Julian Assange, l’anarchico signore del web padre di WikiLeaks

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Julian Assange, l’anarchico signore del web padre di WikiLeaks

Julian Assange, l'anarchico signore del web padre di WikiLeaks
Assange

La vita di Julian Assange (Townsville, 3 luglio 1971) sembra a tutti gli effetti uscita da un film: uno di quei film con il finale agrodolce, uno di quei film che non ti fanno schierare in maniera netta con un personaggio, perché in fondo un vero e proprio nemico da combattere non c’è.

Fin da giovanissimo si è dimostrato un abile programmatore; anarchico e cyberpunk si è fatto conoscere nelle sue prime attività sotto il nome di Mendax. Assange però è diventato uno degli uomini più noti dei nostri tempi grazie alla fondazione del portale WikiLeaks, sito che ha creato un vero e proprio terremoto nel mondo dell’informazione. Il portale, infatti, riceve e diffonde documenti coperto da segreto e garantisce l’assoluto anonimato alle fonti. Attualmente Assange si trova a Londra, nell’ambasciata dell’Ecuador come rifugiato politico, ha dei precedenti penali in Svezia e Usa.

Il 19 giugno del 2012 Assange si presentava al quartier generale dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra chiedendo protezione diplomatica: a suo carico c’era già infatti un’accusa per reati sessuali commessi in Svezia, ed era ora al centro di un polverone informatico per via di alcune diffusioni sul suo portale sul modus operanti del governo degli Stati Uniti, attraverso le precedenti rivelazioni dei Cablogate.

Julian Assange, l'anarchico signore del web padre di WikiLeaks
Assange all’ambasciata dell’Ecuador

Per l’attivista, giornalista ed hacker australiano si apriva così un periodo che si potrebbe riassumere con le seguenti cifre: 5 gli anni trascorsi nell’ambasciata come rifugiato politico, oltre ai 6 con il quale si è detenuto senza accuse di sorta nel Regno Unito, 16 i mesi trascorsi da quando il WGAD (Working Group on Arbitrary Detention) dell’ONU ha stabilito che «Julian Assange è stato sottoposto a diverse condizioni di privazione della sua libertà».

Sorvegliato speciale 24 ore su 24 con un assedio da parte del governo inglese costato secondo WikiLeaks ben 12 mln di sterline per un cittadino che ha ottenuto dall’Ecuador l’asilo diplomatico, sulla base di valutazioni per cui «potrebbe esserci una persecuzione politica o una persecuzione si potrebbe produrre se le necessarie misure non fossero prese per evitarlo».

Julian Assange, l'anarchico signore del web padre di WikiLeaks
Logo di Wikileaks

La situazione critica di Assange non è cambiata nemmeno quando la Svezia ha fatto sapere di aver ritirato l’accusa nei suoi confronti e di aver archiviato l’investigazione preliminare. Tuttavia, come chiarito dalle autorità inglesi, per Assange resta il pericolo dell’arresto sul suolo britannico per alcuni fatti legali del 2012 e inoltre il governo americano potrebbe formalizzare le accuse contro il padre di WikiLeaks facendo scoppiare così una guerra diplomatica.

Assange continua a far parlare di sé, soprattutto negli USA, dove alcuni funzionari che indagano sul sorvegliato speciale hanno fatto sapere che l’attivista ai tempi delle dichiarazioni sulla Democratic National Committee aveva già una forte vicinanza con l’ambasciata dell’Ecuador. Pare inoltre che da tempo che il nuovo governo dell’Ecuador vorrebbe cacciare Assange dalla propria ambasciata, notizia non confermata ma nemmeno smentita.

La vita di quest’uomo sembra letteralmente uscita da un film: da una parte ha riscosso una notevole simpatia d parte dell’opinione pubblica, affascinata dalla sua storia e dalla sua attività di paladino della libertà, dall’altra invece Assange viene visto come un fuori legge, come una persona che ha violato la privacy di migliaia di persone e quindi giustamente perseguibile per legge.

Casi così giovani non danno la possibilità di schierarsi apertamente, come ogni avvenimento sarà la storia poi ad inquadrare il personaggio; tuttavia nel bene e nel male, Assange ha fatto parlare di sé e un personaggio del genere non verrà dimenticato facilmente.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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