Abel Ferrara: il regista controverso del cinema americano

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Abel Ferrara: il regista controverso del cinema americano

Abel Ferrara, nato il 19 luglio 1951 nel Bronx, a New York, è un regista che ha saputo portare sul grande schermo storie di violenza, potere e prevaricazione regalando allo spettatore un concentrato di emozioni.

Abel Ferrera: il regista controverso del cinema americanoFerrara è considerato uno dei registi più discussi del cinema americano, ma pur portando in scena temi dalla poetica pessimistica, persegue l’obiettivo di lanciare messaggi di speranza. Nelle sue opere, rappresenta con catastrofismo una straziante realtà conferendole una dimensione umana, tormentata e triste. Per rendere ciò, spesso trascura la parte estetica della forma e si focalizza sul tradurre in immagini le istanze più urgenti e violente della sua sceneggiatura.

Nei suoi film, il regista descrive l’enigma che attornia l’uomo e tutte le sue sfaccettature. Il suo cinema mette a nudo la vera realtà di fondo ed evidenzia la sua drammaticità e il caos che la contraddistingue.

I suoi inizi
Cresciuto nel quartiere del Bronx a New York con un padre allibratore, Abel Ferrara trascorre la maggior parte del tempo con il nonno, un immigrato napoletano. La sua passione per il cinema nasce da adolescente, passata con il suo amico Nicholas St. John, futuro suo sceneggiatore. Dopo aver tentato invano di fondare un gruppo musicale, realizza alcuni cortometraggi Super8 e in 16mm per esprimere il suo dissenso nei confronti della guerra in Vietnam (Hold-up e Could This Be Love). Nel 1977, ispirandosi al genere d’exploitation, con Nine Lives of a Wet Pussy dà inizio ad una serie di film a basso costo che parlano di sesso, horror casalingo e politica. The Driller Killer, per esempio, è film horror che narra la storia di un artista impazzito che, munito di trapano a pile, va in giro ad uccidere barboni in strada e tutti coloro che ostacolano la sua creatività. È lo stesso Ferrara ad interpretare il ruolo del protagonista e, seppur il film sia stato realizzato un budget ristretto, riscontra successo tra il pubblico dei più giovani. Successivamente realizza L’angelo della vendetta (1981), che racconta la sete di vendetta di una sordomuta che, dopo essere stata stuprata, spara a tutti gli uomini che incontra.

L’esordio televisivo
A seguire gira il film, che verrà poi censurato, Paura su Manhattan (1984). I risultati sono deludenti e Ferrara decide di prendersi una pausa dal cinema, lavorando per la televisione americana tra il 1984 e il 1986. Dirige quindi due episodi della serie Miami Vice e l’episodio pilota di Crime Story – Le strade della violenza, oltre che il film TV Il gladiatore.

Il cinema d’autore
Nel 1987 Abel Ferrara ritorna a dedicarsi al cinema realizzando, però, due film sfortunati: China Girl (1987) e Oltre ogni rischio (1988). L’anno successivo riprende la collaborazione con il suo amico, lo sceneggiatore Nicholas St. John, e inizia un sodalizio che funziona perfettamente. Gira King of New York (interpretato da Christopher Walken) un gangster movie, che, assieme ad altri tre film, darà inizio alla Trilogia del Peccato. Con Il cattivo tenente (1992) mette in scena il ritratto di un poliziotto newyorchese alla ricerca di due maniaci che hanno abusato di una suora, che da peccatore cercherà la redenzione. Gli stessi temi vengono trattati nel film Occhi di serpente (1993) dove un regista gioca con il destino e viene travolto dal complicato rapporto tra i due attori (Madonna e James Russo) del film che sta girando, rimanendone sempre più coinvolto.

Nel 1994 gira The Addiction, che racconta la storia di vampiri e filosofia nietszchiana. Ferrara vive un periodo lavorativo gratificante venendo acclamato anche dalla critica. Con Ultracorpi – L’invasione continua (1993) con Forest Whitaker prova a cimentarsi anche col genere di fantascienza.

Abel Ferrera: il regista controverso del cinema americano
L’angelo della vendetta

Il sodalizio con St. John
Fratelli è un film che parla della tragedia morale dei fratelli Tempio, gangster degli anni Trenta che decidono vendicare un assassinio. Ferrara intreccia i temi del male, del destino e della libera scelta che saranno presenti anche in Blackout del 1997, anno in cui si concluderà la collaborazione con St. John. Nel 1998 realizza New Rose Hotel tratto dall’omonimo racconto cyberpunk di William Gibson, ma quest’opera non convince. Torna a New York e si mette alla prova con un nuovo stile, dirigendo il thriller con Il nostro Natale (2001) che riscuote successo.

Religione e docufction
Nel 2005 con il film Mary (interpretato da Juliette Binoche) Ferrara affronta il tema della spiritualità della religione e nel 2007 con Go Go Tales racconta, con toni da commedia nera, il fallimento di un locale di lap dance. Ferrara ha diretto anche il documentario Chelsea On The Rocks e nel 2007 sceglie l’attore Riccardo Scamarcio per il film Pericle il Nero e per Pasolini (2014). Negli ultimi anni si dedica alla docufiction realizzando Napoli Napoli Napoli, 4:44 Last Day On Earth e Welcome to New York.

Noi registi viviamo le storie, non solo le raccontiamo.

Fabiola Iannaccone per MIfacciodiCultura

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