L'arte può davvero dire tutto? Il caso di Hogre e dei manifesti oltraggiosi

L’arte può davvero dire tutto? Il caso di Hogre e dei manifesti “oltraggiosi”

Fintissimy

Alla fine siamo sempre allo stesso punto: l’arte è davvero libera di dire qualsiasi cosa, trattare qualsiasi argomento, mettere in discussione i dogmi (sociali o religiosi) oppure c’è un limite? La risposta è semplicemente sì deve essere libera e no non ci sono limiti, poiché l’arte intesa come massima espressione dell’ingegno umano nasce non solo come virtuosismo tecnico e perfezione estetica, ma anche come mezzo per analizzare la realtà come l’immaginato, bello o brutto che sia, accettato o sconvolgente, comprensibile e o disdicevole. L’arte contemporanea ha giocato e gioca molto sulla provocazione e sullo shock dello spettatore, e se a qualcuno pare una scelta piuttosto noiosa al giorno d’oggi, dall’altra parte c’è tutto un popolo di esseri umani che ancora viene turbato da alcune opere, giustificandone quindi l’esistenza: il proprio compito non è stato ancora assolto. Ecco che in questo contesto si inserisce un artista che potremmo definire street artist, seppur a detta di egli stesso la Street Art in quanto corrente non esiste, che si è spinto tanto in là da essere denunciato dalle autorità: stiamo parlando di Hogre e sei suoi manifesti Ecce Homo Erectus e Immaculata Conceptio IN VITRO.

Il Subvertising è una tecnica artista che consiste nell’andare ad intaccare i cartelloni pubblicitari sparsi per le città con interventi artistici che mirano a farne una parodia o stravolgerne il significato se non addirittura coprirla del tutto, andando contro l’inquinamento visivo della pubblicità e protestando contro il suo messaggio legato al consumo e all’edonismo. Questo è il canale espressivo prediletto da Hogre che già in passato realizzato opere d’arte piuttosto critiche nei confronti del sistema pubblicitario, come la recente Fintissimy, che ha ripreso la contestata pubblicità di Intimissimi con protagonista Irina Shayk che aveva sollevato molte polemiche. Questa volta dunque, nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio, Hogre e un altro artista, DoubleWhy, hanno inserito in alcune pensiline dell’ATAC (i due artisti sono romani) i suddetti manifesti della discordia. Ecce Homo Erectus mostra Gesù come un pedofilo dal pene eretto, mentre Immaculata Conceptio IN VITRO propone due donne che tengono in braccio il loro bambino. Il primo manifesto vuole essere una critica alla cultura fallocentrica che caratterizza la contemporaneità, un modo di pensare e di agire nocivo per tutti i componenti della società, uomini compresi, schiavi del dover essere sempre all’altezza delle aspettative. Il secondo invece vuole essere uno spunto di riflessione sulle coppie omosessuali e sulle possibilità che hanno di riprodursi: come hanno spiegato gli stessi artisti, la fecondazione in vitro è di per sé immacolata essendo realizzata senza rapporto sessuale, proprio come accadde alla Madonna (bisogna precisare che l’Immacolata Concezione è il dogma secondo il quale Maria è stata concepita senza Peccato Originale, che invece pende sulle teste di tutti gli esseri umani, estinguibile solo con Battesimo e Cresima, ma più comunemente viene confuso col concepimento di Gesù senza contatto fisico).

HogreQuesti manifesti affissi abusivamente hanno dunque creato non poco sdegno anche da parte di alcuni esponenti politici (Fratelli d’Italia), accusandoli di offendere la religione cattolica oltre che il senso comune. Ecco dunque che sono partite le indagini della Digos quindi l’artista è stato denunciato.

Ecco dunque un tasto che non si può toccare: la religione. Eppure siamo in un paese laico dove ogni confessione, pensiero, critica dovrebbe essere libero, e invece no. Certo, l’immagine soprattutto di Gesù è particolarmente forte e disturbante, ma ci fa pensare sulla rappresentazione di Gesù, sul messaggio cristiano dei Vangeli e alle sue successive interpretazione, sulla sua figura divenuta feticcio e non più simbolo esclusivamente religioso legato ad un messaggio di pace, ampliando quindi il dibattito sulla religione e il suo sfruttamento arrivando quindi al terrorismo e alla rappresentazione distorta dell’Islam.
Ma che dire di coppie omosessuali che voglio avere figli? Da queste parti l’argomento è trattato poco e in maniera superficiale, creando inevitabili incomprensioni e un approccio sbagliato alla questione che rimane ignorata lasciando non solo un vuoto legislativo ma negando altresì dei diritti civili ad alcune persone.

Davanti dunque ai manifesti di Hogre non facciamoci prendere dallo sdegno e cogliamo questa occasione per riflettere: andiamo oltre il primo impatto e domandiamoci quante ancora ingiustizie vi siano nella nostra società e impegniamoci affinché tutti abbiano lo stesso diritto di vivere la vita come si vuole, lontani dal giudizio altrui ma più vicini alla realizzazione personale.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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By on luglio 11th, 2017 in Articoli Recenti, Carlotta Tosoni, L'Editoriale, Visual & Performing ARTs
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