Campaniliana: una rassegna a Velletri in onore di Achille Campanile

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Campaniliana: una rassegna a Velletri in onore di Achille Campanile

Campaniliana: una rassegna a Velletri in onore di Achille CampanileÈ del 1977, per citare i titoli di molti quotidiani nazionali dell’epoca, l’ultimo scherzo di Achille Campanile. Il noto giornalista, drammaturgo e prolifico scrittore – famoso per il suo “umorismo” – morì il 4 gennaio di quarant’anni fa nelle campagne dove si era letteralmente rifugiato, tra Velletri e LarianoIn campagna è un’altra cosa. C’è più gusto, titola una delle sue opere più apprezzate, e dopo una vita a stretto contatto con gli ambienti letterari delle principali città d’Italia lo scrittore aveva deciso di abbandonare il caos metropolitano per rilassarsi all’ombra degli alberi.

Impropriamente etichettato solo come umorista, lo stesso Campanile rispondeva, senza rinnegarsi ma disdegnando una caratterizzazione univoca, «Umorista sarà lei!». Risulta quindi errato circoscrivere la sua produzione letteraria al semplice riso. Romanzi, racconti, commedie, articoli, persino poesie compongono il variegato corpus campaniliano, che partì da lacrimosi componimenti per giungere a geniali intuizioni come Manuale di conversazione (secondo Premio Viareggio conquistato dallo scrittore nel 1973 dopo quello del 1933 vinto con Cantilena all’angolo della strada). Achille Campanile fu un personaggio bizzarro e profondo, capace di descrivere con maestria i costumi, i vizi e i ghiribizzi degli essere umani senza paura di affrontare la critica. Tra i suoi amici Dino Buzzati, Eugenio Montale, Aldo Palazzeschi, Riccardo Bacchelli, mentre in testa agli estimatori sono i critici Carlo Bo e Umberto Eco.

Achille Campanile torna oggi alla ribalta nazionale grazie all’opera di valorizzazione che la città di Velletri ha progettato nel quarantesimo della sua scomparsa. Un’intera rassegna, di teatro e letteratura, dedicata allo scrittore – che prende il nome di Campaniliana, presentata lo scorso 10 giugno con la prima conferenza – rappresenterà un momento di rilettura, analisi scientifica e contributo di ricerca sull’opera di Campanile su più fronti. In primis il Premio Nazionale Teatrale, il cui bando scade il prossimo 12 agosto, aperto a tutti e avente come unica clausola l’adesione al genere umoristico di opere inedite. La giuria, presieduta dal giornalista e critico Arnaldo Colasanti, è composta dall’attrice romana Simona Marchini e dal figlio dello scrittore, Gaetano Campanile.
Per nove giorni, dal 21 al 29 ottobre, presso la Casa delle Culture e della Musica di Velletri, la Sala degli Affreschi, ex refettorio seicentesco, ospiterà una mostra sullo scrittore che vedrà esposti bozzetti, disegni, manoscritti, libri e oggetti personali (come il proverbiale monocolo, simbolo identificativo dello scrittore). Spazio verrà dato anche alla pura letteratura, con reading aperti alle Scuole. A chiusura della rassegna nazionale, che vedrà ospiti lo storico regista RAI Vito Molinari, lo scrittore e Premio Strega Giorgio Montefoschi, i biografi Angelo Cannatà e Silvio Moretti, è prevista la rappresentazione teatrale de La moglie ingenua e il marito malato (29 ottobre), una delle pièce più riuscite di Campanile.

Un messaggio eterno, dunque, quello dello scrittore romano, che continua a distanza di anni ad essere protagonista in teatro come nelle università e nei salotti letterari. Sarebbe stato felice, Campanile, di questa rivincita? Il suo sepolcro, nel Cimitero Monumentale di Velletri, per tornare all’anniversario della morte, è in perfetto stile con la sua riflessività ironica. «Cosa vorrebbe che ci fosse scritto sulla sua tomba, Campanile?», si legge. «Torno subito!» è la risposta dell’autore. Perché persino la morte può consentirci di giocare con le nostre umane contraddizioni, con i timori e con le paure di una società sempre più complessa, che spesso dimentica i suoi abitanti all’angolo della strada.

Un giorno, avendo bisogno di quattrini, mi presentai allo sportello di una banca e dissi al cassiere: «Per favore, mi potrebbe prestare centomila lire?». Il cassiere mi disse: «Ma sa che lei è un umorista». Così scopersi di esserlo.

Rocco Della Corte
Comitato Scientifico-Organizzativo “Campaniliana 2017” – www.campaniliana.it

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