De-strutturalismo e magia al Must di Lecce: “Alessandro Guerriero: al diavolo Alchimia!”

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De-strutturalismo e magia al Must di Lecce: Alessandro Guerriero: al diavolo Alchimia!

De-strutturalismo e magia al Must di Lecce: Alessandro Guerriero: al diavolo Alchimia!Lecce, la splendida città del barocco, ospiterà fino al 31 ottobre al Must la mostra Alessandro Guerriero: al diavolo Alchimia! a cura di Cintya Concari e Roberto Marcatti. Si tratta di una galleria creativa dai soggetti e colori vivaci installata per celebrare i 40 anni dello Studio Alchimia. È una mostra de-strutturata perché del caos Guerriero ne fa una vocazione, discontinua perché per raccontare Alchimia non serve l’inevitabile scorrere del tempo, l’intonazione degli anni.

Nel pieno degli anni ’70, negli anni dei fiori e dei disegni geometrici, dei colori e delle stampe, in cui faceva capolino il mostro del “consumismo”, a Milano vede la luce lo Studio Alchimia ad opera di Adriana e Alessandro Guerriero, “primo esempio di progettisti produttori”, ed “occasione per la definizione di una nuova teoria del design romantico”. Il movimento che avrò come fulcro lo studio, vedrà confluire nomi brillanti, per citarne alcuni: Andrea Branzi, Alessandro Mendini, Ettore Sottsas, Riccardo Dalisi, i quali raccogliendo l’istante di un nuovo fermento culturale, elaboreranno un progetto sperimentale ed innovativo all’insegna delle arti decorative e design.
Di fatto, Alchimia è uno dei più importanti movimenti del design italiano, le cui radici affondano anche nei movimenti di protesta del ’68, nel rifiuto del capitalismo e dello strutturalismo. Per il gruppo Alchimia,

[…] è importante l’atto del “disegnare”. Disegnare, ovvero emettere segni, non è  “design” e non è “progetto”: è invece un libero e continuo movimento del pensiero, quando si esprime visivamente. Un movimento “motivato”. Per Alchimia il suo compito di gruppo che disegna è quello di consegnare agli altri una testimonianza del “pensiero sentimentale”.

Manifesto Alchemico

Ecco allora cosa si respira nello spazio “in prestito” del Must: magia. Perché Alchimia è sentimento, disegno, decoro, progetto, dubbio, ironia, postmodernismo, negatività, individualità, memoria. È autodistruzione, autonomia, confusione, anormalità, imprevisto, libertà, banalità, variabilità, auto-produzione, crudeltà, contraddizione. È contaminazione di diversi io, espressione di linguaggi differenti animati dalla stessa identica pulsione artistica ma con radici e peculiarità differenti. Perché Alchimia, a detta di Guerriero, nasce come contrapposizione al termine chimica, alla razionalità, alla “matematicità”, alla precisione e proprio il termine coniato vuole essere un monito.

De-strutturalismo e magia al Must di Lecce: Alessandro Guerriero: al diavolo Alchimia!Alchimia ha voluto recuperare il passato, la memoria e la tradizione, lavorando su quei valori considerati negativi (debolezza, vuoto, assenza) e svolgendo quel ruolo di introversione in una società soggetta all’esteriorità e alla violenza. Guerriero ha operato tenendo conto dell’ambiente e dei cambiamenti del contesto circostante: non a caso si parla di discontinuità, di de-strutturazione, di originalità. Il progetto muta, si adegua al progettista, alla sua idea: esce dai confini del progetto stesso e matura in una nuova dimensione concettuale.

In quest’ottica, Alchimia è da considerare un movimento in continuo divenire (panta rei) che nel corso della sua esistenza si è evoluto in varie diramazioni: la scuola di design Domus Academy fondata da Alessandro Guerriero, il marchio Zabro nell’84, Futurarium (confluita nella NABA di Milano), Tam Tam, fino ad arrivare ai laboratori ed ai progetti di autoproduzione come la Coperativa del Granserraglio, Normali Meraviglie, Sedie d’Autore.

Ecco allora che nella mostra dedicata ad Alessandro Guerriero e al movimento, notiamo il suo essere un errante romantico-alchimista, il suo essere imprevedibile e sovversivo (giacché lontano dall’essere autoreferenziale ) e il suo continuo guardare oltre, verso la tela bianca del futuro, coi piedi piantati nel perimetro della sua “poetica”, di quel Manifesto buttato giù 40 anni fa, e col corpo e il cuore proteso verso la realtà presente e circostante, con uno sguardo particolare alle problematiche contemporanee di giustizia sociale e incomunicabilità.

Alessandro Guerriero: al diavolo Alchimia!
A cura di Cintya Concari e Roberto Marcatti
Must – Museo Storico di Lecce
Dal 23 giugno al 31 ottobre 2017

Eleonora Vergine per MIfacciodiCultura

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