Ringo Starr: l’icona della batteria rock compie 77 anni

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Ringo Starr: l’icona della batteria rock compie 77 anni

Ringo Starr: l'icona della batteria rock compie 77 anniIl 7 luglio 1940 a Dingle, la zona operaia di Liverpool, nasceva il piccolo Richard Starkey. Durante la sua infanzia nessuno poteva sapere che un giorno qual piccolo ragazzino cagionevole e di umili origini sarebbe diventato Ringo Starr: il più famoso batterista del mondo.

A tredici anni, il piccolo Richard inizia a suonare una batteria regalatagli dal compagno della madre durante il ricovero in ospedale al quale fu costretto dopo alcuni gravi problemi di salute. L’anno della svolta per Starkey è il 1962: Richard viene contattato per entrare in una band formata da altri tre ragazzi di Liverpool: Paul McCartney, George Harrison e John Lennon, che avevano appena cacciato dal gruppo il loro batterista Pete Best. Colpo di fortuna o destino, fatto sta che Richard Starkey divenne Ringo Starr, il batterista dei Beatles, il più anziano del gruppo e ben presto consolidò un legame di profonda amicizia e collaborazione professionale con gli altri tre membri.

Infatti Ringo fu, all’interno dei Beatles, un grande amico per tutti i componenti e i collaboratori dei Fab Four. Fu sostanzialmente il miglior compagno di gruppo che si potesse desiderare: poco pretenzioso, umile, discreto ma soprattutto efficace. Nel corso degli anni molti hanno sostenuto che Ringo fosse solo stato molto fortunato essendo il meno talentuoso dei quattro, l’unico a non comporre quasi mai canzoni e perché sembrava brillare di luce riflessa rispetto alla bravura degli altri tre.

Ringo Starr: l'icona della batteria rock compie 77 anniIn realtà molti ignorano il contributo che Ringo Starr ha dato alla batteria moderna. Ringo ha praticamente inventato il suono della batteria che siamo abituati ad ascoltare oggi: un suono molto pieno, tondo e definito, attraverso l’uso di sordine e di un nuovo tipo di accordatura. Inoltre fu il primo a registrare la batteria non con un microfono d’ambiente, come era consuetudine, ma con dei microfoni vicini alle pelli dello strumento. I Beatles infatti amavano sperimentare in ogni aspetto dell’incisione e del lavoro in studio dei loro brani e Ringo non fu assolutamente esente da questa vena creativa e innovativa. All’epoca del suo ingresso nei Beatles i batteristi più conosciuti e apprezzati della scena musicale erano musicisti come Gene Krupa o Buddy Rich, mostri sacri del jazz e del be-bop, caratteristici per i loro virtuosismi e tecnicismi estremi; ovvero l’esatto opposto di Ringo. Il ragazzo di Liverpool, per quanto tecnicamente poco brillante, risultò essere il batterista perfetto: suonava sempre in funzione della canzone, evitava i virtuosismi e creava un suono e dei ritmi molto caratteristici, orecchiabili e personali. Probabilmente fu fortunato ad entrare in quello che sarebbe diventato uno dei gruppi più famosi della storia e sicuramente esistevano migliaia di batteristi tecnicamente più abili di lui; ma Ringo è stato per i Beatles l’uomo giusto al momento giusto, l’ingranaggio mancante per innescare una macchina musicale che incantò tutto il mondo per un decennio e che ancora oggi è presente tanto nella scena musicale quanto nell’immaginario collettivo di almeno tre generazioni.

Ringo Starr: l'icona della batteria rock compie 77 anniIl suo stile è sempre stato molto preciso, quadrato e molto integrato nella melodia dei brani, ovvero uno stile ideale per un brano rock di successo, quindi alla domanda: i Beatles sarebbero stati gli stessi con un altro batterista? La risposta è una sola e definitiva: no. Dopo lo scioglimento dei Beatles Ringo vive anni piuttosto complicati, infatti fu probabilmente quello che soffrì di più per la separazione. A discapito di chi lo riteneva il brutto anatroccolo del gruppo però, l’esordio di Starr come solista fu straordinario e molto proficuo anche in termini commerciali ed economici. Ringo in questi anni recupera la sua grande passione per il country e il rock ‘n’ roll riscuotendo grande successo; qualche anno dopo però il momento di gloria sfuma e Ringo cade nel vortice dell’alcolismo e della depressione riuscendo a risollevarsi solo alla fine degli anni Ottanta.

Oggi è ancora in attività e partecipa a numerosi eventi in cui, in alcune occasioni, si è riunito con l’ex compagno Paul McCartney con il quale è ancora in ottimi rapporti di amicizia.

Il suo particolare stile e la presenza scenica ispirarono un intera generazione di batteristi a dedicarsi a questo strumento e queste caratteristiche, unite alla sua grande simpatia e vena comica (vedasi nei film Help! e A Hard Day’s Night) fecero di Ringo una vera icona della musica rock e pop.

Quindi tanti auguri a Ringo Starr. Un esempio vivente di come la sostanza, spesso, conti più della forma, nella speranza che possa passare gli anni che gli restano in tranquillità nel suo ideale ed idilliaco «octopus’’garden in the shade».

Francesco Carucci per MIfacciodiCultura

 

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