“Kokocinski. Vita straordinaria di un artista”: omaggio alla creatività

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Kokocinski. Vita straordinaria di un artista: omaggio alla creatività

Kokocinski. Vita straordinaria di un artista: omaggio alla creativitàIl giorno 20 giugno è stato presentato presso la libreria Notebook dell’Auditorium Parco della Musica di Roma il volume Kokocinski. Vita straordinaria di un artista, che raccoglie così l’importante esperienza dell’artista Alessandro Kokocinski, recentemente protagonista tra l’altro di un’esposizione presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Pittore, scultore e scenografo, nato a Porto Recanati il 3 aprile 1948 da madre russa e padre polacco, si trasferisce ancora neonato con la famiglia in Sud America, dove lo troviamo nei primi anni Sessanta a Buenos Aires come acrobata in un circo. Dopo un lungo viaggio per l’America Latina, torna nella Capitale argentina per compiere gli studi di scenografia presso la scuola di Saulo Benavente, intraprendendo così una carriera di interesse teatrale che lo accompagnerà per gli anni a venire. A causa delle repressioni militari vigenti a quel tempo, nel 1969 è costretto a rifugiarsi a Santiago del Cile, dove si fa conoscere esponendo disegni di denuncia politica presso il Museo d’Arte Moderna di Santiago. Mentre il regime Allende sta per concludersi, Alessandro Kokocinski si trasferisce a Roma, dove fa la conoscenza di intellettuali come Carlo Levi, Rafael Alberti e Alberto Moravia. Proprio nella Capitale partecipa alla X Quadriennale d’Arte Internazionale e viene invitato da Papa Paolo VI ad esporre presso i Musei Vaticani, illustrando l’Angelus Dei per l’anno Santo.

L’artista, nonostante i suoi numerosi viaggi, non si distacca mai dall’Argentina e nelle sue opere emerge sempre il contatto e la vicinanza con quel paese che lo ha accolto. Infatti, nel 1977 espone presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara una serie di dipinti attraverso i quali denuncia chiaramente il regime dittatoriale e i crimini sociali a cui è soggetta l’America Latina.

Kokocinski. Vita straordinaria di un artista: omaggio alla creatività
Senza titolo

Il suo è un esprimersi alla maniera espressionista, dove il pensiero si lascia guidare ad una gestualità di completa naturalezza, le pennellate così gettate sul supporto pittorico rappresentano uno slancio vitalistico e allo stesso tempo una sofferenza che unisce l’artista alla comunità umana. Lo spazio, nelle sue opere è anch’esso un soggetto attivo, partecipe di un dramma individuale ma collettivo. Ci sono momenti nei quali lo si trova quasi in eccesso, una nebulosa che da un momento all’altro andrà ad incidere sul destino dei soggetti, sovrastandoli. Inoltre, quei paesaggi accennati da un effetto sfumato luministico e chiaroscurale sono un’evanescenza che richiama il pittore nordico per eccellenza, Rembrandt. La sua pittura è stata così fortemente associata a diversi maestri del colore e della pennellata dal Seicento in poi, a partire da quel carattere spagnolo che lo lega a Goya, connesso pure alla pastosità della pittura napoletana post-caravaggesca, giungendo fino al Novecento e alla distorsione fisica e psicologica di Francis Bacon.

Quelle di Kokocinski sono opere di epifanie tra antico e moderno, recupero di una memoria storica, di un passato tanto glorioso quanto crudele, proporzionato alle vicende che il presente ha concesso all’artista. In questo modo, tutte le reminiscenze della sua pittura rimandano chiaramente ai soggetti e alla tragicità delle esperienze di un Goya, attraverso un segno fuggevole, quell’artista che ha reso i personaggi anonimi, maschere, ma la cui potenza evocativa di un male comune ha reso quasi eterni.

A partire dai maestri dei secoli precedenti, l’artista rielabora situazioni collettive al singolare, in un’atmosfera in cui emerge il riflesso di sensazioni uniche e sole. Sono substrati culturali inseriti nella società da lui vissuta, in primis la sua esperienza formativa nei diversi anni a Buenos Aires. L’artista ha fatto proprie le situazioni di questa comunità, con tutte le crudeltà che hanno caratterizzato la storia del paese, se ne è cibato, le ha digerite e le ha riproposte così, dopo aver attraversato il suo corpo.

Kokocinski. Vita straordinaria di un artista: omaggio alla creatività
Omaggio a Goya, 2013

Come già ricordato, Alessandro Kokocinski deve parte della sua fama all’attività scenografica recentemente ripresa. Lo vediamo infatti legato al nome dell’attrice napoletana Lina Sastri, insieme alla quale ha inaugurato la scuola teatrale Kosa, e con cui ha così realizzato spettacoli come Cuore mio, e Lina Sastri è il mio nome del 2016.

Dopo tanti viaggi, tra cui nell’estremo Est Asiatico, l’artista si trasferisce a Tuscania (Lazio) dove continua la sua attività pittorica ed inaugura la Fondazione Alessandro Kokocinski, volta alla promozione e sostegno dei giovani artisti italiani e internazionali, attraverso corsi, mostre ed eventi.

Kokocinski. Vita straordinaria di un artista
A cura di Tiziana Gazzini (Edizioni Clichy)

Fabio De Liso per MIfacciodiCultura

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