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L’Umana Commedia – Matelda, tra simbologia e purificazione

L'Umana Commedia – Matelda, tra simbologia e purificazioneL’Umana Commedia questa settimana si sposta dall’Inferno al Purgatorio per parlare della bellezza simbolica del paradiso terrestre e della sua unica abitante: Matelda.

Nel XVII Canto della seconda Cantica, Dante e Virgilio si trovano, alla fine del loro lungo pellegrinaggio, ad affrontare da una parte la penitenza del Poeta toscano, mentre dall’altra il vicino abbandono della guida mantovana. Immersi nella bellezza del Paradiso terrestre vedono l’ultimo rito di purificazione delle anime che hanno meritato di giungere oltre le 7 cornici del monte.

Virgilio è costretto ad avvertire Dante che il loro viaggio insieme sta per terminare: lui scomparirà non appena sarà arrivato lo spirito di Beatrice, che prenderà il suo posto di guida nel Paradiso, dove il poeta non può accedere, in quanto anima del Limbo. In questa cornice narrativa, che è un misto tra la tensione per l’arrivo della donna amata e la malinconia per la perdita di un maestro, i due proseguono il loro cammino nella foresta dell’Eden, lungo le sponde del fiume Leté: è qui che Dante incontra Matelda.

La donna ha il compito di accompagnare le anime nel loro rito di purificazione: le immerge nelle acque del Leté, il fiume che cancella il ricordo dei loro peccati, e in seguito di le conduce  nel secondo fiume per bere dalle acque dell’Eunoè, che permettono di ricordare le buone azioni fatte in vita. Dopo questo rito sono pronte per accedere al Paradiso.

Al contrario degli altri personaggi incontrati fin ora, Matelda è un personaggio completamente isolato: tutta la coralità che ha caratterizzato la seconda Cantica si conclude con l’ingresso nel Paradiso Terrestre. Qui è lei l’unica abitante, a cui Dio ha affidato il compito fondamentale di purificazione delle anime.

e là m’apparve, sì com’elli appare 
subitamente cosa che disvia 
per maraviglia tutto altro pensare,                                 

una donna soletta che si gia 
e cantando e scegliendo fior da fiore 
ond’era pinta tutta la sua via.         

vv 37-42

L'Umana Commedia – Matelda, tra simbologia e purificazioneLa figura di Matelda è molto complessa sia per il significato storico e sia per quello simbolico: per questo la critica si è a lungo interrogata su una interpretazione che potesse risultare davvero valida. Le identificazioni storiche proposte sono state numerose: va menzionata quella più popolare con Matilde di Canossa. Una interpretazione non allegorica è però difficilmente credibile perché metterebbe la donna in questione in una fase a metà tra l’esclusione dal Paradiso e l’inclusione in un regno da cui Adamo ed Eva, e quindi tutti gli uomini – compresa lei -, furono cacciati.

Matelda è dunque un personaggio simbolico: ella incarna la felicità perfetta, ed è lei stessa dolce e felice, poiché innocente, in armonia con Dio, immersa nella sua creazione. In quanto perfettamente felice, è al contempo creatura attiva e contemplativa, cioè completa: in lei si assommano perciò i due personaggi biblici di Lia e Rachele che Dante ha introdotto nel Canto precedente, attraverso il racconto di un suo sogno. Come la prima, Matelda cammina e raccoglie fiori; come la seconda intona il salmo e contempla la natura. Si noti infine la sua pervasiva dolcezza che rimane anche quando le viene affidato il compito di dare spiegazioni tecniche e scientifiche.

Matelda quindi, nei pochi canti di cui è protagonista, è riuscita ad affascinare decine di critici per molte generazioni diverse.

La bellissima donna è stata identificata con varie simbologie, tutte con un fondo di verità o un rimando sensato alla storia dell’autore che forse non permettono di dare una vera risposta all’interrogativo ma che comunque permettono di capire le influenze che, in tutta la Commedia, hanno sempre suggestionato Dante. Da incarnazione della serenità primaverile, interpretazione più quotata tra gli studiosi moderni, a una nuova Proserpina ovidiana, a immagine della cultura stilnovista della donna.

L'Umana Commedia – Matelda, tra simbologia e purificazioneAlcuni critici hanno poi fatto notare che invertendo la lettura del nome Matelda si ottiene così “adletam” e da qui “adletam” i cui significati sono vari: colei che conduce alle acque del Leté, colei che conduce alla beatitudine.

Probabilmente non riusciremo mai a capire con certezza cosa volesse insegnarci Dante regalandoci la descrizione di questa dolcissima donna, anticipazione di Beatrice, ma la sua presenza ha reso i canti finali del Purgatorio e la presentazione dell’Eden di una bellezza commovente che invita da una parte al pentimento e dall’altra alla speranza di una beatitudine possibile.

Giulia Toninelli per MIfacciodiCultura

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By on luglio 14th, 2017 in Articoli Recenti, BOOK Crossing

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