Perché visitare… Osimo, la gemma delle Marche

0 972

Osimo è una gemma incastonata nei verdi paesaggi delle Marche, tra collina e mare, inerpicandosi in alto fa volgere sguardi inebriati di natura pulsante. Il borgo si erge fiero, arroccato per difendere una storia che traspare da parete a parete, da mattone e mattone, fino a giungere a noi sotto forma di una poetica atmosfera che tocca prima l’anima e poi gli occhi.

Perché visitare... Osimo, la gemma delle Marche
Osimo

Sono capitato ad Osimo quasi per caso. Girovagavo per le Marche, una delle poche regioni italiche ancora da me inesplorate. Erano giorni in cui erravo in quel di Castel Trosino, quota 1300 metri, e un dì per non saper come ammazzare il tempo decisi di leggere un interessante articolo sulle grotte di Osimo. Non delle grotte naturali ma costruite dall’uomo, sotto le proprie abitazioni come luoghi per proteggersi e per adempiere, almeno ipoteticamente, a rituali che intrecciano la storia templare con quella massonica. La curiosità crebbe a tal punto da scardinare ogni mia resistenza, spingendomi in sella al bolide per raggiungere la tanto agognata meta, situata tanto per dire, a 124 km da dove mi trovavo.

All’arrivo capii subito che non mi ero sbagliato. La suggestiva vista, già da fuori le mura, del panorama, anticipava in modo appena percettibile, la vera bellezza che mi avrebbe accolto qualche minuto più tardi.

La città, che ha più l’aria e l’intimità del paese, si apriva davanti ai miei occhi con un delicato e caratteristico colore rossiccio il quale dipingeva le mura degli edifici e ambrava le strade.

Arrivai subito in piazza Dante, salendo la pendenza di uno dei due colli che disegnano il profilo altimetrico della città. Qui si trova la sede del museo civico che ospita tra le altre, la mostra della collezione privata di Vittorio Sgarbi. L’area museale ospitata all’interno di Palazzo Campana, fino al 1600 abitato proprio dalla famiglia nobiliare dei Campana. Tra le opere più importanti conservate all’interno dei suo spazi, ricordiamo l’Incoronazione della Vergine, un polittico realizzato da Antonio e Bartolomeo Vivarini.

Perché visitare... Osimo, la gemma delle Marche

Ma giunti all’interno di palazzo Campana si comincia la discesa verso un mondo sotterraneo inaspettato. Appena arrivati al primo piano sotto la superficie ci si addentra in un buio labirinto fatto di volte scavate dall’uomo. Sì, perché a differenza delle altre grotte che tipicamente abbiamo avuto la fortuna di vedere nei nostri viaggi in giro per l’Italia, queste sono artificio umano. Altra nota interessante: diversamente da quanto accade ad esempio in provincia di Terni con le grotte di Orvieto, quelle del comune marchigiano non sono di tufo ma di arenaria. Questo è ovviamente giustificato dalla vicinanza della città alle coste adriatiche, dove il terreno è costituito principalmente di sabbia. In relazione a ciò, è stato particolarmente suggestivo e per certi versi anche terrificante, camminare sotto una struttura che la guida ci ha confermato sarebbe crollata seduta stante se tutta quella sabbia non fosse stata tenuta assieme dalle basse temperature e dall’elevato livello di umidità. Camminando tra le grotte poi, si possono scovare incise sulle pareti raffigurazioni simboliche di divinità pagane, simbologie attribuibili presumibilmente a sette massoniche, che approfittando del segreto rifugio offerto dall’oscurità del sottosuolo, potevano liberamente riunirsi senza paura di essere intercettate da occhi investigatori.

Al di sopra delle grotte sorgevano le abitazioni dei nobili e dotti signori, i quali decidevano le sorti della città e si occupavano di determinare le scelte politiche. Non è difficile pertanto immaginarsi la loro discesa dai loro rispettivi alloggi all’interno degli antri delle caverne ad essi sottostanti per riunirsi in pieno segreto e infine incontrarsi nella sala circolare, un locale a forma di cerchio, per l’appunto, dove il suono della voce di chi era posto nel centro (probabilmente l’iniziato) si amplificava ritornando come un’eco sullo stesso e si sovrapponeva al coro delle voci degli altri massoni disposti in cerchio.
Perché visitare... Osimo, la gemma delle MarcheA conferma di quanto appena detto, sulle pareti rischiarate dal bagliore delle torce si possono incontrare sul cammino numerosi altri simboli che prefigurano tutto un percorso iniziatico che il neoadepto massone avrebbe dovuto compiere.

Esoterismo, religione e politica si incrociano così, infittendo le maglie di una ragnatela fatta di mistero e che senz’altro è in grado di affascinare gli sguardi e la mente dei visitatori, facendo sì che il percorso di circa un’ora e mezza si dissolva rapidamente sotto ai loro occhi.

Al ritorno in superficie la temperatura torna quella di sempre, tolti i giacchetti si ricomincia la vita en plen air. Ma durante la passeggiata che ti riporta a casa, rimane accesa nella testa una fiammella divampante che chiede al tuo animo bambino di tornare ancora una volta nelle grotte: in quel luogo silenzioso dove il tempo sembra essersi fermato per sempre.

 Stefano Mauro per MIfacciodicultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.