La Mostra del Cinema di Venezia: un fascino onirico e senza tempo

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La Mostra del Cinema di Venezia: un fascino onirico e senza tempo 

La Mostra del Cinema di Venezia: un fascino onirico e senza tempo
Scorcio del Lido di Venezia

L’anno cinematografico è costellato di molti impegni ed eventi, e da ben settantacinque anni il calendario è inaugurato dall’elegante Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Pari per importanza al Festival di Cannes e alla Berlinale, la mostra si inserisce nel più ampio contesto della Biennale di Venezia, antica e onorevole rassegna d’arte contemporanea.

Al sorgere degli anni ’30 l’allora presidente della Biennale, il conte Giuseppe Volpi, decise insieme ad alcuni collaboratori di omaggiare il Cinema alla maniera degli Oscar statunitensi, istituiti pochi anni addietro: la prima kermesse si svolse dal 6 al 21 agosto 1932, divenendo quindi il festival cinematografico più antico del mondo. Il taglio era già internazionale dalla prima edizione, ma la mostra non aveva ancora un carattere competitivo. La cerimonia si svolse presso il suggestivo Lido di Venezia e la pellicola apripista fu Il dottor Jekyll di Rouben Mamoulian; il primo film italiano venne proiettato la sera dell’11 agosto e si trattava di Gli uomini, che mascalzoni… di Mario Camerini. Diverse furono le celebrità che presero parte a questa prima edizione, tra cui Greta Garbo, John Barrymore e Joan Crawford che presentarono Grand Hotel di Edmund Goulding, e ancora Clark Gable, Vittorio De Sica e Boris Karloff, meglio conosciuto come il primo Frankenstein.

La Mostra del Cinema di Venezia: un fascino onirico e senza tempo
Allestimento della Mostra del Cinema di Venezia

La mostra fu accolta con favore ed entusiasmo, anche dal regime fascista, e quando l’anno successivo la rassegna diventò competitiva fu addirittura istituita la Coppa Mussolini: questa non fu più assegnata dal 1943 e infine soppressa nel 1946, ma può a buon diritto essere considerata come precorritrice del Leone d’oro. Questo resta tutt’oggi il riconoscimento più ambito, ma vi sono anche la Coppa Volpi alla migliore interpretazione sia maschile che femminile, il Premio Osella alla migliore sceneggiatura e il Premio Marcello Mastroianni agli interpreti emergenti. Al 1971 risale l’istituzione del Leone d’oro alla carriera: la lista dei meritevoli è lunga, ma tra essi si ricordano Mario Monicelli, Steven Spielberg, Woody Allen, Ennio Morricone, Alberto Sordi ed anche Sophia Loren, Ingmar Bergman, Hayao Miyazaki, David Lynch, Tim Burton e il team della Disney-Pixar capitanato da Jonh Lasseter.

Il fatto che fosse supportato direttamente dal Duce causò al festival non pochi problemi, anche prima del secondo conflitto mondiale: nel 1937 la pellicola del francese Jean Renoir, La grande illusione, venne accusata di pacifismo e non poté portare a casa la Coppa Mussolini. È in risposta a quest’affronto che venne indetto il Festival di Cannes.

La Mostra del Cinema di Venezia: un fascino onirico e senza tempo
David Lynch, Leone d’Oro alla carriera nel 2006

Superati i turbolenti anni ’40, nel ventennio successivo la rassegna veneziana sì affermò ancora e meglio, contribuendo pure a far conoscere le nuove scuole cinematografiche indiana e giapponese. Ci fu una seconda battuta d’arresto nel 1968 per cui, a seguito di varie contestazioni, il festival tornò ad essere non competitivo; la rinascita stavolta fu opera di Carlo Lizzani, direttore della mostra tra il 1972 e il 1982.

Per tutto questo tempo il Lido di Venezia non ha mai smesso di rappresentare il luogo di incontro delle personalità più discusse e apprezzate, e quindi anche il centro di numerose notizie di gossip. È proprio qui che nel 1950 Rossellini presentò Stromboli, film girato insieme alla nuova fiamma Ingrid Bergman, e sette anni più anni tardi, è ancora il suggestivo scenario della laguna a fare da sfondo all’incontro tra Maria Callas e il magnate Aristotele Onassis. Non mancarono certo piccoli diverbi e scenate di divismo: un episodio su tutti ebbe per protagonista Brigitte Bardot, la quale nel 1958 abbandonò adirata la rassegna dopo aver saputo che la Loren venne premiata al suo posto.

La Mostra del Cinema di Venezia: un fascino onirico e senza tempo
Annette Bening

La 74° edizione si svolgerà nelle giornate dal 30 agosto al 9 settembre prossimi e il compito di aprire la mostra spetterà a Downsizing di Alexander Payne, regista già due volte premio Oscar. Protagonista del film è Matt Damon, qui nei panni di un uomo ordinario che decide di andare incontro ad un processo di rimpicciolimento nel tentativo di ridurre il problema della sovrappopolazione, così come dichiarato dagli scienziati.

Dopo lungo tempo, quest’anno a ricoprire il ruolo Presidente di Giuria sarà una donna, più nello specifico la pluripremiata attrice statunitense Annette Bening, mentre le vesti di madrina… pardon, padrino saranno invece indossate da Alessandro Borghi, primo volto maschile ad assumere tale incarico e astro tra i più brillanti nel panorama cinematografico italiano degli ultimi anni. Inoltre il Leone d’oro alla carriera verrà assegnato a Robert Redford e Jane Fonda, che per l’occasione presenteranno il loro ultimo film insieme, la produzione Netflix Le nostre anime di notte.

L’interesse che il festival ha manifestato già lo scorso anno nell’ambito della realtà virtuale culmina adesso nel Venice Virtual Reality, stabilito dal presidente della Biennale Paolo Baratta: i diciotto film in gara verranno proiettati nella sede di Palazzo del Casinò.

L’atmosfera onirica e senza tempo che aleggia sulla Laguna contribuisce a rendere la Mostra del Cinema di Venezia impeccabile, raffinata, colta. Un appuntamento da sempre imperdibile per i cultori della Settima Arte.

Anna Maugeri per MIfacciodiCultura

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