La mirada del otro: l'omosessualità nei secoli in mostra al Museo del Prado

La mirada del otro: l’omosessualità nei secoli in mostra al Prado

La mirada del otro: l'omosessualità nei secoli in mostra al Museo del Prado
Oreste e Pilade

È stata recentemente inaugurata un’esposizione del tutto particolare presso il Museo del Prado di Madrid: per La mirada del otro sono state selezionate trenta opere dalla collezione permanente al fine di creare un percorso nuovo. Questo è stato pensato in occasione del World Pride, che si è tenuto tra il 23 giugno e il 2 luglio scorsi.
Gli organizzatori della mostra, Carlos Navarro e Álvaro Perdices, hanno pensato così di far presenziare anche il museo alla manifestazione LGBT, in favore della completa affermazione spagnola dei diritti aperti a tutti. Il Museo del Prado in questo modo si è reso, ancora una volta, libero e disponibile all’intero pubblico, mettendo in scena una rappresentazione di sé diversa, con una lettura della storia e della storia dell’arte del tutto nuova e attuale.
Ad ogni opera, si è deciso inoltre di affiancare delle cartelle che vadano ad esplicitare a livello storico e teorico l’approfondimento al tema dell’omosessualità. «Nel caso del Prado l’uso della parola omosessuale è anacronistica, è un termine coniato alla fine dell’Ottocento, e la nostra collezione termina, per convenzione, nel 1881», spiega Carlos Navarro.

La mirada del otro: l'omosessualità nei secoli in mostra al Museo del Prado
El Maricón de la Tía Gila

Le opere selezionate dalla collezione vanno a ricreare un percorso storico-temporale che pone le origini di tali tradizioni del vivere liberamente la propria sessualità, nella mitologia e nell’antichità. Fanno parte di questo primo ciclo opere statuarie di Oreste e Pilade, compagni inseparabili della mitologia greca, per coinvolgere anche l’imperatore romano Adriano. L’amore per l’altro tra gli antichi è sempre stata una questione naturale e spirituale, in grado di suscitare i piaceri non tanto del corpo ma quanto più della mente, qualcosa che sia in grado di elevare l’animo e il pensiero umani, cosa che ha da sempre destato grande invidia tra gli dei. Basti citare Saffo e la rivoluzione poetica che ha portato con sé attraverso lo struggimento amoroso per le sue compagne.

L’imperatore Adriano ha reso celebre la figura di Antinoo, qui in mostra, un giovane bellissimo e perfetto, ma nel cui animo veniva serbata la paura per la decadenza umana. Nei suoi occhi Adriano lesse così un’ombra oscura che lo portò al coinvolgimento totale della propria autorità – interessante in tale senso il famoso romanzo di Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano.

La mirada del otro: l'omosessualità nei secoli in mostra al Museo del Prado
Busto di Antinoo

Proseguendo con la storia, e la storia dell’arte, sono tantissimi i casi, celati e non, di artisti omosessuali e della loro presunta relazione con altri artisti o con allievi della propria bottega. Si parte da Leonardo Da Vinci, Sandro Botticelli, passando per Caravaggio, di cui ad esempio la presunta relazione con l’allievo lombardo Cecco da Caravaggio (o Francesco Boneri).

Assunto ad oggi a modello per eccellenza dell’omosessualità è il San Sebastiano alla colonna, un tema rappresentato categoricamente da tutti gli artisti dal Rinascimento fino al Barocco, eterno adolescente divenuto icona gay: ne è un esempio iconografico interessante quello della tela di Guido Reni presente in mostra.

All’interno del percorso di La mirada del otro viene inoltre proposto il tema degli ermafroditi, tante volte riprodotti dai maestri, tra cui emerge il bronzo di Matteo Bonucelli nella sala de Las Meninas, come pure sono interessanti le donne barbute, di cui la celebre Maddalena Ventura di Ribera oppure La barbuda de Peñaranda di Juan Sanchez Cotán. Infine, interessante il disegno El Maricón de la Tía Gila di Francisco Goya, rappresentante un piccolo ometto storpio e ridicolo, dove maricón oggi indica proprio gay in modo offensivo.

La mirada del otro: l'omosessualità nei secoli in mostra al Museo del Prado
San Sebastiano, Guido Reni

La Spagna ha festeggiato proprio l’anno scorso dieci anni dall’introduzione della riforma alla legge sulle unioni civili nel proprio paese – la legge 13/2005 con cui il Parlamento ha rivoluzionato la riforma sui matrimoni. Infatti, grazie ad essa, vengono semplicemente concessi gli stessi diritti di unione formale e di fatto tra persone dello stesso sesso, in modo tale da evitare qualsiasi tipo di discriminazione. In questo modo, si è operato per un enorme cambiamento sul concetto stesso di matrimonio: da quel momento il sesso dei contraenti è risultato del tutto indifferente. Questo è stato un grande passo avanti per l’Europa, anche se ad oggi per gli stessi diritti vi sono paesi che stanno ancora lottando, senza sosta. In Spagna si sono ottenuti dei benefici e dovremmo tenerne conto.

La mirada del otro. Escenarios para la diferencia
A cura di Carlos G. Navarro e Álvaro Perdices
Museo del Prado, Madrid
Dal 14 giugno al 10 settembre 2017

Fabio De Liso per MIfacciodiCultura

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By on luglio 16th, 2017 in Articoli Recenti, Mostre, Visual & Performing ARTs

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