L’estrazione della sabbia: una grave minaccia per il nostro pianeta

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L’estrazione della sabbia: una grave minaccia per il nostro pianeta

estrazione della sabbia
Un impianto di estrazione della sabbia in Cambogia

Quando si pensa ai problemi che affliggono l’ambiente del nostro pianeta, si è soliti pensare a come prevenire l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, oppure a come ovviare alle problematiche relative allo smaltimento dei rifiuti. Uno dei fenomeni che invece viene spesso lasciato da parte e del quale si ha poca consapevolezza è l’attività di estrazione della sabbia.

La sabbia è uno degli elementi utilizzati per ottenere il calcestruzzo e la sua richiesta per la costruzione di edifici e strade è enorme, soprattutto in uno Stato come la Cina. Negli ultimi 30 anni infatti, il processo di urbanizzazione subito dalla Cina ha condotto all’edificazione di numerose piccole cittadine e di enormi palazzi. Quest’incredibile mole di palazzi sono tuttavia rimasti spesso inutilizzati, in quanto collocati in zone a bassa densità demografica, risultando così in un enorme spreco di risorse e di denaro. Inoltre la Cina, secondo quanto affermato dall’ammiraglio statunitense Harry Harris Jr., nel 2015 avrebbe avviato un progetto di creazione di una grande muraglia di sabbia: ricoprendo le barriere coralline nel Mar Cinese Meridionale, si sarebbe così cercato di eliminarle in favore dell’istituzione di isole artificiali.

Proseguire con una politica edilizia di questo tipo porta con sé dei notevoli rischi. In primo luogo, l’impatto sull’ambiente è disastroso. Prelevare sabbia da fiumi e laghi comporta agire attivamente su di essi e causa relativi problemi, come ad esempio la modifica vera e propria della loro struttura, che può portare a inevitabili cedimenti di ponti e terre circostante. Inoltre, l’estrazione della sabbia rischia di lasciare residui chimici all’interno dell’acqua contaminandola, minacciando gli habitat naturali di molte specie animali.

estrazione della sabbia
Una nave di trasporto della sabbia

Oltre all’ambiente, è necessario valutare però anche altre tipologie di problemi che vanno di pari passo con questo tipo di attività, sia a livello economico sia per quanto riguarda la criminalità. Differenti Stati, come la Malesia, l’Indonesia e la Cambogia, hanno vietato o imposto limitazioni all’esportazione della sabbia, in particolar modo verso Singapore, per cercare di limitare la diffusione di attività illegali di estrazione e di commercio. Inoltre l’impatto negativo dell’estrazione della sabbia intacca anche il settore del turismo, in quanto danneggia zone e infrastrutture ad esso dedicato, rimuovendo l’attrattiva che molti ambienti naturali possono avere.

Ciò che dobbiamo chiederci a questo punto è se questo è davvero quello che vogliamo per il nostro pianeta e per il nostro futuro.

Dal momento che un’attività come l’estrazione della sabbia non solo risulta essere pericolosa per l’ambiente stesso, ma rischia anche di diventare fonte di problematiche ulteriori a livello sociale ed economico, con l’effetto di modificare sensibilmente il modo e il mondo in cui viviamo, perché continuare? Perché non ricorrere invece a tecniche e metodologie che rispettano l’ambiente? Se le soluzioni sono presenti e accessibili, il rischio di rovinare il nostro pianeta non dovrebbe essere nemmeno contemplato.

È un mondo rovinato e poco vivibile quello che vogliamo lasciare alle nostre generazioni future, pur avendo le possibilità e i mezzi per evitare che ciò accada?

Daniele Sacchi per MIfacciodiCultura

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