Art Stop Monti: alla metro di Roma arrivano le opere di giovani artisti

Art Stop Monti: alla metro di Roma arrivano le opere di giovani artisti

Art Stop Monti è un’iniziativa dell’ATAC, l’azienda dei trasporti romana, finalizzata a sistemare le stazioni della metro della Capitale attraverso l’arte contemporanea, coinvolgendo giovani artisti. La prima stazione ad essere stata coinvolta è stata quella Cavour nel Rione Monti, da qui il nome del progetto.

Art Stop Monti: alla metro di Roma arrivano le opere di giovani artisti
Giovanni Colaneri, Laurentina Rebibbia

Il 17 luglio è stata presentata al pubblico la prima opera vincitrice del concorso, ovvero Stratificazione di Massimiliano Cafagna, Vincenzo Guarini, Pasquale Iaconantonio e Sebastiano Marini (immagine di copertina), che sarà visibile fino al 9 agosto presso appunto la stazione Cavour della linea B della metropolitana della città di Roma. Il titolo suggerisce l’idea di fondo dell’opera, ovvero la stratificazione archeologica di una città dalla storia millenaria che continua ad essere pervasa da nuove forze artistiche, in cui passato presente e futuro si intrecciano e coesistono per delinearne un volto nuovo e dinamico. A seguire, verranno esposte le altre cinque opere vincitrici che si alterneranno all’ingresso e all’uscita della stazione in un’open call che possa riqualificare lo spazio della metro e farne un luogo di aggregazione e di comunicazione, dove l’arte diventa uno strumento per la cosa pubblica.

L’agenzia creativa nufactory, che ha curato l’evento in collaborazione con Atac, ha così raccontato il progetto:

Come nasce Art Stop Monti?

L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Atac, l’azienda dedicata al trasporto pubblico romano e l’agenzia creativa nufactory, e nasce dall’esigenza di riappropriarsi dello spazio pubblico da parte dell’arte e allo stesso tempo una riappropriazione dell’arte da parte di un ente pubblico e dunque di noi cittadini, in un circolo virtuoso che porta reciprocamente a trarne beneficio.
L’obiettivo è quello di rendere la metro, luogo per eccellenza di passaggio veloce e di non stazionamento, uno spazio godibile grazie al complessivo programma di rinnovamento della stazione voluto da Atac. A tal fine è stato promosso un ampio progetto di riqualificazione e pulizia degli spazi interni e adiacenti alla stazione a cui poi è seguito un progetto artistico che ha coinvolto l’artista Rub Kandy e successivamente giovani artisti under 30, attraverso un concorso di idee.

Laura Tistarelli e Sofia Meletti – tUrbe

Com’è avvenuta la selezione delle opere vincitrici di Art Stop Monti?

Una giuria ha selezionato i 12 finalisti tra i quali, attraverso una votazione aperta – dal 12 al 16 giugno – sulla pagina Facebook dell’iniziativa, sono stati scelti i 6 vincitori del concorso di idee. Abbiamo chiesto ai partecipanti di realizzare un lavoro connesso a tematiche inerenti la metropolitana, la città di Roma o lo spazio urbano condiviso stazione, lasciando spazio alla loro libera interpretazione.

La scelta definitiva dei vincitori è stata affidata al popolo di Facebook. È un tentativo di coinvolgere i cittadini in questo progetto di restyling delle aree urbane?

Assolutamente. Consapevoli che la riappropriazione dei luoghi condivisi debba partire dalla partecipazione di chi ogni giorno questi luoghi li vive, abbiamo deciso di coinvolgere chiunque lo volesse a scegliere quali opere sarebbero poi state esposte in stazione.

Come verranno esposte le opere?

Le opere sono esposte su due billboard installati in modo speculare su entrambi i lati d’ingresso della stazione – Via Cavour e Rione Monti.

Stratificazione è la prima opera vincitrice ad essere presentata. Come è stata l’accoglienza del pubblico?

Noemi Di Nucci, Roma, i giovani il viaggio

L’accoglienza è stata entusiastica, in molti si sono soffermati sulle opere, chi per fare una foto chi solo per osservare, segno che abbiamo centrato il nostro obiettivo: restituire decoro e vivibilità ai luoghi di attesa della metropolitana e allo stesso tempo offrire uno spazio che funga da vetrina per giovani artisti.

La prima parte di questo progetto ha visto la collaborazione di Rub Kandy. Come si è inserita la sua arte nello spazio transitorio della metro?

L’opera #InTheMoodForLoveRome è un intervento site specific e si è sviluppato attraverso differenti linguaggi, dalle scritte al neon alle fotografie scattate dall’artista in diverse stazioni della metro, i cui protagonisti sono coloro che vivono i mezzi di trasporto e la città di Roma ogni giorno. Le installazioni al neon raffiguranti le parole WAIT/TI AM e BYE BYE – collocate interamente alla stazione – sono state pensate dall’artista per essere lette in entrambe le direzioni, accompagnano lo sguardo dei passanti che arrivano o che lasciano la stazione. Un intervento che nella sua essenzialità fa alzare lo sguardo al viaggiatore più distratto. Le fotografie sono state esposte sui due billboard installati presso la stazione.

Vito Gara, #Autocensura

Le opere realizzate per Art Stop Monti spaziano tra le varie possibilità di interpretazione dello spazio pubblico e raccontano in modo diverso i modi possibili di interazione con un luogo comune, quotidiano ma non per questo esente da una storia, da un’importanza e da una funzione. Si passa dal racconto dei siti più importanti e conosciuti ai grandi temi di sostenibilità e aggregazione. La città diventa un luogo onirico e surreale attraverso la costruzione in Laurentina e Rebibbia di Giovanni Colaneri di una mappa ideale, nel prezioso arazzo di Noemi Di Nucci in Roma, i giovani e il viaggio che ci regala una planimetria fatta di colori e volumi ed ancora in tUrbe di Laura Tistarelli e Sofia Meletti è un’abile istallazione interattiva. Ma l’attenzione è rivolta anche alla mobilità sostenibile ed ecco che,  nell’opera #Autocensura di Vito Gara si vuole evidenziare l’impatto che ogni singolo individuo ha nello spazio che frequenta. Completamente diversa è invece è Artbit di Valerio Ventura che, ha pensato un’opera in divenire in cui, ogni singolo passeggero con il proprio biglietto può concorrere a creare come un puzzle collettivo.

Arte e riqualificazione urbana sono oggi due complici consolidati, numerosi sono infatti i progetti avanzati e più o meno riusciti. Tuttavia se si pensa a cambiare le percezione che si ha di un luogo, se gli si vuole donare una veste nuova e nuova storia, è inevitabile pensare alla bellezza e quindi all’arte, ad un’arte giovane, nuova che ammicca alla modernità, ai social, alla partecipazione rimanendo comunque arte. Valorizzare uno spazio è un modo di prendersene cura ed avere luoghi meno degradati ed abbandonati è un’occasione per viverli in modo diverso. L’augurio è quello di avere sempre nuovi progetti, nuovi giovani artisti e città più vivibili.

Martina Conte per MIfacciodiCultura

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By on luglio 27th, 2017 in Articoli Recenti, Interviews, Visual & Performing ARTs

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