17 luglio 1936: scoppia la Guerra civile spagnola

17 luglio 1936: scoppia la Guerra civile spagnola

17 luglio 1936: scoppia la Guerra civile spagnolaIl banco di prova del secondo conflitto mondiale fu la Spagna degli anni ’30, teatro di uno scontro ideologico tra fascismo e antifascismo culminato nel fatidico 17 luglio 1936 con lo scoppio della guerra civile. Angoscia, sangue, ferro, fuoco e macerie invasero il suolo spagnolo: uno scontro di enorme portata che non ha risparmiato città, uomini, vedove e bambini e che ha segnato non solo la storia del ‘900, ma anche artisti di ogni genere.

Basti pensare a Guernica immortalata da Picasso e al forte simbolismo che traspare dai suoi protagonisti (il toro sulla sinistra diviene il simbolo di una Spagna offesa, ferita in modo sleale da un bombardamento aereo dettato da puro cinismo nazista) o al falling soldier ritratto da Robert Capa, una delle immagini di guerra più famose e discusse che racconta un frammento della guerra civile spagnola.

In una Spagna  debole e lacerata politicamente, finì per vincere l’alleanza più forte: mentre da un lato il fronte repubblicano ricevette dell’aiuto di URSS e di un corpo di volontari democratici e social-comunisti di varie nazioni organizzati sotto il nome di Brigate Internazionali ( ra cui ricordiamo la Brigata Garibaldi costituita da 3.350 volontari italiani che mise in campo alcuni tra i maggiori esponenti dell’antifascismo come i comunisti Togliatti, Longo, Di Vittorio, il socialista Nenni, il repubblicano Pacciardi); dall’altro i ribelli (franchisti, falangisti) godettero della mano delle dittature nazifasciste di Portogallo, Germania e Italia che, con ingenti aiuti termini di armi, pezzi d’artiglieria e capitale umano, diedero a Francisco Franco la possibilità di entrare a Madrid nel marzo nel 1939.

Il nuovo governo instauratosi dal caudillo (duce) Francisco Franco, venne riconosciuto di fatto da quelle potenze che avevano preferito la politica del non intervento come Francia e Inghilterra.

17 luglio 1936: scoppia la Guerra civile spagnolaIl pretesto per lo scoppio della guerra fu l’assassinio ad opera della polizia di Calvo Sotelo, deputato monarchico e maggiore esponente della destra spagnola: il 17 luglio poi, le truppe in Marocco si ribellarono portando la rivolta in suolo spagnolo il giorno dopo. La Spagna si ritrovò così divisa in due blocchi: in un primo momento le forze governative riuscirono a bloccare la ribellione a Madrid, Barcellona e gran parte dei centri industriali del Nord mentre i ribelli riuscirono a imporsi in Navarra, Galizia e Nuova Castiglia e ad occupare le principali città dell’Andalusia (Cadice, Cordoba e Siviglia). Nei tre anni che seguirono, i fronti si alternarono, spostando il gioco ora a favore dell’uno ora dell’altro: l’offensiva nazionalista ebbe infine la meglio e il 1° aprile del 1939 s’instaurò un regime di stampo prettamente fascista.

Agli sforzi degli stati nazionalisti nel dare man forte al regime franchista, non ci fu egual risposta dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale: Franco difatti, optò per la neutralità nel conflitto, preferendo un periodo di ricostruzione della instabile situazione interna all’espansionismo estero.

L’importanza della guerra civile spagnola non è da attribuire solo ed esclusivamente allo scontro ideologico che vi fu alla base e al pretesto che divenne il suolo spagnolo nel misurare la potenza delle due fazioni. La guerra civile si caratterizza per la straordinaria risonanza da parte dei media. Per la prima volta infatti, si giunse ad avere un cronaca del conflitto quasi in diretta grazie alla radio, dando l’illusione dell’immediatezza.

È infatti con la Guerra civile che esplode il mercato dei media e diventa globale il mito del repoter.

Eleonora Vergine per MIfacciodiCultura

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By on luglio 17th, 2017 in Articoli Recenti, History

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