Action30, la filosofia che riparte dal “basso” per essere alla portata di tutti

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Action30, la filosofia che riparte dal “basso” per essere alla portata di tutti

Action30, la filosofia che riparte dal "basso" per essere alla portata di tuttiAction30  è un collettivo di filosofi, sociologi, videomaker, grafici e fotografi, che porta avanti un progetto davvero interessante, tra cui l’ultimo “fiore” Bazar elettrico. Bataille, Warburg e Benjamin at Work che «cerca di riflettere sulle condizioni operative del fare ricerca, riattivando alcuni importanti tavoli da lavoro: l’informe rivista Documents di Georges Bataille, la Kulturwissenschaftliche Bibliothek e il rizomatico progetto del Bilderatlas Mnemosyne di Aby Warburg, il collage di citazioni dei Passages di Walter Benjamin». La rivista cerca di andare oltre le tradizionali forme di scrittura filosofica, dimostrando che si possono aprire spazi riflessivi, cognitivi e filosofici anche attraverso forme alternative, quali la graphic novel e il graphic journalism.

Da circa dieci anni, il collettivo Action30 intreccia una dimensione riflessiva e critica con una serie di pratiche performative, rimettendo in discussione i format tradizionali e sperimentando forme ibride di condivisione della cultura. La macchina di ricerca di Action30 è informe o rizomatica: abbatte le gerarchie culturali e gli steccati disciplinari per mettere sul suo tavolo da lavoro una molteplicità di documenti, intesi come frammenti eterogenei che possono essere collegati tra loro.

L’idea intorno alla quale si è riunito il collettivo Action30, o meglio, la domanda intorno a cui ruota il progetto è: «e se stessimo vivendo una strana riedizione degli anni ’30?». L’allusione agli anni Trenta richiamava, prima che la crisi del 2008 colpisse l’economia globale, la crisi della democrazia, nonché l’avvento del fascismo e la paura che questo scenario si potesse ripetere.  Alla riflessione teoretica, che accompagna il loro lavoro, si affianca, in aggiunta, una dimensione pratica e sperimentale, armandosi di tutti gli strumenti preposti a percepire la “catastrofe presente” e intervenendo in modo performativo.

Ma quali sono le armi concettuali intorno a cui ruota il lavoro di Action30? Innazitutto il concetto di “informe“.

INFORME. – Un dizionario comincerebbe dal momento in cui non desse più il senso ma i compiti delle parole. Così informe non è soltanto un aggettivo con tal senso ma un termine che serve a declassare, esigendo in generale che ogni cosa abbia la sua forma. Ciò che designa non ha diritti suoi in nessun senso e si fa schiacciare dappertutto come un ragno o un verme di terra. Bisognerebbe effettivamente, perché gli uomini accademici fossero contenti, che l’universo prendesse forma. La filosofia intera non ha altro scopo; si tratta di dare una redingote a ciò che è, una redingote matematica. Per contro, affermare che l’universo non rassomiglia a niente e non è che informe equivale a dire che l’universo è qualcosa come un ragno o uno sputo.

La citazione deriva dal Dizionario Critico di Bataille, appendice della rivista Documents, dove si cerca di isolare i termini dal loro contesto usuale per mostrare come esse suonino in maniera bizzarra, venendo a mancare quella armoniosa aura poetica che le circonda. Questo “dizionario” non è realmente tale, in quanto non segue un ordine alfabetico ed è non terminato; segue, poi, un andamento analogico, dove affiorano le corrispondenze tra termini. Bataille non definice mai l’informe.

che non risulta mai chiuso in un concetto definito, ma preferisce dargli un compito, quello di “declassare” tutte le categorie formali, di smontare tutte le forme che “gli uomini accademici” hanno attribuito all’universo e la “redingote matematica” con la quale i filosofi hanno avvolto tutto ciò che è, prefissandosi questo come l’unico scopo della filosofia. Il “compito” dei termini si differenzia dal significato perché quest’ultimo è un concetto o un’idea astratta e allo stesso tempo si differenzia anche dall’uso del termine in quanto esso resta legato all’universo categoriale del senso; il compito delle parole è invece un processo dinamico che permette di individuare la connotazione di attrazione o repulsione che la parola suscita indipendentemente dal senso attribuitole dai dizionari.

Action30, la filosofia che riparte dal "basso" per essere alla portata di tutti
Georges Bataille

Altro pensiero chiave è quello di Blob-filosofia. Blob in inglese è la massa priva di forma che ha un duplice compito: quello di intessere la filosofia con altre forme di linuaggio, ad esempio quelle della cultura pop, in modo tale da non creare una gerarchia nelle fonti e nei modi espressivi scelti; in secondo luogo la blob-filosofia è quello di creare stupore, shock tramite l’accostamento inconsueto di questo materiale. Questo, secondo il manifesto di Action30, serve a dare alla filosofia un aspetto minore, più volatile, nomade e leggero, così da destreggiarsi all’interno del vasto panorama intellettuale contemporaneo, cioè potendo infiltrarsi anche in territori finora ritenuti minori, per una distribuzione capillare della pratica e interrogazione filosofica.

In ultima analisi, questo progetto cerca di fornire un alternativa che nel campo filosofico manca: serve a dare alla filosofia quella veste “bassa” che autori come Saba e Montale hanno cercato di dare alla poesia; serve a far tornare, se mai ci sia stata, la filosofia nelle “piazze”, espressione tanto cara a un certo tipo di politica, quindi si mira a una espansione della domanda filosofica, impossessandosi dei “mezzi di produzione” della cultura odierna, quali fumetti, film, ma non scadendo nel banale e finto “pop” come alcune manifestazioni odierne, che cercano di insinuarsi nella popolazione, con risultati discutibili.

Edoardo Poli per MIfacciodiCultura

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