“Les Amants”: il bacio (e l’amore) tra enigma e cecità

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Il mondo si divide in due: chi vuole che gli artisti spieghino le proprie opere e chi invece preferisce che gli autori lascino libera interpretazione al pubblico del proprio lavoro. Per la seconda categoria si confà alla perfezione l’arte di René Magritte: l’artista belga, noto per le sue opere surreali, oniriche e decisamente enigmatiche, sostenne sempre la libertà dello spettatore di interpretare come meglio credeva i suoi quadri misteriosi, nei quali la psiche di ognuno poteva ritrovarvici segni e riflessi del proprio io. Oggi andiamo ad analizzare Les Amants: quegli amanti che Magritte rappresenta sono bloccati in un bacio romantico o in un bacio contraddittorio, simbolo di lontananza?

Les Amants: il bacio (e l'amore) tra enigma e cecità
La versione di “Les Amants” conservata a Canberra

L’artista realizzò nel 1928 due versioni del dipinto: la più celebre delle due (immagine di copertina) è oggi conservata al MoMA di New York, mentre l’altra, che vede i due amanti guancia a guancia sempre col volto coperto, si trova alla National Gallery of Australia di Canberra. Concentriamoci sulla prima: i due amanti, inseriti in un contesto vago, delineato solo da un dettaglio architettonico, sono stretti in un bacio tanto passionale quanto angosciante, impossibilitato a concretizzarsi davvero poiché entrambi i soggetti hanno il viso coperto da un lenzuolo. Se ritroviamo alcuni elementi caratteristici della produzione di Magritte, a partire dal volto nascosto a rappresentare l’anonimato di donne e uomini comuni, e la palese ispirazione alla Metafisica di Giorgio de Chirico, in particolare al dipinto Ettore e Andromaca, dove i due amanti-manichini privi di braccia non possono stringersi, in quest’opera vi è un riferimento chiaro ad un episodio drammatico vissuto in prima persona dall’artista: il suicidio della madre, che annegò in un fiume con il volto coperto dalla sua camicia da notte.

L’equilibrio formale de Les Amants, sobrio cromaticamente (quel rosso si rifà al sangue quindi alla morte?), fa concentrare la nostra attenzione sui protagonisti dell’opera, resi ancora più vivi dal perfetto panneggio realizzato dal pittore, e su quel loro atto disperato che contraddice ciò che comunemente consideriamo bacio, ovvero un contatto fisico che esprime affetto e amore, in questo caso bloccato e reso impossibile.

Le interpretazioni di quest’opera sono molteplici e forse infinite, come potrete rendervene conto consultando libri di Storia dell’arte o facendo un giro sul Web, ma la sua grandezza sta nell’essere sospesa, potenzialmente mai finita o comprensibile del tutto, eterna in quanto sempre e comunque attuale, come solo le grandi opere d’arte sanno essere, come una canzone ben scritta sarà per l’eternità, come un capolavoro della letteratura che sempre si rigenererà nei secoli acquisendo nuovi significati. Amore, morte e un finale aperto rendono Les Amants un manifesto perpetuo di angoscia e incomunicabilità. Come in de Chirico gli sposi tentano disperatamente di abbracciarsi ma non possono che avvicinarsi senza toccarsi mai, qua i due amanti non sfiorano mai le labbra a suggellare un amore destinato alla disperazione, dove l’assenza di un collegamento diretto, sia esso finisco o spirituale, porterà alla morte. Fisica o del sentimento.

Oppure…

"Les Amants": il bacio (e l'amore) tra enigma e cecità
Ettore e Andromaca

René Magritte sempre rivolse il suo interesse verso ciò che non si vede, ciò che non è immediato e non si mostra ai nostri occhi. Era curioso nel senso più umano nel termine, affamato di conoscenza e di comprensione di ciò che viene celato da altro, motivato a scavare per capire davvero le cose nella loro interezza. Filosofica, psicanalitica, assurda, onirica, la sua pittura ci pone tanti quesiti da quasi farci impazzire: che forse quei volti coperti ci raccontino di un amore tanto forte e profondo da non aver bisogno di vedere, di toccare, di sentire? Un sentimento tanto radicato e condiviso da andare oltre ed essere vivo seppur gli amanti siano lontani, ciechi nel loro amore intenso e sincero?

Eccolo il dubbio, quello che lo stesso Magritte vuole insinuare in ognuno di noi. E quante volte un bacio è stato motore di dubbi esistenziali? Quante volte un semplice tocco di labbra ha messo in discussione vite, rapporti, convinzioni e certezze? Ecco dunque, l’ennesima domanda: questo bacio cosa rappresenta per voi? Un amore al capolinea per l’incapacità di comunicare, per il sopraggiungere di una partenza se non addirittura della morte, oppure un amore cieco e fedele oltre il contatto?

Una risposa univoca non c’è, perciò baciate e… meditate.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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