Franca Ghitti, la nuova monografia dedicata all’artista camuna

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Franca Ghitti, la nuova monografia dedicata all’artista camuna

Franca Ghitti, la nuova monografia dedicata all'artista camunaLunedì 19 giugno è stata presentata, presso l’Auditorium Santa Giulia di Brescia, la nuova monografia dedicata all’artista camuna Franca Ghitti (1932-2012) curata da Elena Pontiggia, storica dell’arte e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e pubblicata dalla casa editrice Skira. Il volume, voluto dalla Fondazione-Archivio Franca Ghitti, si propone di indagare e ricostruire la vita della scultrice, raccogliendo testimonianze e memorie per ricomporle come tasselli di un immenso e squisitamente complicato mosaico.

Franca Ghitti nasce a Erbanno, in Val Camonica, dove fin da piccola, nella segheria del padre, cresce a contatto con i grezzi materiali della tradizione, apprendendone le tecniche di lavorazione e innamorandosi della loro cruda matericità. Nonostante gli studi a Parigi presso l’Académie de la Grande Chaumière e la frequentazione di un corso di incisione diretto da Oskar Kokoschka a Salisburgo, rimarrà sempre fedele a quella Valle che considererà per sempre “sua”, facendovi ritorno dopo ogni suo viaggio. Ed è proprio la Valle Camonica ad offrire a Franca Ghitti alcuni tra i più significativi spunti per la realizzazione delle sue opere, spingendola ad elaborare una profonda e radicata consapevolezza della propria storia, i cui rimandi saranno sempre tangibili all’interno del suo lavoro. La scultrice camuna si pone infatti come attenta e appassionata studiosa della propria terra, che con le sue primitive incisioni, le sue pievi medievali, i suoi magli e il suo artigianato rivela un’incredibile ricchezza culturale. I materiali che predilige sono poveri, di riuso, recuperati nei luoghi di lavoro della tradizione, che conferiscono alle sue opere un aspetto severo, a tratti violento, che induce l’uomo a porsi interrogativi sulla propria identità.

L’artista unisce quindi agli studi della materia ricerche etnoantropologiche, che la spingeranno a vivere per quasi due anni in Kenya, riscoprendo le ataviche memorie degli antichi abitanti del mondo e riuscendo a toccare con il suo lavoro le più misteriose corde dello spirito umano. Un’opera, quella di Franca Ghitti, capace di cogliere l’essenza di numerose correnti del suo tempo per creare un linguaggio personale, di grande cultura, che contenga in sé i cosiddetti “altri alfabeti“, i saperi delle civiltà materiali, traslandoli nello spazio e nel tempo e conservandoli per l’umanità che ancora dovrà venire.

Franca Ghitti, la nuova monografia dedicata all'artista camuna
Franca Ghitti, Alberi di varia datazione, legno e lamina metallica;particolari del BoscoWald con tondo delle offerte, 1990-1995

Opere concettuali di un concetto concreto” potrebbe essere la contraddittoria definizione del suo lavoro, in grado di creare un’affascinante commistione tra scienze umane e arte informale. Fondamentale, la passione dell’artista per la trasmissione delle sue conoscenze e della “regola del suo comporre” ai giovani allievi, che la manterrà sempre vicina all’ambiente universitario.

Franca Ghitti viene descritta come una donna dall’inclinazione solitaria, ma dedita per tutta la sua vita alla sperimentazione e all’indagine in campo artistico e scientifico. Questi due ambiti, all’apparenza così lontani, la accompagneranno in ogni sua opera, dalla quale traspare in modo significativo l’amore dell’artista per l’incessante ricerca del colloquio con le cose, nelle quali riuscirà a scavare in profondità per farne trasparire la realtà più vera. Franca è stata capace di ritrovare nelle proprie radici una conoscenza universale a cui ha saputo dar forma materiale, all’interno di una società sempre più immateriale.

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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