“Anatomia. Realtà e rappresentazione”: a Pisa si mostra il corpo umano

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Anatomia. Realtà e rappresentazione: a Pisa si mostra il corpo umano

"Anatomia. Realtà e rappresentazione": a Pisa si mostra il corpo umanoAnatomia. Realtà e rappresentazione è la mostra che fino al 1° ottobre è in esposizione al Palazzo Lanfranchi di Pisa, ribattezzato come il Museo della Grafica, per un interessante viaggio all’interno della storia della anatomia, con tanto di illustrazioni di tavole di studio, nonché di stampe di opere come il De humani corporis fabrica di Vesalio.

Ideata come corollario alle celebrazioni per il bicentenario della morte di Paolo Mascagni (1755-1815), la mostra Anatomia. Realtà e rappresentazione intende proporre un suggestivo e originale percorso attraverso la storia della ricerca e della pratica anatomica nelle sue molteplici modalità rappresentative. Una storia raccontata dai medici e dagli artisti, con epicentro la grande scuola pisana e il patrimonio museale che oggi ne conserva la prestigiosa memoria.

Ma chi fu Paolo Mascagni? Nato a Pomarance il 25 gennaio 1755, è stato un grande medico, laureatosi in filosofia e medicina, salito alla ribalta europea per i suoi studi sui vasi linfatici, scrivendo un’opera come la  Vasorum lymphaticorum corporis humani historia et iconografia; fu Professore Ordinario all’università di Firenze, nonché di  anatomia pittorica presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. La sua grande importanza è testimoniata dall’introduzione della sua statua nel cortile degli Uffizi, insieme ad altre grandi personalità della Toscana. Muore Chiusdino il 9 ottobre 1815.

Prima di Mascagni, però, l’anatomia umana ha avuto una storia abbastanza travagliata, che sarebbe bene ricordare. Sebbene oggi sia comune vedere corpi dissezionati e studiati, tanto che ogni giovane medico deve dare esami di anatomia, questa materia non è stata sempre possibile, proprio perché legata alla pratica della dissezione. Come è possibile ciò? A cosa era dovuto questo divieto di praticare la dissezione e come facevano i medici a comprendere il corpo umano?

La pratica della dissezione umana è stata possibile, nell’antica Grecia, solo a partire dal III secolo a.C., quando in piena epoca alessandrina, ad Alessandria, Erasistrato di Ceo ed Erofilo di Calcedonia hanno dissezionato corpi umani, riuscendo quindi a studiare meglio il corpo umano. L’anatomia umana, fino a quel momento, era stata dedotta solo attraverso lo studio di animali: anche Aristotele ha incentrato il suo lavoro biologico e anatomico sugli animali, oppure su corpi di feriti e condannati a morte, come è successo a un altro grande medico come Galeno.

Ma con la morte di questi due personaggi e la fine del periodo alessandrino, l’anatomia ha conosciuto un nuovo periodo buio, tornando a doversi basare ancora sugli studi animali e quei casi accidentali descritti. Il punto di svolta è il 1315, quando Mondino dei Liuzzi scrive un trattato di anatomia in cui descrive la procedura tramite la quale si studiava il corpo umano: il lettore leggeva il testo di Galeno, l’incisore operava sul copro, l’ostensore mostrava ciò che veniva esportato.

Solo nel ‘500 con Leonardo, Berengario da Carpi e Vesalio si è avuta una vera e propria rinascita dell’anatomia, la quale, ora, veniva considerata come una disciplina autonoma, che aveva il compito di mostrare come il corpo fosse una vera e propria macchina perfetta, prodotta dalle mani dell’Artefice, che aveva riposto in essa ogni perfezione e bellezza: l’anatomia entra nel vivo con la pubblicazione, nel 1543 (stesso anno della pubblicazione dell’opera di Copernico) della già citata De humani corporis fabrica, un testo di 603 pagine che racchiude all’interno 300 figure.

Proprio questa attenzione per la rappresentazione, presente nel titolo della mostra, ci indica come scienza e arte vadano di pari passo e debbano essere necessariamente congiunti. Questo perché non è possibile visualizzare la realtà solo ed esclusivamente attraverso uno sforzo di astrazione, ma è necessario che quando si faccia scienza venga spiegato tramite immagini ciò che si sta descrivendo.

"Anatomia. Realtà e rappresentazione": a Pisa si mostra il corpo umanoIn questo modo, dunque, l’anatomia si lega, indissolubilmente, al nome di autori come Leonardo, Van Calcar, l’artista che ha dato vita alle meravigliose tavole di Vesalio, ma anche agli scultori come Michelangelo, Donatello, che fa un calco  per  il  gruppo  di  Giuditta e  Oloferne  direttamente  sull’arto  inferiore  sezionato  da  un  cadavere,  poi  innestato nel  bronzo.

Chi vorrà inoltrarsi tra queste stanze potrà capire il fascino che l’uomo ha da sempre, anche nel terrore di rovinare e oltraggiare il corpo, provato per se stesso. Il grande dettaglio che compare da ogni tavola  e dai vari modelli che sono esposti faranno stupire lo spettatore, che non è più tale, in quanto ciò che vede rappresentato, anche sotto forma di mummie e cadaveri riprodotti, non è più l’altro da sé ma diviene se stesso.

La mostra anatomica, insieme a quella sull’Uomo Virtuale, ha portato a Pisa e a chiunque l’abbia visitata una nuova curiosità verso l’umano, verso l’uomo stesso, oggi così bistrattato, utilizzato solo come oggetto di serie, come consumatore e nient’altro. Si è persa quella curiosità che lega l’uomo all’uomo: la robotica e lo sviluppo di intelligenze artificiali mostrano come si cerchi di sorpassarlo.

Benevenuti nell’era del post-umanesimo.
 

Anatomia. Realtà e rappresentazione
Mostra a cura di Roberto Paolo Ciardi, Paola Lenzi, Anna Luppi, Gianfranco Natale e Alessandro
Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi, Pisa
Dal 20 maggio  al 1° ottobre 2017

Edoardo Poli per MIfacciodiCultura

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