Djerbahood – Er-Riadh, il villaggio della Street Art a Djerba

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Djerbahood – Er-Riadh, il villaggio della Street Art a Djerba

Djerbahood - Er-Riadh, il villaggio della Street Art a DjerbaLa street art non è sempre stata la benvenuta nei grandi centri urbani: vista come una manifestazione pittorica sociale e culturale basata sull’espressione della creatività su edifici del tessuto urbano, è considerata come atto vandalico. Quello che è accaduto invece a  Er-Riadh è qualcosa di unico.
Il villaggio tunisino dell’isola Djerba, in Tunisia, si è trasformato in una grande tela per i writer mondiali grazie ad un progetto voluto dal professionista francese Mehdi Ben Cheikh. Il progettoDjerbahood, ha previsto la collaborazione di 150 street artist proveniente da 30 stati del mondo. Nomi noti nell’ambiente come BomK, Liliween, Shoof, Roa, C215, Faith47, Know Hope, Herbert Baglione, eL Seed e molti altri hanno partecipato al progetto.

Mehdi Ben Cheikh è conosciuto per i suoi lavori e la sua passione nel portare e organizzare grandi mostre in spazi destinati alla demolizione o alla rivalorizzazione. Ed è per questo che Er- Riad è stato scelto per il progetto di arte urbana Djerbahood.
Il piccolo villaggio tunisino ha accolto artisti da tutto il mondo che hanno rinnovato l’aspetto del luogo con arte e colori, prestando la loro opera ad edifici pubblici dell’intera cittadina, creando delle opere straordinarie. Djerbahood, finanziato dagli sponsor, si è svolto nell’arco di un bimestre nel 2014, trasformando il paesino in un grande cantiere d’arte e di collaborazione tra artisti provenienti da paesi e culture differenti. 

Djerbahood - Er-Riadh, il villaggio della Street Art a Djerba
Alexis Diaz

La pratica della street art è nata come una forma di critica o tentativo di denunciare la proprietà privata rivendicando i luoghi pubblici, ma è più spesso utilizzata per contestazioni politiche e contro la società. L’arte urbana presentata in questo piccolo villaggio però assume un significato diverso: è l’unione tra le differenti culture che lo abitano, una convivenza millenaria pacifica tra le diverse popolazioni. L’arte diviene così il baluardo dell’unione di popoli diversi, spesso anche rivali.

Ebrei, cristiani e musulmani qui hanno vissuto in pace per oltre 2000 anni. Il mio obiettivo è quello di consolidare questa convivenza e offrire agli artisti una tela unica nel suo genere.

Queste le parole dell’organizzatore Mehdi Ben Cheikh.

Nell’era dell’immagine, quest’arte va alla ricerca di nuovi contenuti. In un mondo dove l’ossessione dell’apparire ha colonizzato i media, rompendo le barriere tra la realtà e il sogno, le immagini assumono nuovi ruoli. Si è quasi assuefatti da immagini trasmesse da maxi schermi, manifesti, vetrine, indicazioni stradali che occupano la visuale all’interno della città. La nuova street art si ritrova quindi a competere con la pubblicità che domina lo spazio pubblico. Cambia così l’obiettivo, proponendo una visione differente che considera criticare questa tendenza.

Djerbahood - Er-Riadh, il villaggio della Street Art a Djerba
Brusk

Ricercando il decoro, la street art vuole rappresentare una “rivoluzione estetica del quotidiano”, che un cartellone pubblicitario non è in grado di realizzare perché unisce il reale e il fittizio. Bisogna quindi che essa rappresenti l’intera comunità urbana e solo così conquisterà gli occhi attenti del buon osservatore.

Nel villaggio di Er – Riadh è accaduto proprio questo: l’arte come strumento di relazione tra diversi soggetti provenienti da diverse parti del mondo. Infatti la popolazione ha ben accolto l’iniziativa che ha donato un po’ di dinamicità alla vita cauta e lenta a cui il villaggio era abituato, che diviene così meta di pellegrinaggio di tutti gli appassionati e curiosi d’arte che possono addentrarsi all’interno del museo a cielo aperto, Djerbahood.

Azzurra Carucci per  MIfacciodiCultura

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