Il dolce Bacio omosessuale in “Au lit, le baiser” di Toulouse-Lautrec

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Il dolce Bacio omosessuale in "Dans le lit, le baiser" di Toulouse-Lautrec Quando si pensa a Henri de Toulouse-Lautrec nella mente si staglia nitido il profilo del Moulin Rouge, a cui si associa la vita da bordello, il colore delle gonne delle ballerine di can-can e le forme sinuose delle prostitute che tante volte sono state dipinte dall’artista. Montmartre è quel luogo che, leggiadro, contiene il Paradiso e l’Inferno, nascondendo la lussuria all’ombra della chiesa del Sacro Cuore. Sotto lo sguardo vigile della dorata cupola di una delle più belle chiese di Parigi, candida e perfetta, ancora oggi il piacere popola le vie di Pigalle, un finto segreto che tutti fanno finta di non sapere, ma da cui sono tutti egualmente attirati. È in questo luogo che Lautrec si guadagnava da vivere, sia con le locandine ideate per gli spettacoli (che non riguardavano solamente la lussuriosa attività del bordello, ma anche la semplice attività di spettacolo) che con la sua arte. Proprio in questo clima che dipinge Au lit, le baiser, un quadro diventato celebre per il soggetto ritratto: questo dipinto, insieme alle altre tele dipinte nello stesso periodo e dal medesimo tema, è stato ideato per decorare gli ambiente del bordello di rue d’Amboise, dove Toulouse-Lautrec era un noto cliente.

Non capita certo tutti i giorni di pensare ad un luogo come una casa di prostitute, che sicuramente nella Parigi di fine ‘800 non era un ambiente particolarmente attraente o pulito, con le parete adornate da tele di baci ed effusioni dipinte con la dolcezza e la leggerezza con cui solo questo artista sapeva dipingere anche quello che veniva considerato il soggetto più scabroso.

Au lit, le baiser, il quadro più famoso di questa serie di tele (in copertina) si caratterizza per le tinte tenui, che non a caso ricordano le ballerine di Degas: oggi, quei dipinti ci sembrano poetici e leggiadri, quasi innocenti raffigurazioni della vita di queste giovani donne parigine. La nostra mente non li legge come i contemporanei di Degas, che vedevano nelle ballerine un sinonimo delle prostitute: in quell’epoca, le giovanissime donne intraprendevano la carriera di ballerina ma non certo per la passione della danza. Nella maggior parte dei casi la danza era solo un modo per mostrarsi e guadagnarsi da vivere: ma nelle mente dei suoi contemporanei era chiaro il binomio ballerina-poco di buono, e le sue tele erano segno di un tentativo simile a quello del Lautrec di disegnare personaggi considerati abietti e tutt’altro che adatti ad essere soggetti dell’arte parigina.

Il dolce Bacio omosessuale in "Dans le lit, le baiser" di Toulouse-LautrecLautrec, senza dubbio, è come sempre più sfrontato nelle sue opere, e dipinge diverse tele dove due prostitute si scambiano tenere effusioni: nella tela più famosa, da cui siamo partiti, l’azzurro delle lenzuola rimanda ad un paesaggio celestiale, quasi che le due fossero immerse nelle nuvole, dove si scambiano un tenero ma appassionato bacio. Benché le giovani siano nude, non ci sono gestualità sfacciate e volutamente sessuali: ci sono solo due donne, con i capelli scombinati e gli occhi chiusi, che si perdono nell’estasi del bacio.

Le tele della serie di Au lit, le baiser ritraggono tutte donne – prostitute, è vero, ma non sempre è così scontato identificarle come tali – a letto che si scambiano baci o carezze. In alcune sono vestite in modo sfacciato, o espongono in maniera più visibile la loro nudità: ma, dopotutto, rimangono tele dipinte e create per essere esposte in un bordello.

Forse solo qui potevano stare, nella Parigi dell’epoca: se già era scandaloso dipingere prostitute e cantanti, ancor peggio era ritratte un bacio saffico. Come se l’omosessualità fosse propria solo delle donne di malaffare, e non certo nella Parigi perfetta e illusoria che disprezzò Toulouse-Lautrec.

Non possiamo certo negare che l’indole di questo pittore fosse tutt’altro che ingenua, casta e pura: eppure, nelle sue tele riuscì sempre a ritratte l’oggettiva verità delle cose, scevra da ogni pregiudizio. Era come se riuscisse a attuare un epoché su qualsiasi suo quadro, sospendendo il normale giudizio, ma soprattutto eliminando ogni pregiudizio. Vedeva la naturalità dell’affetto e dell’amore, non la professione del suo soggetto o il suo sesso biologico.

Il bacio, tenero e soffuso, è il centro della tela. Non le prostitute, non il sesso, non l’omosessualità.

Il dolce Bacio omosessuale in "Dans le lit, le baiser" di Toulouse-Lautrec
Le Baiser

Fu Toulouse-Lautrec un anticipatore dei tempi? Oppure solo un uomo meschino avvezzo alla lussuria, all’alcol e al gioco? Comunque la si voglia vedere, aveva certo una mentalità più aperta di molti uomini per bene del nostro glorioso XI secolo.

Il dipinto, acquistato nel 1893 dal pittore Charles Maurin, attraversò diverse collezioni private (inclusa quella del critico d’arte francese Roger Marx) per poi finire in asta da Sotheby’s nel febbraio del 2015: Au lit, le baiser è stato venduto a un collezionista privato per oltre dieci milioni di sterline (circa quattordici milioni di euro).

Non male per uno che “dipingeva solo prostitute”.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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