Il Louvre: la storia del Museo per antonomasia

Fortezza del Louvre nel Duecento
Fortezza del Louvre nel Duecento

L’8 novembre del 1793, subito dopo la presa del comando del montagnardo Robespierre, veniva decretata la denominazione di Muséum central des arts de la République del Louvre, inaugurato il 10 agosto dello stesso anno dal governo girondino. Dopo 223 anni il museo francese risulta uno dei più visitati al mondo (nel 2015 il primo, con 8.600.000 di fruitori), un punto di riferimento per tanti altri spazi espositivi e per l’immaginario collettivo.

Un vero e proprio mito dietro cui si cela una storia immensa, legata profondamente al suo edificio, che nacque ufficialmente con scopi ben diversi da quello culturale: fu costruito a Parigi nel 1190 su volontà del monarca Filippo Augusto al fine di proteggere i suoi territori dalla possibile invasione delle popolazioni vichinghe. Nel 1546 il sovrano Francesco I, grande mecenate e amico di Leonardo Da Vinci, rase al suolo la vecchia fortezza e fece edificare una nuova reggia sul consiglio dell’architetto Pierre Lescot. Essa fu chiamata per la prima volta come Louvre ed ospitò le collezioni artistiche del re; essa fu arricchita poi grazie alle scelte di acquisto di opere del Cardinale Richelieu sotto il regno di Luigi XIII.

Palazzo del Louvre nell'Ottocento
Palazzo del Louvre nell’Ottocento

Lo stesso per il successore Luigi XIV, che fece costruire il Colonnato e decise di cambiare definitivamente il destino della struttura: nel 1682 spostò la residenza reale dal Louvre al Château de Versailles, per questioni di protezione della propria incolumità. Molti lavori rimasero al Louvre, che in seguito alla chiusura della Galleria del Lussemburgo nel 1779 diventò una Grande Galleria su progetto del Conte di Angiviller, uomo vicino al re. Si trasformò in un museo aperto al pubblico però solo nel 10 agosto 1793 (come scritto ad inizio articolo), nel bel mezzo dell’esperienza della Rivoluzione Francese, prendendo il nome di Musée Central des Arts. Poi dal dominio di Napoleone a quello di Napoleone III la struttura del Vecchio Louvre si completò: sorsero il Cour Carrée (il quadrilatero che si affaccia sulla Rue de Rivoli) e le altre due ali principali in stile neorinascimentale.

E fu proprio nell’Ottocento che, parallelamente al British Museum ed alla National Gallery a Londra, il Louvre acquisì la fama di museo molto importante per il Vecchio Continente. Diventò infatti uno spazio di aggregazione intellettuale per la società borghese del tempo e ospitò permanentemente opere di tutte le epoche, dall’antico Egitto allo stesso XIX Secolo tramite le esposizioni temporanee del Salon. Subì così l’influenza dei cambiamenti economici e culturali della nazione francese e dell’intera Europa, a partire dalla conformazione dell’organismo museale stesso: verso l’inizio del Novecento, sulla spinta delle Avanguardie Storiche e del Modernismo in generale si abbandonò l’antico criterio della “incrostazione” per l’allestimento delle opere (con cui si collocavano i quadri in tutti gli spazi vuoti e anche in verticale, senza alcuna didascalia o senso dell’ordine) a favore invece di una disposizione più razionale, in nome di una precisa tassonomia storica che rendesse più facile la fruibilità.

Alcune delle opere più famose del Louvre
Alcune delle opere più famose del Louvre

Le due Guerre Mondiali segnarono poi una frenata dell’evoluzione del Museo, che ricominciò soltanto negli Anni Ottanta e Novanta su volontà del Presidente della Repubblica Mitterand, con la costruzione della grande Piramide di vetro (ideata dall’architetto cinese Ieoh Ming Pei) al centro del Cour Napoléon e la restaurazione dell’Ala Richelieu seguente allo spostamento degli uffici del Ministero delle Finanze (era l’ultima parte dell’edificio rimasta con sale usate da politici). Più recentemente vi è stato un intervento di natura “indiretta” nel 2012, con l’edificazione di una sede dislocata del Museo a Lens (cittadina del Nord della Francia), progettata da Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa (con l’obiettivo di originare più indotti economici a livello locale) ed uno invece più diretto nel 2016. Quest’ultimo, ad opera dell’artista e fotografo francese JR, consiste nell’apposizione di un pannello plastico alla Piramide recante la foto in bianco e nero della facciata dell’edifico posteriore; un’immagine che può essere vista però da un particolare punto, che rimane misterioso.

Pertanto la Storia del Museo del Louvre si presenta come fortemente dinamica: un passato che promette un futuro con ancora tante sorprese.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

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By on agosto 10th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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