Il MoMA di San Francisco ora “chatta” col pubblico attraverso gli SMS

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Il MoMA di San Francisco ora chatta col pubblico attraverso gli SMS

Il MoMA di San Francisco ora chatta col pubblico attraverso gli SMS
Send me heart

Una nuova iniziativa promossa dal MoMA di San Francisco ha portato l’utilizzo della comunicazione nuovamente al centro di importanti dibattiti, che hanno come scopo  quello della valutazione dell’efficacia comunicativa di un museo.

Il Museo di Arte Moderna della città statunitense ha  recentemente introdotto un nuovo strumento per la divulgazione e la promozione della propria collezione, sia in esposizione che conservata in deposito. La grande novità consiste nell’utilizzare un servizio di SMS  che  permette di mettere in contatto direttamente  il pubblico con le opere presenti all’interno dello spazio. Il servizio si chiama Send Me SFMOMA: l’utente manda un messaggio al numero 572-51 scrivendo “send me” seguito da un nome, un aggettivo o un emoji, dopodiché il sistema interpreta la richiesta e risponde con l’immagine di un’opera. Risulta molto interessante l’effetto in modalità random con cui il sistema risponde alle interrogazioni poste dal pubblico desideroso di conoscere le opere di tutta la collezione.

Questa operazione si svolge infatti secondo una sorta di effetto sorpresa, poiché il sistema ha il libero arbitrio nell’interpretare la richiesta dell’utente. Il servizio è stato ideato e messo a punto dal Creative Technology Jay Mollica e dal team di comunicazione digitale da lui guidato, che hanno ideato un elemento automatico di inserimento e sending dei lavori presenti tra i 35 mila conservati ed esposti.

Send me sunshine

Il MoMA di San Francisco è tra i maggiori musei statunitensi per ampiezza della collezione, ospitando tra i più importanti nomi dell’arte del ‘900 come Duchamp, Chagall, Rothko, arrivando fino all’arte più contemporanea passando per Jackson Pollock e Andy Warhol. Dagli anni Novanta ha sviluppato un importante interesse nei confronti dei New Media e delle nuove tecnologie, ponendo l’attenzione sulla fotografia e i video come nuova forma di comunicazione.

Il problema della comunicazione tra istituzione e visitatore-spettatore rientra tra le principali attività su cui un’istituzione museale investe al fine di ottenere migliori successi da un punto di vista strategico.

La strategia della comunicazione rappresenta, all’interno della gestione museale, una tra le fasi decisionali principali e necessarie per riuscire a garantire una migliore fruizione del servizio espositivo. Le aziende, come pure le istituzioni museali, investono enormi somme di denaro e fondi per la comunicazione, senza la quale il proprio messaggio non arriverebbe a destinazione.

Al di là dei normali mezzi divulgativi, l’idea degli SMS rappresenta qui una svolta semplice ma efficace nel portare l’arte e il  patrimonio artistico del MoMA nell’intimità di una conversazione, utilizzando uno strumento quotidiano e familiare, come i messaggi.

È un’operazione che tenta di recuperare il rapporto museo-pubblico dalle basi servendosi della tecnologia, nell’intento di instaurare un rapporto diretto simile quello tra due persone – io e il museo – da utilizzare in qualsiasi momento senza avvalersi di un’applicazione da smartphone.

Send me love

Questa strategia parte dal presupposto che il rapporto deve essere costruito ed elaborato in base al pubblico al quale intende rivolgersi. Ogni istituzione che si rispetti deve innanzitutto capire le proprie potenzialità e da queste portare su di sé òìattenzione necessaria per poter rimanere in vita. La prima operazione da attuare è appunto chiedersi quale tipologia di pubblico ricercare e soprattutto in quale modo entrare in comunicazione con esso. Gli SMS si trovano perciò in una via di mezzo, sono strumenti accessibili anche a chi non è pratico delle nuove tecnologie, riuscendo a coinvolgere una fascia maggiore di utenti, non soltanto giovani, sui quali  si tenta comunque di investire.

Infatti è esattamente di questo aspetto che il settore dedicato alla comunicazione deve farsi carico, poiché l’istituzione museale ha continuamente bisogno di richiamare l’attenzione su di sé, aumentando l’interesse del pubblico esterno sulla propria effettiva rilevanza nella vita culturale della comunità.

Fabio De Liso per MifacciodiCultura

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