#EtinArcadiaEgo – Clerici Vagantes: studenti in viaggio, ieri come oggi

0 1.190

#EtinArcadiaEgo – Clerici Vagantes: studenti in viaggio, ieri come oggi

#EtinArcadiaEgo - Clerici Vagantes: studenti in viaggio, ieri come oggi
Studenti della scuola medica salernitana

La mente dello studente di oggi è sempre più spesso avvolto e controllato da un’idea fissa, quasi un mantra: il desiderio di andare all’estero. Quella che però dovrebbe essere una straordinaria opportunità, scoprire un nuovo paese ed abbattere la barriera linguistica, assomiglia ormai a un imperativo. Restare in Italia non serve, dicono i più: bisogna andar via, lontano da questa terra morente, senza lavoro, senza opportunità. Tralasciando ora ogni opinione possibile in merito, dove si trovano le origini di questo desiderio di viaggio per gli studi? Lungi dall’essere una creazione del mondo moderno, il fenomeno era assai fervente nel Medioevo, grazie alle storie e avventure dei clerici vagantes.

Piccolo quadro storico: dopo l’Alto Medioevo in cui la conservazione della cultura era stata ben più importante dell’insegnamento della stessa, il “salto” dell’anno Mille porta alcune, graduali, novità. A partire dall’XI secolo infatti, numerosi ecclesiastici iniziarono a tenere lectiones magistrales davanti a nutriti gruppi di spettatori. Erano soprattutto discussioni di filosofia aristotelica, che dominava da parecchi secoli il pensiero medievale. Queste lezioni, da semplici occasioni di dibattimento culturale si trasformarono in qualcosa di diverso, di grande.

Secondo la tradizione, nell’anno 1088 venne fondata la prima università della storia: l’Alma Mater Studiorum. Nel secolo successivo, altre città come Padova e Pavia diedero impulso a questo movimento di stampo bolognese. E la cosa dovette avere successo, poiché sia il Papa che l’Imperatore sentirono il bisogno di regolamentarle con vari atti e bolle.

#EtinArcadiaEgo - Clerici Vagantes: studenti in viaggio, ieri come oggi
Alma Mater

Uno di questi atti salta all’occhio: è la Constitutio Authentica Habita, promulgata dall’Imperatore Federico Barbarossa nel 1155. Alcuni vedono in questa constitutio il vero “certificato di battesimo” dell’Università di Bologna. Tuttavia, il vero centro del documento è un altro: il provvedimento imperiale che garantiva privilegi speciali e immunità giuridica agli studenti fuori sede, i cosiddetti clerici vagantes.

Chi erano i clerici vagantes? Erano studenti, che si spostavano in tutta Europa per seguire lezioni, spesso seguendo i viaggi di un professore. Per godere di vantaggi economici e giuridici, avevano gli ordini minori (da qui clerici). I clerici vagantes stravolsero in modo radicale la vita del continente: da piccoli e decadenti agglomerati di case, le città si rianimarono, con la nascita di nuovi spazi urbani. Le Università avevano bisogno di una sede, di aule per le lezioni, di biblioteche. Inoltre, visto l’uso di studenti e professori di spostarsi con frequenza, erano necessari ostelli e collegi per ospitarli. Poiché tutti si spostavano, le strutture di ospitalità arrivarono ad assumere un carattere nazionale: nacquero collegi di Inglesi, Francesi, fino a quelli per i Lombardi o per i Bolognesi.
Tuttavia, la vera rivoluzione dei clerici vagantes fu nel lato collaterale della loro esperienza studentesca
: oltre ai bisogni pratici, come spazi educativi e abitativi, gli studenti avevano bisogno di libri. Da cui la riscoperta del libro come oggetto d’uso, copiato e venduto dalle librerie e non più chiuso nei monasteri. Circolando i libri, riprese a circolare la cultura, gettando le basi per le esperienze poetiche dei secoli successivi. Ma non solo: come tutti gli studenti di ogni epoca, i clerici vagantes erano amanti del bere, del gioco e delle donne. E da qui la fiorentissima nascita di taverne, tavoli da gioco e, di certo non solo sullo sfondo, case di piacere. E dato che grandissimi capolavori sono nati dall’unione di gozzoviglie e sapere letterario, sono proprio i clerici vagantes ad aver lasciato alla storia la raccolta dei Carmina Burana. I più conosceranno di certo O Fortuna, ma consiglio anche In Taberna Quando Sumus.

#EtinArcadiaEgo - Clerici Vagantes: studenti in viaggio, ieri come oggi
Testo di uno scherzo musicale medievale

Il movimento si esaurì per svariati motivi nel XIII secolo, ma oggi sembra di essere tornati indietro. Gli schieramenti riguardo l’idea di studiare all’estero sono due e contrapposti: da un lato, quelli che sfiduciano completamente un possibile futuro in Italia, al motto di “o estero, o non lavori”; dall’altro, coloro che di principio negano la possibilità di un’altra prospettiva, in un paese nuovo e con una lingua nuova. Ebbene, entrambi gli schieramenti dovrebbero osservare attentamente i nostri amici clerici: essi, nella loro goliardia e nel loro gozzoviglio, hanno saputo creare il primo, vero cosmopolitismo europeo. Avevano capito che il mondo, tutto il mondo era pieno di opportunità, opportunità che esse stesse si spostavano, insieme a un professore, un nuovo corso, un rettore, e potevano essere sia in capo al mondo come nella propria città. Avevano capito, che la strada giusta non è né a casa, né lontano: è semplicemente ovunque.

Luca Mombellardo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.