Stiamo causando la prossima grande estinzione: la nostra.

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Stiamo causando la prossima grande estinzione: la nostra.

Stiamo causando la prossima grande estinzione: la nostra.Si può parlare di estinzione oggi, nel XXI secolo? Certo che sì e il fenomeno è più preoccupante di quelli avvenuti in passato.

Circa 450 milioni di anni fa avvenne la prima grande estinzione, dovuta forse a una glaciazione, forse all’esplosione di una supernova.

La successiva si registrò intorno a 400 milioni di anni fa e la causa si pensa sia stato l’impatto di grandi asteroidi.

250 milioni di anni fa si verificò l’evento più drammatico che vide l’estinzione di metà delle specie animali esistenti e di quasi la totalità delle specie animali marine; anche in questo caso tra le cause ci sono l’avvento di un enorme meteorite oppure un aumento dell’attività vulcanica globale che avrebbe portato a un innalzamento dell’anidride carbonica in atmosfera e nei mari.
La quarta estinzione si è verificata circa 200 milioni di anni fa probabilmente a causa di variazioni climatiche repentine, in particolar modo si pensa ad un aumento della temperatura globale (non suona familiare?).

Infine, l’ultima grande estinzione di massa ad oggi conosciuta è quella che ha portato alla scomparsa dei dinosauri, insieme al 75% delle specie viventi (fauna e flora). Siamo a 66 mila anni da oggi e probabilmente la causa è da imputarsi all’impatto di uno o più meteoriti.
Dopo queste estinzioni la natura ha trovato il modo di ristabilirsi ed evolversi: dall’ultima catastrofe si registra che la vita marina è ripresa dopo solo un secolo!
E oggi? Quello che stiamo facendo al pianeta e ai suoi abitanti si ripercuoterà su di noi. Non si tratta di fare terrorismo psicologico: purtroppo è realtà.

Stiamo causando la prossima grande estinzione: la nostra.
L’estinta tigre di Javan

La quarta estinzione ebbe come causa principale un aumento della temperatura globale di soli 5 gradi circa; dall’epoca pre-industriale ad oggi il nostro pianeta si è scaldato di quasi 1 grado. Anche piccole variazioni climatiche sconvolgono tutti gli ecosistemi terrestri e i processi evolutivi, ad oggi, sono più lenti delle estinzioni! Piante e soprattutto animali non riescono a far fronte a questi cambiamenti repentini e, sebbene l’estinzione sia un processo naturale, questa presuppone un evoluzione successiva e la comparsa di altre specie viventi che rimpiazzino le precedenti.
I ricercatori hanno stimato che la metà degli individui animali che hanno condiviso la Terra con noi umani sono scomparsi.

Stiamo causando la prossima grande estinzione: la nostra.Le cause riconducono solo all’uomo: con il nostro desiderio smodato di occupare ogni fazzoletto di terra esistente abbiamo deforestato, prosciugato, deviato fiumi, scavato montagne, utilizzato e sprecato ogni risorsa che il pianeta poteva fornirci, industrializzato quasi ogni parte del pianeta per il nostro benessere e la nostra evoluzione, cacciato, non più per vivere ma per vanto, animali di ogni tipo per le loro pellicce, o le loro zanne o perché invadevano quelli che consideriamo nostri territori.

Abbiamo dimenticato le conseguenze di tutto questo: le specie a serio rischio d’estinzione sono circa 20.000, tra piante ed animali, e il 99% di queste sono minacciate dall’uomo e dalle sue attività.
Un esempio di quello che abbiamo fatto fino ad ora? La bellissima Tigre di Javan, dichiarata ufficialmente estinta alla fine degli anni ’70 a causa della distruzione del suo habitat e dell’intensa attività di caccia.
Inutile rinchiudere animali in tristi zoo o istituire minuscole aree di riserva naturale quando tutto attorno sta pericolosamente mutando.

La vera sfortuna è che questa sesta estinzione di massa ci coinvolgerà per ultimi: avremo il tempo di vedere i risultati dell’animale più evoluto sulla Terra e, a quel punto, non serviranno più politici e riunioni globali per salvarci.

Mariachiara Manzone per MifacciodiCultura

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