One Hour Photo - William Klein e la fotografia sovversiva

One Hour Photo – William Klein e la fotografia sovversiva

One Hour Photo - William Klein e la fotografia sovversiva
Simone + Nina, Piazza di Spagna, Roma 1960 – William Klein

Un rivoluzionario, un innovatore, un personaggio controcorrente. Si tratta del fotografo William Klein che con le sue immagini ha sconvolto il modo di fare fotografia. Il suo motto è: «Anything goes, nessuna regola, nessuna proibizione, nessun limite». Klein si  dedicava a una sperimentazione formale e contenutistica che ribaltava ogni regola di composizione, messa a fuoco e qualsiasi altra tecnica fotografica.

William Klein, nato a New York nel 1928 da una famiglia ebrea di origine ungherese, a 20 anni si trasferisce a Parigi, dove inizia a lavorare come pittore e a realizzare le prime fotografie astratte. Nel 1954 ritorna nella sua città natale e lavora a una sorta di diario fotografico che uscirà due anni dopo: Life is Good and Good for You in New York. In questo reportage di street photography emerge la sua vena più anticonformista, che lo renderà così il fautore di un nuovo linguaggio fotografico. Nei suoi scatti rappresenta le persone più umili nella loro vita quotidiana: le foto sono crude, spesso fuori fuoco, volgari  ma piene di vita. La tecnica viene totalmente ignorata, sovrastata da immagini in movimento, a volte sfocate e viene utilizzato il grandangolo e la luce naturale. Questo libro, che riceve il Premio Nadar nel 1957, viene considerato da molti come l’opera fondativa della street photography. Klein spiega così il suo approccio alla street photography in quegli anni:

Era come se fossi un etnografo. Trattavo i newyorchesi come un esploratore avrebbe trattato uno zulu, cercando lo scatto più crudo, il grado zero della fotografia.

I suoi reportage lo hanno portato in diverse metropoli del mondo, tra cui la Roma della metà anni ’50, centro del grande cinema e del boom economico. Arriva nella capitale su invito di Federico Fellini per aiutarlo ne Le notti di Cabiria. Sarà il grande regista a fargli anche da cicerone nella città eterna insieme a Pasolini, Flaiano e Moravia. William Klein contraccambia l’ospitalità realizzando un affresco della città e della sua gente nel libro Roma+Klein, pubblicato nel 1959.

One Hour Photo - William Klein e la fotografia sovversiva
Gun 1, Amsterdam Avenue, New York 1954 – William Klein immagine copertina

Tra il ’55 ed il ’65 è anche fotografo di moda. Non essendo però molto interessato a questo settore, sfrutta quest’opportunità per sperimentare nuove tecniche fotografiche, e introduce in questo campo l’uso del grandangolo, l’esposizione multipla, e l’uso congiunto di lunghe esposizioni e flash, trasformando la fashion photography in un’area ad alto livello di sperimentazione. Riesce tuttavia a farsi strada con grande successo nella fotografia di moda, tanto da essere considerato uno degli autori di punta di Vogue: le sue modelle non posano in studio, ma per strada. Infatti in una delle sue immagini più note, nata da un’intuizione, chiede alle due modelle, vestite con lo stesso abito, di camminare avanti e indietro in un passaggio pedonale vicino Piazza di Spagna. Klein racconta che il direttore di Vogue ha interrotto il set preso dal panico, dato che un gruppo di uomini aveva incominciato a importunare le modelle, pensando fossero prostitute.

Pur scattando molte delle sue foto con una macchina fotografica comprata da Cartier Bresson, rifiuta lo stile più armonico del fotografo che in quel periodo dettava legge e si distacca in modo totale dai canoni consolidati. I suoi scatti non sono perfetti né ordinati ma sono veri, rappresentano la realtà così com’è, senza filtri. La sua bravura si rivela in un modo di fotografare che in sé non ha nulla di tecnico e che non ha la pretesa di creare nessuna corrente artistica: «Per me, fare una fotografia era fare un anti-fotografia» – afferma infatti Klein. Ciò che lo colpisce viene ripreso dalla sua macchina, senza preoccuparsi se le condizioni, la luce, l’inquadratura siano adatte o meno.

L’estro spesso esula dagli schemi che razionalmente ci costruiamo e William Klein, con il suo istinto e la sua capacità di rappresentare in modo veritiero il mondo intorno a sé, sicuramente ne ha in abbondanza.

Andrea Porro per MIfacciodiCultura

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By on agosto 6th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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