Operativi al Massimo: il volontariato come missione di vita

Operativi al Massimo: il volontariato come missione di vita

Operativi al Massimo: il volontariato come missione di vitaDi volontariato, in Italia, non ce n’è mai abbastanza. L’associazione Operativi al Massimo è nata proprio dal desiderio di sostenere il prossimo ed è coordinata Michele Di Stasi, al quale ho avuto il piacere di porre alcune domande.

Buongiorno Michele. Quando è nata l’associazione Operativi al Massimo e come mai questo nome così originale?

Operativi al Massimo è nata nel lontano 2009, quando il terremoto devastò L’Aquila. Io insieme ad altre 15 persone partimmo da Milano al seguito di Radio 105 con 4000 euro di beni. Arrivato in Abruzzo, dopo 16 ore di viaggio, vidi una disorganizzazione totale e quindi decisi, grazie all’aiuto di un ragazzo di Rocca di Cambio, Toti, di avvicinarmi ancora di più alla zona dell’epicentro portando con me tre furgoni carichi di aiuti. Quando dopo qualche giorno lasciai L’Aquila, Toti si raccomandò dicendomi: «Michele, operativi al massimo!», che è diventato da allora lo slogan e il nominativo della onlus.

E da allora avete compiuto altri viaggi? Siete andati in soccorso di altre popolazioni?

Operativi al Massimo: il volontariato come missione di vitaIn otto anni abbiamo compiuto qualcosa come più di trenta viaggi. Siamo tornati per sei volte in Abruzzo, poi siamo andati a Genova dopo l’alluvione, in Emilia Romagna per il sisma e, ovviamente, ad Amatrice che sarà anche l’ultima tappa di questo tour il 24 agosto, in occasione della ricorrenza del terremoto che un anno fa devastò il Centro Italia. Inoltre da Natale del 2015 aiutiamo anche i senza tetto di Milano.

L’associazione svolge un lavoro pregevole e impeccabile. Siete riusciti a coinvolgere anche i giovani?

Assolutamente sì. Il gruppo base è composto da una ventina di persone e ci sono anche alcuni giovani. Ad esempio ci sono due ragazze che fanno parte del gruppo da quando avevano 15 anni circa, mentre un’altra è appena diventata maggiorenne.

Come fa Operativi al Massimo a sostenersi economicamente?

L’associazione si autofinanzia mediante la vendita di polo, felpe e cappellini con il logo Operativi al Massimo. Il tutto è documentato con precisione anche sul profilo Facebook della onlus.

Qual è lo spirito di Operativi al Massimo?

Lo spirito che ci spinge ad andare avanti è di aiutare sempre chi si trova in difficoltà. Insomma Operativi al Massimo si dà da fare da tanti anni ormai e costituisce un volontariato sui generis: si basa totalmente sulle richieste di privati cittadini che decidono spontaneamente di donare alimenti, coperte, giocattoli, elettrodomestici ed altro ancora. L’associazione carica tutto sui furgoni e parte per il prossimo viaggio. I prodotti e i beni che non vengono scaricati nei centri di raccolta sono portati direttamente a mano a chi ne ha bisogno: insomma, un servizio efficiente e immediato che sostituisce di fatto l’operato lento e burocratico dello Stato italiano.

Operativi al Massimo: il volontariato come missione di vitaEssere volontari è una missione. Il più delle volte a fronteggiare le disgrazie e le calamità che affliggono costantemente il nostro Paese sono persone comuni che decidono di non stare fermi a guardare, ma si mettono in moto per dare un aiuto concreto.

In un mondo che ci impone di essere produttivi economicamente e che ci vuole stressati quasi alla follia, prendersi un attimo per riscoprire quali sono i veri valori della vita e avere il coraggio di metterli in pratica non è da tutti.
Operativi al Massimo ci ricorda che il prossimo è nostro amico e che dare è molto più appagante del ricevere.

Per informazioni:
Michele: 3356069765
Pagina Facebook di Operativi al Massimo

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
By on luglio 16th, 2017 in Articoli Recenti, Interviews

RELATED ARTICLES

Leave Comments

diciassette − uno =

Su Facebook

Su Instagram

Su Twitter