“Lessico Famigliare”: una nuova traduzione inglese fa rivivere il romanzo di Natalia Ginzburg

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Lessico Famigliare: una nuova traduzione inglese fa rivivere il romanzo di Natalia Ginzburg

Lessico Famigliare: una nuova traduzione inglese va rivivere il romanzo di Natalia GinzburgIl capolavoro italiano Lessico Famigliare scritto nel 1963 da Natalia Ginzburg (1916 – 1991) torna ad accendere l’entusiasmo del pubblico americano e internazionale grazie a una nuova traduzione a cura di Jenny Mc Phee. Dallo scorso aprile infatti la versione intitolata Family Lexicon – Natalia Ginzburg è disponibile in tutte le librerie in una traduzione rivisitata, con un linguaggio più fresco, moderno e accessibile al pubblico contemporaneo che si avvicina ai classici.

Lessico Famigliare narra le vicende della famiglia Levi e della vita durante il regime fascista e il secondo conflitto mondiale. Natalia (nata Levi e sposata in seguito con Leone Ginzburg di cui prese il cognome) racconta la quotidianità di una famiglia ebrea borghese nella Torino antifascista. Il racconto è incentrato principalmente sulle vicende familiari che inevitabilmente vengono influenzate dagli avvenimenti storici. Si tratta di un insieme di ricordi dell’autrice che ripercorrono l’infanzia a Torino, le vacanze in montagna, i giochi con i fratelli, ma anche la paura, la morte, la guerra, il matrimonio e i figli. Frequentano la famiglia Levi anche noti personaggi quali Adriano Olivetti, Filippo Turati, Cesare Pavese, Felice Casorati e molti altri ancora, i quali vengono rappresentati non tanto nel ruolo politico e sociale che rivestono, bensì nelle vesti di amici, persone comuni che raccontano di sé e delle proprie quotidianità.

È proprio la dimensione privata e domestica a fare di Lessico Famigliare un capolavoro apprezzato in tutto il mondo; essa si estrinseca perfettamente nel valore sacro e intimo dato al linguaggio. Infatti, nella lettura delle pagine del romanzo il lettore si accosta alla consuetudine fatta di parole, di espressioni e modi di dire che caratterizzano la famiglia Levi e i suoi componenti. In particolare la voce irruenta e il linguaggio colorito del padre, di cui si ricordano termini come malagrazie, sbrodeghezzi, potacci, crea un legame denso e personale tra i familiari, un vero e proprio codice nel quale tutti si riconoscono come famiglia e, da adulti, si rifugiano per rivivere i ricordi e le atmosfere dell’infanzia.

Al di là, quindi, del valore storico che il romanzo ha poi acquistato con il tempo, l’intento principale di Natalia Ginzburg è stato proprio quello di comunicare l’intimità della vita familiare ricorrendo a un linguaggio volutamente personale; una realtà che, in fondo, si ripropone in tutte le famiglie quando si riconoscono e si ritrovano in un’espressione particolare o in un modo di dire tale da poter essere capito al volo in ogni suo significato.

Questa attenzione al linguaggio familiare ha fatto del romanzo un grande successo internazionale e quella di Jenny Mc Phee è la terza versione in lingua inglese. La prima traduzione fu fatta pochi anni dopo l’uscita in Italia del romanzo, precisamente nel 1967, a indicare il forte interesse che da subito ha destato. La traduttrice Jenny Mc Phee enfatizza proprio il modo in cui la lingua opera in un sistema chiuso come quello di una famiglia e come la grammatica, la sintassi e le terminologie danno voce agli eventi e ai ricordi del passato.

Lessico Famigliare: una nuova traduzione inglese va rivivere il romanzo di Natalia GinzburgLa traduzione, si sa, richiede una grande attenzione alle espressioni e ai termini utilizzati, certo, ma anche all’intento dell’autore, al messaggio veicolato, al contesto storico e molto altro ancora. Come rendere, allora, termini particolari – già poco accessibili a un lettore italiano madrelingua – in una lingua altra? Come comportarsi, ad esempio, di fronte all’appellativo “negri” con il quale Giuseppe Levi soleva chiamare in modo affettuoso i figli, e trasporlo in inglese, nella cultura americana, dove la parola ha connotazioni molto più forti? Lasciare la parola in italiano? Riportarla tra virgolette? In questo e in molti altri casi, la traduttrice Mc Phee ha optato per una traduzione letterale del termine, con l’intento di trasmettere il vero linguaggio della famiglia Levi.

Larte del tradurre impone una rielaborazione interna della nostra stessa lingua, una riconsiderazione dei suoi impliciti per poterla predisporre anche ad accogliere ed esprimere un senso altro. La traduzione è una dimensione affascinante che avvicina lingue, mondi e codici culturali diversi: attraverso essa le lingue si sfiorano, incrociano le proprie parole e soprattutto i propri punti di vista imparando a chiamare il mondo con espressioni nuove e a vederlo con occhi diversi.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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