Traffico di opere d’arte: in arrivo una nuova legge e pene più severe

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Traffico di opere d’arte: in arrivo una nuova legge e pene più severe

Traffico di opere d'arte: in arrivo una nuova legge e pene più severe
Caravaggio, Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, 1600

È in attesa di approvazione da parte del Senato la nuova legge contro il traffico illecito di opere d’arte e reperti archeologici, proposta alla Camera dei Deputati dai ministri Andrea Orlando e Dario Franceschini. Una svolta quindi, forse un po’ tardiva ma indispensabile, nella lotta ad uno dei più redditizi business illegali al mondo. Secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la prevenzione del crimine con sede a Vienna, infatti, il traffico nero dell’arte si posiziona al quarto posto all’interno del ranking internazionale della criminalità dopo il commercio di droga, di armi e di prodotti finanziari. Il decreto, che per la prima volta pone al centro di questi traffici il contesto della criminalità organizzata, prevede pene molto severe per chi venisse sorpreso «al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, ad acquistare, ricevere od occultare beni culturali provenienti da un qualsiasi delitto». Pene che possono raggiungere fino ai 14 anni di reclusione per i reati più gravi.

Molti sono stati gli episodi di opere d’arte rubate in questi ultimi anni. Tra i più recenti bisogna sicuramente ricordare il caso dei due Van Gogh provenienti dal Museo dedicato all’artista ad Amsterdam, trafugati nel 2002 dalla camorra e (grazie al cielo) ritrovati a Castellammare di Stabia dalla Guardia di Finanza. Eclatante è anche l’esempio di altri due dipinti: Fruits sur une table ou nature au petit chen di Gauguin e de La femme aux deuxflauteuils di Bonnard, rubati a Londra negli anni Settanta e ricomprati all’asta da un operaio torinese totalmente ignaro del patrimonio appena acquistato.

Sfortunatamente, esistono ancora numerosi casi di opere trafugate e mai ritrovate, il cui furto viene spesso commissionato dallo stesso compratore, cosa che rende ancora più complesso rintracciare l’opera. Primo esempio fra tutti è sicuramente quello della Natività del Caravaggio, prelevato dalla chiesa di San Lorenzo a Palermo in una notte del lontano 1969 e mai più ricomparso. Impossibile non citare poi le migliaia di reperti archeologici conservati nei musei americani,  dei quali raramente si conosce la provenienza, né tantomeno le modalità di arrivo oltreoceano. Oggetti dal valore inestimabile acquistati da “collezionisti” senza scrupoli, che senza pensarci due volte vanno ad arricchire le tasche di organizzazioni criminali e terroristiche.

Traffico di opere d'arte: in arrivo una nuova legge e pene più severe
Le due opere di Van Gogh rubate e ritrovate nella casa del boss Raffaele Imperiale

Troppo basse le pene previste dal Codice dei beni culturali firmato nel 2004 da Giuliano Urbani. Con la nuova legge, forse, un Paese come l’Italia, da sempre esposto al saccheggio del proprio patrimonio artistico potrebbe avere la possibilità di tutelare le proprie ricchezze culturali. Patrimonio e ricchezze che appartengono di diritto alla collettività, la quale dovrebbe goderne senza timore di esserne privata. Che i reati siano commessi fuori dall’Italia, poi, non conterà più: anche se il fatto sarà commesso all’estero ma ad essere danneggiato sarà il patrimonio culturale nazionale, diventerà possibile applicare le disposizioni previste. Inutile dire però che, accanto all’inasprimento delle pene per coloro che infrangono le leggi sul commercio dei beni storico-artistici, si devono perseguire politiche di sensibilizzazione verso il bene pubblico, ma soprattutto verso quelle opere definite “patrimonio dell’umanità”, portatrici di storie, valori e culture.

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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