#ArtSpecialUNESCO – Il Monte San Giorgio in Lombardia

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Dalla Emilia Romagna dove, nelle passate settimane, abbiamo avuto modo di visitare le città d’arte di Modena e Ferrara, ci spostiamo in Lombardia, al confine con la Svizzera, per conoscere un nuovo luogo protetto dall’UNESCO, nonché terzo sito di origine naturale presente in Italia, ovvero il Monte San Giorgio.

#ArtSpecialUNESCO - Il Monte San Giorgio in Lombardia
Fossile di Besanosaurus, rettile ormai estinto, rinvenuto sul Monte San Giorgio

Inserito nella World Heritage List, in via definitiva, solo nel 2010 (nel 2003 era stato riconosciuto patrimonio dell’umanità solo il versante svizzero del rilievo), il Monte San Giorgio vanta una storia antichissima le cui origini risalgono al Triassico Medio (a circa 230-245 milioni di anni fa), periodo in cui una grande varietà di pesci, rettili, insetti e crostacei animavano la vita marittima di questi luoghi preistorici. Come, infatti, dimostrano i numerosi fossili, conservati oggi nei Musei dei Fossili di Meride e di Besano e rinvenuti durante gli scavi – i primi ritrovamenti si devono al paleontologo italiano Abete Antonio Stoppani – ben 21.000 esemplari di animali marini diversi, 30 differenti specie di rettili, 80 varianti di pesci e circa 100 di invertebrati, oltre a numerosi microfossili e tante tipologie di piante abitavano i mari che, prima dell’innalzamento del monte (avvenuto circa 95 milioni di anni fa), ivi si trovavano.

E così il Monte dalla forma piramidale, che si alza per 1097 m sopra il livello del mare e posizionato a ridosso del Lago di Lugano, ha costituito per i paleontologi fin dalla seconda metà dell’800 una ricca fonte di informazioni per gli studi riguardanti l’evoluzione della vita degli animali dal Triassico fino ai nostri giorni.

L’eccezionale stato di conservazione dei fossili rinvenuti, secondo l’VIII criterio adottato dall’UNESCO per la valutazione di questo magnifico sito transnazionale italo-svizzero, permette di «costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative».

Le collezioni dei reperti sono conservate nel Museo dei fossili di Meride (situato in Svizzera) e nel Museo dei Fossili di Besano (Comune italiano). In quest’ultimo è possibile osservare uno dei più interessanti ritrovamenti effettuati durante gli scavi sul Monte San Giorgio, ovvero il fossile del Basonosaurus, un ittiosauro della lunghezza di 6 metri nel ventre del quale è possibile, ancora oggi, osservare i resti di ben quattro embrioni. Altra attrazione del Museo è rappresentata dai resti di un dinosauro carnivoro, lo Saltriosauro, appartenente alla variante dei teropodi, gruppo dei dinosauri saurischi.

Venutosi a creare in concomitanza con la formazione delle Alpi, circa 95 milioni di anni fa, quando, a causa dello spostamento della placca africana verso nord, il fondale marino di questa zona lacustre iniziò a elevarsi fino alle altezze che oggi conosciamo, il Monte San Giorgio conserva dunque una testimonianza unica al mondo in grado di raccontarci della vita di un mare a bassa concentrazione salina e caldo (con temperature che oggi potremmo trovare ai Caraibi, intorno ai 25-30 gradi).

#ArtSpecialUNESCO - Il Monte San Giorgio in Lombardia
Fossile di Pachypleurosaurus, rettile acquatico del Triassico Medio, rinvenuto sul Monte San Giorgio

Sempre stando all’VIII criterio, l’UNESCO ha valutato per tutte queste sue eccezionali qualità il Monte San Giorgio come «l’area che singolarmente testimonia meglio la vita marina durante il Triassico Medio, presentando, inoltre, anche resti di organismi terrestri. Il sito ha prodotto molti e ben differenziati resti fossili, spesso di eccezionale completezza e conservazione. La lunghissima tradizione di studi paleontologici e la gestione disciplinata degli scavi hanno prodotto un insieme notevole di collezioni di reperti, ben documentate e catalogate, che sono alla base di un grande numero di pubblicazioni scientifiche di elevata qualità. Conseguentemente, la successione fossilifera del Monte San Giorgio rappresenta il principale riferimento a scala mondiale per tutti i futuri studi paleontologici riguardanti le faune marine triassiche».

Il sito in questione è anche il terzo, tra quelli di origine naturale, ad essere stato inserito nella World Heritage List. Infatti, dopo le Isole Eolie e le Dolomiti, siti di cui abbiamo già avuto modo di parlare, il Monte San Giorgio ha ottenuto questo importante riconoscimento nel 2010, prima ancora che il Monte Etna, quarto sito italiano di origine naturale, trovasse collocazione all’interno del patrimonio dell’umanità, nel 2013.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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