Miró. Le lézard aux plumes d'or

Miró. Le lézard aux plumes d’or: poesia e colore nella terra di Leopardi

Ha inaugurato lo scorso sabato Miró. Le lézard aux plumes d’or, la mostra a Recanati che espone l’incessante ricerca poetica di Joan Miró. A Villa Colloredo Mels troviamo appunto Le lézard aux plumes d’or, una serie di litografie solitamente conservata al MoMA realizzata dall’artista catalano nel 1971 massima espressione della sua ricerca poetica.

Miró in tutta la sua produzione artistica ricercò un linguaggio visivo che fosse la traduzione della poesia in colore, tanto che nel 1949 il poeta Raymond Queneau definì miroglifici quei segni così enigmatici ma evocativi allo stesso tempo. Legò e segui il lavoro di molti poeti a lui contemporanei affascinato dal verso e dalla capacità delle parole di mutare forma e significato, modellarsi in base alle esigenze della metrica come del suo autore. E se si parla di poesia, quale sede migliore se non la terra natale dell’amatissimo poeta Giacomo Leopardi?

I poeti che Masson mi ha presentato mi interessavano molto più dei pittori che ho incontrato a Parigi. Ero impressionato dalle idee che esprimevano, in particolare delle loro discussioni sulla poesia.

Joan Miró

La storia di Le lézard aux plumes d’or è piuttosto travagliata: le diciotto litografie che costituivano il nucleo originale risalgono al 1967 e furono stampate dalla casa editrice di Louis Broder, che però purtroppo risultarono di scarsa qualità, quindi ritirate e distrutte. Le matrici originali, nel frattempo, erano state eliminate a loro volta perciò Miró dovette aspettare la loro realizzazione ex novo per poi procedere nuovamente con la stampa del libro d’artista, questa volta a cura dello Studio Mourlot di Parigi ed infine pubblicate da Border nuovamente quattro anni più tardi. A questo punto si vanno ad aggiungere quindici litografie alle ventitré già esistenti: Le lézard aux plumes d’or è la summa dell’interpretazione del Surrealismo e del Dadaismo di Miró, sono colori, figure, animali, elementi naturali, sogni, fantasie, favole, parole, versi ed emozioni che si mescolano, compenetrano ed esplodono nell’energia vitale che accompagnò l’artista in tutta la sua vita.

Eccoli allora i miroglifici: incomprensibili forse ad un primo sguardi, misteriosi, enigamtici. non-sense ma così travolgenti. Rimanere impassibili seppur interdetti è impossibile. Il pittore non era interessato a rendere le cose semplici ed immediate, l’unica regola a cui sottostava era quella di seguire il proprio istinto e la propria fantasia, il proprio modo di interpretare gli oggetti secondo tratti e cromie. Lasciarsi trasportare dalle litografie è l’unico modo per farle proprie ed entrare in contatto con il loro significato.

Miró. Le lézard aux plumes d’or inaugura l’iniziativa Infinito Recanati, una serie di eventi che vuole sottolineare il legame strettissimo tra Recanati e la cultura, portando mostre concerti e spettacoli, rendendo omaggio a quel Leopardi che lì trovò l’ispirazione per esprimere le proprie emozioni in versi.

Miró. Le lézard aux plumes d’or
Villa Colloredo Mels, Recanati (MC)
Dal 15 luglio al 5 novembre 2017

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on luglio 17th, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Mostre, Visual & Performing ARTs

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