Vivien Leigh, diva capricciosa dalla bellezza immortale

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Vivien Leigh, diva capricciosa dalla bellezza immortale

Uno dei personaggi cinematografici più celebri di tutta la storia è sicuramente Rossella O’Hara. Il suo viso di porcellana, di una bellezza antica, è indissolubilmente legato all’attrice britannica Vivien Leigh, nome d’arte di Vivian Mary Hartley (Darjeeling, 5 novembre 1913 – Londra, 7 luglio 1967).

FILM, 'GONE WITH THE WIND' (1939)Clark Gable and Vivien LeighMandatory Credit: Photo By EVERETT COLLECTION / REX FEATURES'GONE WITH THE WIND' FILM - 1939No Merchandising. Editorial Use OnlySTILL STILLS
Clark Gable e Vivien Leigh in Via col Vento

La vita di Vivien trascorse principalmente sui palcoscenici teatrali e sui set cinematografici, fu consumata dal disturbo bipolare, all’epoca non ancora abbastanza conosciuto per essere curato, e finì troppo presto a causa di una tubercolosi mal curata.

Visse in India fino all’età di 6 anni, essendo figlia di un funzionario inglese delle Colonie, per fare poi ritorno in patria dove la vocazione alla recitazione la portò ad iscriversi alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra.
A 19 anni sposò l’avvocato Herbert Leigh Holman, più grande di lei, che la invitò a rinunciare alla carriera nel mondo dello spettacolo, ma l’ambiziosa Vivien non rinunciò all’Accademia, nonostante la nascita della loro bambina Suzanne.

Approdata sui meravigliosi set americani, la sua prima grande occasione arrivò nel 1938 con Via col Vento di Victor Fleming, che la consacrò icona. Il film, tratto dall’omonimo e celebre romanzo di Margaret Mitchell, le permise tra l’altro di vincere l’Oscar come migliore attrice protagonista nel 1940.
L’importanza del film è tale che tutt’oggi viene riproposto sui piccoli schermi di tutto il mondo e continua ad esercitare un fascino incredibile. Forse merito della storia travolgente, mix perfetto di guerra, passioni e dramma, o dei costumi, così opulenti, ricchi e curati, o forse di quella frase finale, celeberrimo motto che almeno una volta nella vita ci è capitato di ripetere a noi stessi,

Dopotutto domani è un altro giorno.

2015-03-30
Vivien Leigh e Laurence Olivier

Il grande amore di Vivien non fu il primo marito, bensì l’attore Laurence Olivier che conobbe nel 1937. Nonostante entrambi fossero già sposati e i rispettivi divorzi non si concretizzarono immediatamente, il loro amore fu decisamente forte e paziente. Nel 1940 si sposarono alla presenza solo dell’attrice Katharine Hepburn e dello scrittore Garson Kanin. Il loro fu un sodalizio anche artistico e lavorativo, infatti allestirono insieme anche un Romeo e Giulietta per Broadway, ma vennero fortemente criticati per il loro passato adulterino e per il rifiuto a tornare nella loro Terra Natale per supportarla, stremata dalla guerra.
Allora nel 1941 girarono Il grande ammiraglio su Horatio Nelson, volto ad aumentare nel popolo americano l’appoggio alla Gran Bretagna in fase bellica. Il film fece guadagnare alla coppia l’apprezzamento di Winston Churchill.

Ma fu il ’43 l’annus horribilis di Vivien, che recatasi in Nord Africa per degli spettacoli per allietare le truppe, contrarrà quella tubercolosi che non le darà tregua per tutta la vita e la farà morire a soli 53 anni. Inoltre si ammalò di depressione che alternava con iperattività, palesando il suo disturbo bipolare.

Nel 1947 Olivier venne nominato baronetto e Vivien di conseguenza divenne Lady Olivier, titolo e status che conservò anche dopo il divorzio.

Seguì un periodo difficile per la Leigh: i suoi film non ottenevano particolare successo e non riusciva ad accaparrarsi ruoli di spicco con importanti registi, infastiditi dal suo carattere difficile e dai suoi continui cambi d’umore.

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Con Marlon Brando in Un tram che si chiama desiderio

Ma un ultimo sprazzo di gloria Vivien lo ebbe nel 1947, interpretando Blanche Dubois nella produzione teatrale inglese di Un tram che si chiama desiderio del drammaturgo Tennessee Williams. Nonostante la sua recitazione definita troppo classica, lo spettacolo fece 326 repliche e l’attrice venne scritturata per interpretare Blanche anche nella versione cinematografica del dramma accanto a un giovane e bellissimo Marlon Brando. Il ruolo le fece vincere il suo secondo Premio Oscar nel 1952, ma l’intensità e la drammaticità del personaggio ebbero effetti devastanti sulla sua fragile psiche: pare che non riuscisse più a distinguere la realtà dalla finzione e dichiarava di chiamarsi Bache Dubois.

Nel 1958 Leigh intraprese una relazione con l’attore John Merivale e divorziò da Olivier. Merivale le stette accanto fino alla morte prendendosi cura di lei.
Negli ultimi anni della sua vita intraprese varie tournée teatrali in tutto il mondo, combattendo contro i continui attacchi depressivi, ottenendo critiche positive e vincendo anche un Tony Award nel 1963 come Miglior attrice per la sua interpretazione nel musical Tovarich.

Morì nel 1967 a causa delle complicazioni della tubercolosi della quale soffriva da più di vent’anni. Cremata, le sue ceneri furono disperse nel laghetto di Tickerage Mill.

Vivien Leigh rimane una delle icone della Old Hollywood, una vera diva, venne definita capricciosa senza mai effettivamente capire il suo malessere esistenziale, comprendere la sua irrequietezza dovuta all’incapacità di trovare pace con se stessa e cercare una causa alla sua mente instabile.

Carlotta Tosoni MIfacciodiCultura

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