“Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia” in mostra a Capodimonte

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Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia in mostra a Capodimonte

Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia in mostra a Capodimonte
Spada spagnola (Cavaliere di umiltà)

Al secondo piano del Museo Nazionale di Capodimonte, nel regno dominato dai disegni di Vincenzo Gemito, precisamente nella sala 82, è stata inaugurata la mostra Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia, a cura di Sylvain Bellenger e Laura Trisorio. Fabre presenta due lavori realizzati con gusci di scarabeo gioiello: la Spada spagnola (Cavaliere di umiltà), ricoperta di corazze di scarabeo, evoca l’investitura cavalleresca e la battaglia per l’arte che Fabre ha intrapreso in difesa della fantasia e dell’immaginazione come strumenti di conoscenza; mentre Binari della Morte (Railway Tracks to Death) è invece ottenuta mettendo insieme, con un’abile tecnica mosaicista, ali di scarabeo e presenta la controversa vicenda coloniale del Belgio. Insieme alle opere di Jan Fabre c’è anche una Camera delle meraviglie, o Wunderkammer, all’interno della quale sono esposte miniature di collezioni d’arte del Cinquecento e Seicento, pervenute a Capodimonte dalle collezioni dei Farnese, dei Borbone e dal Museo Borgiano di Velletri. Queste miniature rappresentano una sintesi tra sapere scientifico, piacere estetico e scoperta, riuniscono natura e arte o invenzioni curiosi, naturalia e artificialia; sono infatti utilizzati elementi naturali con una sapiente tecnica, che desta stupore. Esposti troviamo anche 41 antichi scarabei della Collezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Binari della Morte (Railway Tracks to Death)

La mostra Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia è inserita nell’ambito de ciclo di esposizioni Incontri Sensibili: al MADRE è stata già presentata la sua opera L’uomo che misura le nuvole, che sarà visibile fino al 19 dicembre 2017, e inoltre domenica 2 luglio è stata presentata in anteprima mondiale la sua nuova produzione teatrale Belgian Rules/Belgium Rules al Teatro Politeama di Napoli.

Jan Fabre (Anversa, 1958), artista, regista, sculture, provocatorio, visionario e intento in una ricerca artista tesa ad oltrepassare i limiti, fa del suo lavoro una ricerca attorno all’essere umano, al mondo animale ed esplora le modalità espressive che meglio rappresentano la vita umana e il suo manifestarsi. Celebra la fragilità ma al tempo stesso la solidità della bellezza dell’uomo e del mondo. Per farlo, utilizza nei suoi lavori gli scarabei, animali che alludono alla vita eterna, alla metamorfosi e alla spiritualità, infatti da sempre rappresentano il dialogo tra l’universo ctonio e quello ultraterreno.
Il suo è uno stile eccessivo e crudele, sono infatti molte le critiche mosse ai suoi lavori per le violenze inflitte agli animali durante i suoi spettacoli per ottenere un forte effetto visivo. Nel 2012 è stato protagonista, ad Anversa, di una polemica durante una performance in cui venivano lanciati dei gatti in aria: i passanti inferociti per la performance hanno aggredito l’artista e la sua troupe.

Da sempre Fabre ha fatto della provocazione il suo marchio di fabbrica: nel 2005 fece scandalo per aver organizzato uno spettacolo al festival d’Avignone in cui sperimentava le potenzialità espressive dei liquidi corporei, quali urina e sangue; nel 2009 è stata la volta dello spettacolo Orgy of Tolerance, in scena a Roma e Torino, durante il quale vi è una vera e propria scena di masturbazione collettiva, pensata per denunciare il consumismo. L’ennesima dimostrazione dell’arte contemporanea che DEVE scandalizzare e provocare. Sicuramente la sua arte, le sue denunce, le sue provocazioni non sono nuove: unito con lui alla lotta contro i valori consumistici troviamo Pier Paolo Pasolini, che li riteneva causa della ridicolizzandone dei buoni e vecchi sentimenti, o anche Michael Moore con i suoi documentari, Hermann Nitsch, e tanti altri. L’esagerazione nell’esprimere tali concetti è un marchio indissolubile dell’Arte contemporanea.

Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia
a cura di Sylvain Bellenger e Laura Trisorio
Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli
Dal 1° luglio al 22 ottobre 2017

Rosanna D’Alessandro per MIfacciodiCultura

Foto di Alessio Cuccaro

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