“The Many Lives of Erik Kessels”: la “fotografia trovata” in mostra a Torino

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The Many Lives of Erik Kessels: la “fotografia trovata” in mostra a Torino

The Many Lives of Erik Kessels: la "fotografia trovata" in mostra a TorinoCAMERA – Centro Italiano per la Fotografia fino al 30 luglio accoglie nei suoi spazi la prima mostra retrospettiva dedicata al lavoro fotografico dell’artista designer ed editore olandese Erik Kessels in The Many Lives of Erik Kessels, a cura di Francesco Zanot.

«Non si fotografa con la macchina fotografica, ma con l’occhio» dice. Kessels, fotografo senza macchina né obbiettivi, scatta in continuazione, rifiutando di posizionarsi in quello spazio che accoglie, tenendo relegati, tutti quei fotografi che prendono troppo sul serio sé stessi, la loro ripresa del tempo e del ritratto nella fotografia.

C’è troppa serietà, io cerco la tristezza e la gioia, il divertimento.

afferma l’artista.

Il suo lavoro è un ready-made prelevato e ricontestualizzato, offerto in vari formati e con tante rielaborazioni: decorazioni murali, immagini stile cartolina in espositori, cubi, quadri, poster. Un percorso tra passato e presente che assembla elementi già esistenti per creare un mosaico visivo, inedito, fatto di tasselli comunicativamente leggibili da parte di tutti, facili da determinare e che lancia all’occhio, alla mente e alla coscienza dell’osservatore una nuova costruzione della realtà.

Kessels ricerca, osserva e riprende non la perfezione della fotografia, ma i suoi errori, la sua naturalezza, la volontà originale che sta alla base di uno scatto: fermare il tempo in un ricordo tangibile e visibile. Il risultato finale di questo processo creativo è un’antologia di immagini dove nulla è sommato alla grossa quantità di rappresentazioni che ad oggi affolla il mondo e cresce esponenzialmente, ma viene recuperato e rivisitato, organizzato in serie tematiche, mettendo insieme: lavori importanti, serie private, icone della fotografia d’epoca, foto dei blog e immagini di decenni fa. L’artista trova nell’amatoriale una profonda ispirazione per il suo elaborato artistico, dove di grande interesse sono gli errori riportati nelle foto scattate, come quelli della famosa serie del cane nero: qui mette insieme i tentativi falliti, da parte di una famiglia, di immortalare l’amico a quattro zampe, che rimane come una grossa chiazza scura fino all’ultima foto, quando gli inesperti fotografi finalmente comprendono che è solo una questione di luce.

The Many Lives of Erik Kessels: la "fotografia trovata" in mostra a TorinoTant’è che nell’unica foto, dove del cane nero si distinguono il muso e gli occhi, il paesaggio intorno è però bruciato dalla sovraesposizione.

Rendono chiara questa sua filosofia i lavori in mostra, che appaiono come dei piccoli progetti con identità ben definite, modalità di recupero e di rielaborazione di un’idea iniziale: ad esempio 24hrs of Photos invade letteralmente lo spazio espositivo, dove una montagna di immagini, centinaia di migliaia, caricate e stampate in un solo giorno su Internet, rende chiaramente la smodata necessità di condividere ogni singolo respiro. È la resa reale di uno spazio fittizio, una vetrina dove postare di sé e di un sé alternativo, un’idea quasi imposta con il fine di convincere un pubblico sempre più vasto di una perfezione o realtà non esistente: ecco che tutto diviene soffocante e ci si immerge senza volerlo in un abisso visivo e caotico. Su questa tema c’è poi My Feet, grandiosa installazione composta esclusivamente dalle immagini dei piedi di chi fotografa, e ancora la storia di Valery, una donna che si è fatta fotografare solo immersa nell’acqua. My Sister è un home-movie interamente dedicato a una partita di ping-pong tra l’autore e sua sorella, tragicamente scomparsa in un incidente stradale nel 1977, dove si ripetono in circolo alcune immagini sulle note della musica composta dal giapponese Ryuichi Sakamoto. Album Beauty è invece un’intera stanza dedicata al fenomeno degli album di famiglia, tra i soggetti privilegiati da Kessels, che proietta il fotografo sotto i riflettori della ricerca artistica.

Fruga tra i rifiuti fotografici restituendo allo sguardo collettivo un nuovo spunto di riflessione.

KThe Many Lives of Erik Kessels: la "fotografia trovata" in mostra a Torinoessels lavora secondo un processo fondato sul riso, attraverso l’ironia giunge ad una nuova profondità di osservazione e valutazione del dato visivo, mettendo in luce una contemporanea forma di ipocrisia ormai dilagante insieme alla leggerezza del racconto stesso.

Co-prodotta con NRW-Forum, Düsseldorf, l’esposizione è accompagnata da un libro di 576 pagine pubblicato per questa occasione da Aperture, New York, con testi di Hans Aarsman, Simon Baker, Erik Kessels, Sandra S. Phillips e Francesco Zanot.

The Many Lives of Erik Kessels
a cura di Francesco Zanot
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Torino
Dal 1° giugno al 30 luglio 2017

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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