Michelangelo Pistoletto, la rock star dell’arte contemporanea

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Michelangelo Pistoletto, la rock star dell'arte contemporaneaMichelangelo Pistoletto (Biella, 25 giugno 1933) è considerato uno dei più importanti artisti italiani viventi e uno dei maggiori interpreti dell’Arte povera, movimento artistico nato in Italia nella seconda metà degli anni Sessanta, grazie allo storico dell’arte Germano Celant. Ma ridurre il genio di Michelangelo Pistoletto alla sola Arte povera è limitante: la sua vena creativa lo spinge verso la ricerca multidisciplinare e verso nuove forme espressive come la Land Art, l’installazione e la scultura.

La sua formazione avviene all’interno dello studio del padre, restauratore e pittore, dove inizia a lavorare a 14 anni. Successivamente frequenta la scuola grafica pubblicitaria di Armando Testa. Entrambe le esperienze saranno fondamentali per il suo percorso artistico, ponendone le basi: da una parte l’attenzione e la cura al dettaglio, e dall’altra la capacità di trasmettere con una sola immagine e in maniera diretta pensieri di grande profondità.

Agli inizi degli anni ’60 il linguaggio figurativo di Michelangelo Pistoletto si volge a quella che sarà una delle sue più interessanti produzioni, i Quadri specchianti, in cui la figura, ripresa fotograficamente, viene ritagliata e applicata su lastre d’acciaio riflettenti. La ricerca concettuale si concentra sul tema dello specchio come catturatore di immagini e luogo di contatto con l’osservatore che, riflettendosi, entra nell’opera. Il fascino sottile dei quadri specchianti, come in Ritratto di Ernesto Esposito, sta proprio nella coincidenza tra oggetto e soggetto della rappresentazione, dove ritratto ed autoritratto si fondono e lo specchio diventa specchio d’acqua in cui l’osservatore si affaccia sul proprio inconscio.

Michelangelo Pistoletto, la rock star dell'arte contemporaneaMa, senza ombra di dubbio, l’opera più celebre di Michelangelo Pistoletto è La Venere degli stracci, in cui l’ultima rappresentante decaduta del mondo classico viene inghiottita nel turbinio della modernità: un accostamento provocatorio fra la riproduzione della Venere con mela di Bertel Thorvaldsen e un cumulo di abiti variopinti. Stracci che rappresentano il passaggio delle persone dentro quei vestiti degradati e Venere che, venendo dal passato come simbolo di bellezza, rigenera gli stracci medesimi. In questo modo Pistoletto ha donato dignità artistica ad elementi di scarto in contrapposizione al consumismo imperante e al problema dei rifiuti, già molto attuale nel 1967.

Per Pistoletto l’arte non è mai riconducibile al semplice processo di ricreazione tecnica, ma è legata ad idee che lo rendono promotore di iniziative che coinvolgono artisti provenienti da vari ambiti creativi. Coerente con questa concezione dell’arte, nel 1998 Pistoletto ha fondato a Biella la Cittadellarte, un laboratorio creativo che ha sede in una ex fabbrica tessile. Non è solo una scuola, ma un qualcosa al confine tra una Factory, come quella di Andy Warhol, e un monastero. Perchè l’obiettivo non è solo lavorare per produrre opere, ma per cercare di cambiare il mondo.

Michelangelo Pistoletto, la rock star dell'arte contemporaneaSulla stessa onda, si colloca il Terzo Paradiso, un’idea condivisa in decine di situazioni e Paesi del mondo. Si tratta semplicemente del simbolo dell’infinito rielaborato con l’aggiunta di un grande cerchio centrale: i due cerchi laterali rappresentano rispettivamente la natura e l’artificio, mentre l’anello centrale è la fusione tra i precedenti e rappresenta la terza fase dell’umanità, equilibrata tra i due “paradisi”.

Michelangelo Pistoletto ha sempre prediletto uno sguardo sul mondo circostante, in particola modo sulla natura che ci è madre e su un’umanità che fa di tutto per distruggerne famelicamente la bellezza. Questo, Michelangelo Pistoletto lo aveva capito sin da piccolo, gettando il seme della sua arte.

Da ragazzo sono stato contadino. Ho imparato tante cose in quel periodo. A seminare, raccogliere, concimare, irrigare. E da mio nonno e mio padre ho imparato cos’è il riciclo naturale.

Rosa Araneo per MIfacciodiCultura

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