GelosaMente – Fiori e insulti: la gelosia secondo Cardarelli

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Vincenzo Cardarelli (Corneto Tarquinia, 1° maggio 1887 – Roma, 18 giugno 1959) è stato un poeta e giornalista italiano, tra i fondatori della rivista romana La Ronda, nel 1919. Uno dei temi preferiti affrontati nei suoi scritti fu il contrasto tra la trasgressione e l’estremo controllo di sé. Questo ci porta direttamente al tema della nostra rubrica: la gelosia, infatti, provoca una costante tensione tra il desiderio di sfogo delle proprie paure e la ferma volontà di non lasciarsi sconvolgere o destabilizzare dai sospetti sulla persona amata.
Cardarelli ci ha lasciato una poesia interamente sulla gelosia: Oggi che t’aspettavo. Il testo parla dell’assenza della donna amata che fa soffrire il poeta:

Oggi che t’aspettavo
non sei venuta

GelosaMente – Fiori e insulti: la gelosia secondo Cardarelli

È questo il nucleo da cui prende forma il malessere di chi scrive: la frustrazione di un’aspettativa, che subito lascia lo spazio ai sospetti: «e la tua assenza so quel che mi dice».
Il poeta già si prospettava, per quella giornata, un “essere insieme”, che imprevedibilmente si tramuta in un “essere solo”, a causa del tradimento di lei. Tuttavia, il tradimento non è una certezza, è solo ipotizzato; l’unica cosa certa è che la donna ha deciso di non presentarsi all’appuntamento. Nondimeno, lui già trae le proprie conclusioni: «la tua assenza […] dice che non vuoi amarmi». Il poeta sprofonda nell’abbandono della solitudine, e perde la fiducia nell’amata.
Lei, volubile, lo ha deluso, e lui la paragona a un temporale estivo: è un’immagine affascinante, che rappresenta la donna che preannuncia il suo arrivo con tutti i segnali del caso, e invece, alla fine, si allontana, venendo meno alle promesse.
«Così ti sei negata alla mia sete»: il poeta, con questo bellissimo verso incisivo, rivela il suo tormentoso desiderio d’amore, che ormai tuttavia vede senza speranza. Il poeta è condannato alla sete in un deserto di solitudine.
La poesia si conclude riecheggiando il celebre Odi et amo catulliano:

amore, amore
come sempre
vorrei coprirti di fiori
e d’insulti.

Il trasporto verso la donna è innegabile: ella suscita visioni di bellezza da sottolineare con un devoto omaggio di fiori, che però subito viene ridimensionato da un dovuto tributo di insulti, a causa del capriccioso carattere di lei.
Di gelosia Cardarelli parla anche in un’altra poesia, Diario, in cui svela il ricordo di un tenero amore di gioventù.

È la vita che duole, il passato,
non te che amai bambina
e che ritrovo donna,
pure se quel che adesso
torno a provare è amore
e forse gelosia.

GelosaMente – Fiori e insulti: la gelosia secondo CardarelliAnche in questo amore, ormai appartenente al passato, Cardarelli riconosce un sentimento di gelosia potente e forse predominante. Già in passato, quando erano bambini, lui fu preso da amore misto a gelosia, che ora torna a provare, rivedendo la giovane innamorata ormai donna.
La gelosia provocata da un ricordo è segno di una volontà di controllo e possesso molto forte, spesso ingiustificata. Non a caso, subito dopo il poeta rivela che non è sicuro di sentire davvero il desiderio di rivedere quella ragazza. Il poeta sa benissimo che ormai quei sentimenti nel presente non hanno più senso, anche se non può fare a meno di sentirli ancora dentro di sé, poiché il rivedere la ragazza li ha riportati in vita.

Ma l’afa incombe ed il dolore preme:
di niun sollievo ho speranza.

La consapevolezza di non poter dare seguito ai sentimenti provati si unisce, in Cardarelli, a un senso di dolore profondo e ineluttabile.
Ma questi pensieri e sensazioni sono finzionali o autobiografici?

Ebbene, sembra proprio che siano compatibili con la vita dell’autore. Di lui, Indro Montanelli raccontava: «Cardarelli era geloso anche delle donne che non conosceva». Una gelosia assoluta, insomma, quella provata dal nostro poeta nei confronti dell’essere femminino. E di qui scaturiva il suo eterno dolore, che però sapeva abilmente ammaestrare grazie alla sua frusta ironica. Solo così, pur soffrendo, riusciva a regalare a se stesso, e al lettore, un sorriso, mentre preparava alla donna amata un bouquet di fiori freschi accompagnato da fragranti insulti.

Arianna Capirossi per MIfacciodiCultura

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