai nostri genitori di affermarsi nel mondo del lavoro ottenendo soddisfazioni e consentendo loro di mantenerci. È vero che oggi la percentuale di laureati è aumentata in modo esponenziale e questo ha portato ad una sorta di “svalutazione” del titolo stesso, ma in Italia nessuno ha più voglia di investire nei giovani, nemmeno in quelli laureati, e il mercato del lavoro è saturo e incapace di assorbire il numero sempre crescente di giovani che vi si avvicinano.

Allora cosa fare? O si emigra all’estero, alla ricerca di un futuro migliore, di una società che investa sul capitale umano che l’Italia non sa sfruttare, oppure si fa come Laura: ci si accontenta, dando ogni giorno il massimo e cercando il lato positivo di quello che si sta facendo. Si prende la propria laurea e la si chiude da qualche parte, in attesa del colpo di fortuna che ci consenta di tirarla fuori o, perlomeno, che ci faccia realizzare parte del nostro sogno. Il mondo è difficile e ci mette a dura prova ogni giorno, ma non è giusto abbandonare ogni speranza.
Siamo nati col diritto allo studio e abbiamo lottato e sudato per esercitarlo. Abbiamo passato notti insonni sui libri, discusso con professori temibili, trascorso anni ad acquistare libri e seguire lezioni assorbendo quante più conoscenze possibili, nell’illusione di poter un giorno costruire il nostro futuro usandole come fondamenta. Abbiamo competenze, voglia di fare, di metterci in gioco. Perciò oggi ci accontentiamo, sì, magari svolgiamo un lavoro che non ci piace e non è colpa nostra, non abbiamo responsabilità per questo, ma abbiamo il dovere di continuare a provarci, di spolverare ogni singolo giorno quella laurea con orgoglio. Dobbiamo cercare ogni strada, anche le più anti-convenzionali, reinventandoci ogni giorno, pur di affermarci.

È un diritto, ma è anche un dovere. Un dovere che abbiamo in primis verso noi stessi.

Veronica Morgagni per MifacciodiCultura

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By on agosto 11th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing, Society

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