Luca Bizzarri

Luca Bizzarri candidato alla presidenza di Palazzo Ducale: la cultura diventa “glamour”?

In arrivo una rivoluzione al Palazzo Ducale di Genova: voci sempre più insistenti vedono il comico Luca Bizzarri come presidente dell’importante istituzione culturale ligure.

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, lo ha fortemente sostenuto, come d’altronde hanno fatto il neo-sindaco di Genova Marco Bucci e l’assessora alla Comunicazione, alla Formazione e alle Politiche giovanili e Culturali Ilaria Cavo, e dopo qualche resistenza da parte della Lega capitanata dall’assessore Edoardo Rixi (che aveva rilanciato candidando Sgarbi, il quale subito ha detto il suo secco no, vista la recente vicenda legata alla mostra di Modigliani), pare proprio che il comico, noto per lavorare in coppia con Paolo Kessisoglu, sarà a breve nominato a capo della Fondazione Ducale. La sua carica sarà a titolo gratuito, come definito da statuto, ma il suo valore è ben più notevole.

Non si arresta quindi il cambiamento ai vertici culturali del capoluogo ligure: dopo il giornalista Carlo Antonelli reso curatore del Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, ora tocca al più importante museo cittadino, tra quale polemica. Dopo Luca Borzani, il quale ha gestito il museo in maniera ottimale catalizzando l’attenzione di molti visitatori grazie a mostre azzeccate (anche se quella di Modigliani rimarrà una delle più controverse), ci si aspettava un manager culturale esperto, uno storico dell’arte, un professionista della cultura insomma. Invece la scelta è ricaduta su un personaggio più pop, un volto noto, il che ha un significato ben preciso, ovvero rendere il museo più “vicino” al pubblico grazie ad un personaggio televisivo. Se da un lato tale scelta potrebbe essere interessante in una logica di marketing, è spiazzante da un punto di vista culturale, poiché nulla sappiamo delle competenze artistiche di Luca Bizzarri, intese quelle relative alla storia dell’arte e a ciò che al pubblico potrebbe interessare. Se ne intenderà di “consumo culturale”, espressione oscena ma che oggi rientra nelle voci di interesse degli uffici comunicazione dei musei? Sarà a conoscenza delle tendenze artistiche e delle controtendenze, di ciò che “va di moda” e cosa invece è di nicchia? Dal canto suo non ha ancora rilasciato dichiarazione ufficiali, come non è ancora ufficiale la sua nomina, quindi le nostre sono solo supposizioni.

Luca e Paolo

Quello che sappiamo per certo è che mai bisogna giudicare una persona senza conoscerla o averla messa alla prova, quindi non vogliamo accusare i vertici liguri di essere stati degli incoscienti a mettere in mano un museo così importante ad un uomo di spettacolo incompetente, ma bisogna pur considerare l’importanza del curriculum e dell’esperienza in un determinato campo per poter eleggere una carica importante come questa.

Questa decisione per una cultura più “glamour”, come ha detto lo stesso Toti, ci spiazza: siamo difronte ad una deriva gestionale o ad una mossa geniale che rilancerà l’interesse culturale? Solo il tempo ci darà una risposta.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on agosto 7th, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale

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