Interface HUB/Art inaugura a Milano con Attilio Terragni: l’architetto in mostra nella sua architettura

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Interface HUB/Art inaugura a Milano con Attilio Terragni: l’architetto in mostra nella sua architettura

Interface HUB/Art inaugura a Milano con Attilio Terragni: l'architetto in mostra nella sua architetturaIn una Milano sempre più ambiziosa e costellata di eventi legati all’arte contemporanea, il 22 giugno è stata inaugurata una mostra dell’architetto e artista Attilio Terragni in un nuovo spazio espositivo no profit: Interface HUB/Art si trova in zona Vigentino (meta degli studenti di Beni Culturali, sic) nella Box Under the Sign of Time, architettura razionalista progettata dallo stesso Terragni nel 2009 su commissione della famiglia Stoppani. La mostra si intitola Riverrun, neologismo che apre e chiude Finnegans Wake, l’ultima, complicatissima e intraducibile creatura letteraria di James Joyce.

Attilio Terragni, con un albero genealogico già denso di architettura, essendo nipote di Giuseppe Terragni (1904-1943), massimo esponente del razionalismo italiano, si trova quindi ad esporre opere pittoriche, con un rimando a Joyce, nella propria creatura architettonica. Si crea quindi una tripla dimensione, un’oscillazione tra l’architettura, la pittura e la letteratura, un flusso di coscienza in cui la linea corre, tagliente, sulle superfici. Sulle pareti laccate di bianco e rosso fuoco si susseguono una ventina di dipinti inediti di Terragni, in un’atmosfera surreale in cui la luce dei faretti si scontra con il luccichio della vernice sui muri. Alcuni dipinti mostrano una struttura compositiva molto pulita, geometrica, in cui, tuttavia, la linea si muove libera. Altre tele sono dipinte come in una sorta di automatismo, seguendo un flusso di coscienza che trova il suo proprio ordine nel groviglio e nell’intraducibilità.

Interface HUB/Art inaugura a Milano con Attilio Terragni: l'architetto in mostra nella sua architetturaNella geometria, secondo Attilio Terragni, c’è la libertà. Tra architettura e pittura c’è un dialogo, un continuo scambio di energie e un orizzonte di apertura creativa che attende di essere sondato. L’edificio in cui si trova Interface HUB/Art, spazio espositivo per la ricerca multidisciplinare e per le nuove generazioni di artisti e designer, è a pianta quadrata con finestre a taglio orizzontale, di altezza costante e lunghezza variabile, che lasciano filtrare negli ambienti una luce giocosa. Sorto per la conservazione e la lavorazione di generi alimentari, oggi ospita l’azienda Interface FM e il suo spazio espositivo, dimostrando che una collaborazione tra settori all’apparenza distanti è possibile.

Gli esordi di Attilio Terragni come architetto risalgono agli anni ’90 e riguardavano le aree industriali, in seguito ha intrapreso una collaborazione con l’archistar Daniel Libeskind, con il quale ha progettato, tra gli altri, il Museo ebraico di Berlino e il CityLife di Milano.
Interface HUB/Art inaugura a Milano con Attilio Terragni: l'architetto in mostra nella sua architetturaIl suo modo di pensare la città come spazio rigenerante e ponte verso la bellezza e il futuro, si trasforma in una pittura intricata, dalle tinte accese. Si apre un mondo surreale, una realtà parallela in cui la mente è libera di muoversi entro arzigogoli, uno spazio in un continuo divenire e sempre pronto ad essere colmato attraverso un flusso di coscienza pittorico. La pittura di Terragni è per molti versi vicina al segno della Street art.

L’arte, veicolo di messaggi sociali in ogni sua forma, porta con sé il cambiamento, o se non altro la speranza del cambiamento. Architettura e pittura sono in grado di creare un ponte tra una realtà in evoluzione vertiginosa e un orizzonte che trascina verso una possibile soluzione. L’arte è anche Riverrun, è un fiume in piena, è correre verso una dimensione in cui è possibile pensare senza restrizioni, costruire castelli e demolirli.

Attilio Terragni. Riverrun
a cura di Elisabetta Longari
Interface HUB/Art, Milano
dal 22 giugno al 15 settembre 2017

Annalisa La Porta per MIfacciodiCultura

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