Il doppio e la copia: il F.E.C. porta in mostra Caravaggio e chi lo copiò

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Il doppio e la copia: il F.E.C. porta in mostra Caravaggio e chi lo copiò

Palazzo Barberini e il F.E.C.: in mostra il doppio in CaravaggioCaravaggio nel Patrimonio del F.E.C. Il doppio e la copia è la mostra presso Palazzo Barberini a Roma che celebra i trent’anni del Fondo Edifici di Culto (F.E.C.). In esposizione troviamo quattro dipinti di Caravaggio, dei quali due autentici messi a confronto con due antiche copie. Tra le tante opere in possesso del  F.E.C. si è scelto la Flagellazione del Cristo e il San Francesco in meditazione per un viaggio unico nel mondo delle copie. La mostra, a cura di Giulia Silvia Ghia, è aperta al pubblico fino al 16 luglio.

Ma che cosa è il F.E.C.?  Il Fondo Edifici di Culto  è un ente con personalità giuridica che ha sede presso il Ministero dell’Interno e amministra un vastissimo patrimonio, spesso sconosciuto al pubblico, sull’intero territorio nazionale che conta oltre 700 chiese, conventi, caserme, un castello, diverse unità immobiliari, fondi rustici, cascine, boschi e selve. Nel Fondo sono confluiti tutti quei beni di interesse culturale sottoposti alla giurisdizione ecclesiastica con lo scopo di assicurarne la tutela, la valorizzazione e la conservazione. Un patrimonio inestimabile che va da Santa Croce a Firenze a Santa Maria del Popolo a Roma, dal complesso monumentale di Santa Chiara a Napoli a Santa Lucia ad Adrano a Catania.

Il F.E.C da anni si occupa del finanziamento degli interventi  di conservazione, manutenzione e restauro delle strutture architettoniche e delle opere d’arte in esse contenute. Si è voluto celebrare, per un traguardo così importante, proprio questa sua natura, volta alla tutela e alla ricerca, mostrando gli studi condotti negli anni, gli esiti dei restauri e la lunga scia delle false attribuzioni di uno dei pittori che più ha occupato la critica.

Il problema dell’autografia rimane una questione sempre aperta in Caravaggio, in una corsa continua alla scoperta di dipinti inediti o ancora all’attribuzione delle numerose copie in circolazione. Gli interventi di restauro, cui oggi le opere sono sottoposte, rimangono momenti unici di conoscenza in cui, è possibile entrare in contatto con la vera essenza dell’opera: dallo strato pittorico alla preparazione, dalla tecnica alla composizione. Attraverso questa particolare lente si vuole guardare a Caravaggio e ai dipinti esposti.

Palazzo Barberini e il F.E.C.: in mostra il doppio in Caravaggio
San Francesco in meditazione, chiesa di San Pietro a Carpineto Romano

Il San Francesco in meditazione, proveniente dal convento francescano dei riformati osservanti di Carpineto Romano, è databile intorno al 1606. Caravaggio, attraverso una composizione scarna ed essenziale, ci rende lo stato d’animo del santo, ritratto in ginocchio nel pesante saio marrone. L’opera è stata posta all’attenzione della critica solo nel 1970, dopo un accurato restauro e presentato da Brugnoli come un’opera autentica del maestro. Il doppio presentato al suo fianco, è quello proveniente dalla chiesa di Santa Maria della Concezione a Roma, databile anch’esso al 1606I critici e gli storici dell’arte si sono largamente interrogati sul rapporto che doveva legare le due opere. Un punto di svolta importante nella querelle è rappresentato dai restauri e dagli studi tecnici condotti nel 2000 sulle due opere, infatti la costruzione dello spazio, il modellato chiaroscurale e i famosi “pentimenti” caravaggeschi hanno fatto prevalere come autografa la tela di Carpineto Romano senza però risolvere in modo esaustivo la disputa ancora in corso.

Il problema del doppio interessa anche due altre celebri opere del Caravaggio, aventi per soggetto la Flagellazione del Cristo. La grande pala d’altare dipinta per la cappella de’ Franchis nella chiesa di San Domenico Maggiore e oggi conservata al Museo  Nazionale di Capodimonte a Napoli, resta uno dei capolavori più intensi della produzione del Caravaggio. Databile 1607, è riferibile al primo soggiorno del pittore nella città partenopea. Le vicende che interessarono la collocazione della tela furono molteplici e ancora da chiarire: l’opera nel 1972, per ragioni conservative, entrò nelle collezioni del museo napoletano e gli esami diagnostici condotti nel 1982 fecero riemergere il lavoro del maestro sulla composizione, come suggerisce la presenza di un uomo barbuto in ginocchio, forse in preghiera, al posto del soldato di destra. Un’opera incredibilmente affascinante per il fermo immagine e la staticità assoluta delle figure: lo sguardo viene assorbito dal corpo del Cristo alla colonna, in un ideale richiamo all’iconografia dei nudi di San Sebastiano, mentre svenuto è vittima di un male turpe e banale. La copia, collocata attualmente nella Cappella del Rosario in San Domenico, in seguito al restauro compiuto negli anni ’30 del Novecento, è stata attribuita ad Andrea Vaccaro, noto copista di Caravaggio. Le indagini diagnostiche condotte sull’opera pongono nuovi spunti per studiare i rapporti esistenti con il modello, dalla tecnica alle finalità pratiche.

Palazzo Barberini e il F.E.C.: in mostra il doppio in Caravaggio
Flagellazione di Cristo

Il F.E.C., oltre alle opere presentate, custodisce tra i dipinti autografi di Caravaggio anche la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo, conservati nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma, e il Seppellimento di Santa Lucia, sposto nella chiesa di Santa Lucia alla badia di Siracusa.

La mostra rappresenta dunque l’occasione per ammirare con occhio critico opere già note del Caravaggio e scoprire come il restauro, nelle sue molteplici essenze, diventi uno strumento conoscitivo imprescindibile, capace di aprire nuovi filoni della ricerca e avvalorare gli studi documentari. Le grandi copie antiche vengono presentate in tutta la loro dignità, come il prodotto autentico della percezione che i contemporanei dovevano avere del pittore e delle sue innovative composizioni e della volontà di riprodurre quella che doveva esser già percepita come un’opera di grande maestria. Le molteplici copie in circolazione non sono altro che il risultato dell’impatto che Caravaggio ebbe sul suo tempo e sulla pittura.

Caravaggio nel Patrimonio del F.E.C.- Il doppio e la copia
a cura di Giulia Silvia Ghia
Palazzo Barberini, Roma
dal 22 giugno al 16 luglio

Martina Conte per MIfacciodiCultura

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