“Reading the Revolution”: quattro cortometraggi per la letteratura russa

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Reading the Revolution: quattro cortometraggi per la letteratura russa

Reading the Revolution: quattro cortometraggi per la letteratura russaDavvero la letteratura russa ha prodotto solo mattoni interminabili? Gli studenti della Kingston University (UK) non sono d’accordo.

In occasione del centenario dalla Rivoluzione Russa (1917-2017), la Penguin, famosa casa editrice britannica, ha riproposto per la sua collana Vintage Classics la riedizione in paperback di sei classici della letteratura russa. La campagna promozionale per il lancio di questa nuova collana è stata accompagnata dall’organizzazione di un concorso rivolto agli studenti dell’università britannica di Kingston (con la quale la casa editrice già da qualche anno intrattiene una fruttuosa collaborazione) per la realizzazione di cortometraggi in omaggio ai sei romanzi.

Sotto il nome di Reading the Revolution la Penguin ripropone tre grandi classici che hanno fatto la storia della letteratura russa (ma che risalgono a periodi precedenti alla Rivoluzione) ovvero Guerra e pace, Anna Karenina e Delitto e castigo, e tre romanzi di epoca sovietica, Vita e destino, Il maestro e Margherita e Il Dottor Živago che curiosamente sono stati pubblicati in Russia solo dopo la caduta del comunismo.

I corti riprendono lo stile delle copertine ideate per la nuova edizione dalla designer Suzanne Dean. L’autrice, per l’occasione, si è lasciata ispirare dalla produzione artistica del periodo sovietico, in particolare dai lavori di Varvara Stepanova e Ljubov Popova, dalle sperimentazioni delle Avanguardie e dalle suggestioni create dai Ballets Russes di Sergej Diaghilev. L’artista indica tra le sue fonti di ispirazione anche le creazioni di Susan Meller fondatrice dell’archivio di textures The Design Library di New York e autrice di uno studio sui prodotti tessili di origine asiatica e in particolare russa. L’obbiettivo, secondo la Dean, era quello di rendere non soltanto il contenuto e il senso delle opere ma anche lasciar trasparire lo spirito dell’epoca in cui i romanzi sono stati concepiti e redatti.

Primo posto per Il Dottor Zivago

I primi tre corti ad essere premiati sono stati: Il Dottor Živago di Boris Pasternak realizzato da Flora Caulton e il suo team, Vita e Destino di Vasilij Grossman diretto da Katy Wang e Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov concepito da Maria Morris. Nella stessa sede è stata premiata con una menzione speciale anche Anna Tökes per il suo corto ispirato a Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij.

I cortometraggi realizzati dagli studenti si adattano molto bene al lavoro della designer e i loro disegni seguono la grafica delle copertine dando vita ad una perfetta continuazione delle creazioni della Dean. Inoltre, gli storyboard sono stati concepiti in modo tale da un lato di appagare chi ha già letto il romanzo inserendo nelle animazioni piccoli dettagli che solo un lettore attento può aver colto; dall’altro di invogliare alla lettura dei maestri russi anche i lettori più pigri instillando in loro la curiosità verso i romanzi ed evitando fastidiosi spoiler. In questa circostanza gli studenti hanno saputo dimostrare buone capacità di sintesi cogliendo con i loro lavori l’essenza dei romanzi evitando di fare la sinossi dei racconti e appesantire il loro lavoro. Un connubio perfetto tra arte grafica e letteratura.

L’idea di trasformare opere letterarie, in particolare quelle più comunemente conosciute, in brevi corti non è nuova (probabilmente tutti ci ricorderemo delle parodie esilaranti dei Promessi sposi di Manzoni e della Divina Commedia proposte dal gruppo italiano Oblivion) tuttavia questo costituisce ancora un campo da esplorare. Di fronte all’avvento sempre più prepotente dei “nuovi media” (social network, canali Youtube, etc.) la realizzazione di cortometraggi brillanti come quelli proposti dagli studenti della Kingston potrebbe rivelarsi il mezzo giusto per riguadagnare pubblico tra le nuove generazioni, riavvicinare alla lettura e diffondere, anche se in briciole, un minimo di quella cultura generale di cui al giorno d’oggi si sente un po’ la mancanza.

Eleonora Bodocco per MIfacciodiCultura

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