Artoo: l’app che spiega l’arte e il suo linguaggio ai bambini

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Artoo: l’app che spiega l’arte e il suo linguaggio ai bambini

W. Kandinskij, Composition x, 1939

Artoo è la nuova app dedicate all’arte per bambini, perché a fare e a farsi di cultura è importante iniziare presto. La cooperativa sociale ONLUS di Milano Alchemilla è tra i vincitori del bando 2016 iC-innovazioneCulturale indetto dalla Fondazione Cariplo grazie al progetto Artoo, con il quale ha sviluppato un’applicazione per avvicinare i più piccoli ai musei e di conseguenza le famiglie. Questa sperimentazione rientra a pieno titolo nelle attività promosse dalla cooperativa che pone le sue basi su i seguenti principi: coltivare relazioni, lavorare con le arti e partire dai bambini. Tutti elementi in particolare ed in maniera più diretta l’ultimo necessari per formare la società di domani.

Artoo prende il nome dell’orso/mascotte appassionato d’arte che vive nella soffitta di un museo. Il prodotto digitale si incentra sull’ascolto, registrando e riportando quelle che sono le impressioni dei bambini di età pre-scolare rispetto ad una selezione di quadri. L’esperimento iniziale si è concentrato su alcuni capolavori dell’arte contemporanea. Facendo osservare le opere scelte di Kandinskij ai bambini è emerso che le loro affermazioni in merito coincidono con quelle che sono le indicazioni degli esperti d’arte. Ad esempio riguardo alla Composizione x del 1939, legata dagli addetti al settore allo spazio cosmico, essi hanno identificato nella raffigurazione lo scoppio di navicelle spaziali.

L’interazione con l’App, provata in via sperimentale su una campionatura relativamente ristretta di alunni frequentanti alcune scuole dell’infanzia lombarde, sarà presto resa di dominio pubblico. Inoltre verrà a breve realizzata un’edizione per musei. I primi enti ad aderire saranno Palazzo Reale di Genova e il Museo di Arte Orientale di Torino.

Molto interessanti i risultati emersi da questa prima fase di realizzazione del ‘gioco formativo’, in quanto si è dimostrato come l’arte ed in particolare l’arte contemporanea è in stretto rapporto con la società e ne è diretta portavoce. Una occhio puro e senza filtri come quello dei bambini è in grado di percepire in modo autonomo il pensiero artistico con molta più facilità di un adulto. Tutto ciò poiché l’acquisizione di informazioni avviene senza sovrastrutture e preconcetti. Si dimostra così che l’arte contemporanea è in grado di trasmettere, comunicare ed essere compresa. La morte dell’arte tanto proclamata è probabilmente solo causa di un’omologazione delle idee.

Sarà quindi necessario, partendo dalle basi della società, istruire i bambini al libero pensiero e comunicargli l’importanza della cultura. Garantendogli sin da piccoli la possibilità di esprimersi impareranno ad avere fiducia in se stessi e nel prossimo. Tale fiducia li porterà sempre al cuore delle cose, non peccando di superficialità.

Artoo, che vede i bambini protagonisti, non come attori ma come autori, contribuisce a renderli consapevoli della loro importanza nel mondo.

Il sentimento di autorialità è una forma di felicità.

Da Una pedagogia poetica per l’infanzia

Oltre a porre l’attenzione sull’arte avvicinandone tramite i piccoli le intere famiglie, tale posizione di “privilegio” data ai bambini può essere anche un modo per far suonare un campanello d’allarme aprendo il discorso sul problema delle relazioni interfamiliari. Troppo spesso i genitori non hanno tempo per ascoltare i loro figli e i loro discorsi sono ritenuti inutili. Forse dovrebbero invece prestare attenzione a quei futili interventi ed imparare da loro per rimpossessarsi della capacità di porsi delle domande, in particolare quel quesito ritenuto tanto fastidioso: “perché?”

Greta Canepa per MifacciodiCultura

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