“Björk Digital” al Centre de Cultura Contemporània: un viaggio nell’universo dell’artista

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Björk Digital al Centre de Cultura Contemporània: un viaggio nell’universo dell’artista

"Björk Digital" al Centre de Cultura Contemporània: un viaggio nell'universo dell'artistaAl Centre de Cultura Contemporània di Barcellona fino al 24 settembre va in scena uno spettacolo fuori dai confini del termine ordine, ma assolutamente allacciato al concetto di creatività artistica: parliamo della mostra Björk Digital, la riproduzione dell’universo creativo ed emotivo dell’artista islandese Björk, coprodotto dal CCCB, Sold Out e DG Entertainment in collaborazione con Sónar. La mostra consiste in un percorso immersivo creato dalla stessa in la collaborazione con altri artisti, quali Michel Gondry, Spike Jonze, Alexander McQueen, Nick Knight, Stephane Sedanaoui o, più recentemente, Jesse Kanda, Andrew Thomas Huang, Warren du Preez e Nick Thornton Jones. Attraverso la Björk Digital ci si immerge in particolare nella materia della musica dell’artista: è un viaggio di 90 minuti che consente di vivere, in prima persona, un’esperienza sensoriale, quasi teatrale in un rapporto talmente stretto con Björk da crearne un accavallamento di personalità.
Ispirato alla discografia di Björk e soprattutto al suo ultimo album Vulnicura, che racconta la fine della relazione con Matthew Barney, l’esperienza combina performance, film, installazioni, video e interazioni, opere audiovisive realizzate con le più moderne tecnologie di realtà virtuale. Per il Centre de Cultura Contemporània di Barcelona questo evento è il ponte attraverso il quale si intende giungere ad una nuova dimensione della percezione dell’arte nella creazione di nuovi modi di sperimentare gli spazi espositivi.

Björk Digital al Centre de Cultura Contemporània: un viaggio nell'universo dell'artistaIl programma della Björk Digital prevede una scaletta di video VR fruibili attraverso delle speciali VR headseats: Notget VR, diretto da Warren Du Preez e Nick Thornton, 2017; Black Lake, diretto dal film maker Andrew Thomas Huang. Un film immersivo commissionato dal Museum of Modern Art di New York, filmato nelle highlands islandesi, 2015; Mouthmantra VR, diretto da Jesse Kanda per catturare una sequenza intensa della sua bocca mentre canta la traccia del titolo: i denti e la lingua si contorcono come se avessero vita propria, 2015; Stonemilker, diretto da Andrew Thomas Huang. Un progetto che trasporta il visitatore in una performance privata della prima traccia del tanto acclamato album Vulnicura. Girato in un luogo remoto in Islada, 2015.

La sua precedente mostra al MoMA, nel 2015, a cura di Klaus Biesenbach, ha ricevuto giudizi poco eleganti da parte dei critici americani: un «disordine scombussolato» per Jerry Saltz, uno spettacolo «ridicolosamente infantilizzante e noioso» per Roberta Smith del Times, semplicemente «un fiasco» per il Guardian, ma la nostra Björk, temeraria, irriverente, al di sopra di ogni affermazione, ritenta e gioca ancora con gli spettatori, con fantasia, creatività e coraggio. Dopotutto, ci piaccia oppure no questa è l’era dell’apprendimento per via tecnologica. Nella società della conoscenza, l’apprendimento proprio dei nativi digitali non è più solo frutto dell’esperienza diretta, ma viene trasmesso e acquisito anche attraverso altre persone e/o strumenti sofisticati. Pertanto, la capacità di individuare e adattarsi ai cambiamenti di schema è una abilità indispensabile nell’apprendimento e se l’atto di comunicare è finalizzato allo studio, è giusto che si rivedano i concetti di comunicare arte, lasciando le ieratiche e accademiche presentazioni, per guardare con occhio sperimentale al gioco alla spettacolarizzazione dell’arte come canale ampio di passaggio per un pubblico veramente eterogeneo.

"Björk Digital" al Centre de Cultura Contemporània: un viaggio nell'universo dell'artistaIl teatro immersivo, le installazioni audiovisive a 360°, ambienti virtuali, sono queste le ormai diffuse “realtà parallele” pensate da molti artisti per comunicare a pieno un mondo altrimenti castigato dei confini della classica esposizione. Ci si lavora con una nuova logica che sta avendo profonde ripercussioni sulla classica relazione tra spettatore e opere – dove la contemplazione è dominata dalla vista – a favore di un’immersione multisensoriale ed esperienze performative. Tra contraddizioni e sperimentazioni, approvazioni e bocciature, tutto è studiato per impressionare, soprattutto per coinvolgere di più e con maggiore efficacia, per comunicare in maniera diretta un universo in continuo divenire.

Björk Digital
Centre de Cultura Contemporània, Barcellona
Dal 14 giugno al 24 settembre 2017

Grazia Nuzzi per MIfacciodiCultura

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