Maurizio Cattelan su Instagram: l'arte in un unico post

Maurizio Cattelan su instagram: l’arte in un unico post

Maurizio Cattelan

L’attacco del direttore d’orchestra, il riflettore che si accende sul palco, lo scatto fotografico, The Single Post Instagram. Una scintilla e poi la musica, il teatro, la fotografia. Una scintilla e poi Maurizio Cattelan. Nasce da una scintilla artistica, infatti, il nuovo profilo Instagram del celebre artista contemporaneo.

Oltre 27mila follower, zero persone seguite e – questa la singolarità dell’account – nessun post pubblicato. A dire il vero, Cattelan pubblica, e anche spesso, eppure il post ha la durata di una scintilla: uno o due giorni al massimo, e poi viene cancellato. Una trovata pubblicitaria? Sembra di no: si tratta, piuttosto, di una galleria d’arte in modalità zapping, un museo social al passo con una piattaforma (quella di Internet) fatta di istanti o, meglio, di istantanee (da cui lo stesso nome di Instagram). I post dell’artista, difatti, sono immagini senza alcuna connessione tra loro ed accompagnate da una breve (e spesso scarna) didascalia, del tipo: «Perdi i tuoi sogni e potresti perdere la testa», o «La creatività di un artista è effimera come un fiore: sboccia e muore in fretta». Tuttavia, a differenza dei suoi single post su Instagram, la creatività di Cattelan è molto lontana dallo sfiorire in fretta; inoltre, sebbene non sia una trovata pubblicitaria, questo nuovo canale social usa lo stesso linguaggio della pubblicità: semplice, immediato, colorato, spesso dissacrante.

Cattelan, infatti, non è certo un parvenu rispetto ai linguaggi tipici degli spot: si pensi agli irriverenti cartelloni (simili a cartoline, con tanto di «Saluti da Rimini») che sparpagliò per Rimini, o alla celebre ed esplosiva rivista Toilet Paper, ideata insieme al fotografo Pierpaolo Ferrari: «un art magazine che non contiene testo ma solo immagini». Il testo, accanto alle immagini, è spesso superfluo: il contenuto è già racchiuso nell’immagine; la pubblicità, infatti, raramente usa fiumi di inchiostro o di parole, preferendo l’immagine e la musica come strumenti evocativi privilegiati. L’arte, quindi, se è davvero tale, ha ben poco di intellettuale: è immediata come la pubblicità. Qualcuno storcerà il naso, perciò occorre spiegarsi meglio. Un affresco del Masaccio, ad esempio, può nascondere un intrigato significato iconografico, ma suscita un impatto immediato sullo spettatore, pari soltanto a quello che ha la musica. Cattelan, per quanto riguarda l’immediatezza, è sempre stato all’avanguardia: anche i profani dell’arte ricorderanno, difatti, il trionfante dito medio di fronte alla Borsa di Milano. Immediatezza, impatto, una scintilla: proprio come un post fulmineo su Instagram.

Se vi collegaste in questo momento a The Single Post trovereste una sola immagine ad accogliervi: una donna di spalle chinata su una pianta, a metà strada tra il sensuale e il ridicolo. Sono i bizzarri abbinamenti di Cattelan, infatti, a stupire: la canna di una pistola accostata ad un occhio, un cane che fuma la pipa o, su Toilet Paper, wurstel al posto di bigodini e spaghetti nelle scarpe.

Un’iniziativa social, quella di Cattelan, che non inventa nulla, bensì conferma quella potenza dell’immagine già sperimentata nella storia dell’arte e poi esasperata dal linguaggio pubblicitario. L’arte che dura il tempo di un clic, il tempo di un post, per poi sparire nel buio del web, sostituita da un’altra immagine. Noi follower dall’altra parte dello schermo, intenti a fare zapping.

Fabio Gusella per MIfacciodiCultura

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By on luglio 16th, 2017 in Articoli Recenti, Visual & Performing ARTs

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