SMNA: l’acronimo che parla del dramma dei piccoli migranti

0 586

SMNA: l’acronimo che parla del dramma dei piccoli migranti

SMNA: l'acronimo che parla del dramma dei piccoli migranti SMNA. Minori Stranieri non Accompagnati. Siamo di certo di fronte ad uno dei flussi migratori più importanti della storia dell’umanità: quello che di questo fenomeno ci sconvolge di più è conoscere i numeri dei Minori che sbarcano nel nostro paese non Accompagnati. Il 20 giugno si è celebrata la giornata mondiale del rifugiato ed è proprio in vista di questa ricorrenza che Save the Children ha pubblicato il primo Atlante Minori Stranieri non Accompagnati in Italia nel quale sono racchiusi, in una vera e propria visione d’insieme, i dati, le storie ed anche le mappe dei loro percorsi e delle loro nuova vita nel nostro paese prendendo come riferimento il periodo di tempo che va dal 2011 fino al 2016.

Parlare di numeri è sempre spiacevole ma, in alcuni casi, è il modo migliore per illustrare quella che ad oggi possiamo definire una vera e propria emergenza umanitaria. Tanto più che il lavoro fatto da Save the Children è davvero complesso perché ricostruisce nei minimi particolari le rotte migratorie dei minori che sbarcano in Italia con l’obiettivo di tracciare anche gli spostamenti sul nostro territorio.

Ma quanti sono ad oggi i Minori non Accompagnati che sono sbarcati in Italia? Da dove arrivano? Che fine fanno una volta giunti nel nostro paese?

SMNA: l'acronimo che parla del dramma dei piccoli migranti In Italia sono arrivati (nel periodo di riferimento della ricerca) 67.672 minori senza un adulto di riferimento. La maggior parte di loro ha raggiunto il nostro paese attraverso il Mediterraneo centrale e provengono principalmente da Eritrea, Egitto, Somalia, Gambia, Siria e Nigeria. Per completare il quadro possiamo dire che questo numero tra il 2011 e il 2016 è cresciuto di 6 volte, che è triplicata la presenza di pre-adolescenti e bambini nella fascia di età che va dai 0 ai 14 anni. Se nei casi citati fino ad ora i minori vengono poi collocati nelle numerose Strutture di Accoglienza che sono presenti nel nostro territorio dobbiamo però porre l’attenzione su quello che è il vero dramma di questa migrazione: i minori per cui l’Italia è solo un paese di transito, quelli che sono stati definiti minori invisibili. Si tratta di bambini e ragazzi che hanno come meta altri paesi europei dove magari vivono già dei familiari o soltanto dei connazionali con i quali sono in contatto che, appena sbarcati, si rendono irreperibili al sistema di accoglienza formale e si riaffidano ai trafficanti correndo rischi inimmaginabili. Parliamo di 22.586 minori fino al 2016 senza contare che, proprio durante il 2016, c’è stata una chiusura dell’accoglienza da parte dei paesi del nord che ha sicuramente aggravato la situazione. I rischi maggiori a cui sono sottoposti sono quello dello sfruttamento nel lavoro in nero, nelle attività illegali o nella prostituzione.

SMNA: l'acronimo che parla del dramma dei piccoli migranti La sensibilità nei confronti di questo tema ha fatto sì che Save the Children proponesse nel 2013 una vera e propria legge organica in materia di Minori Stranieri non Accompagnati approvata in via definitiva dal nostro Parlamento lo scorso marzo che aspetta solo di essere applicata nella sua interezza.

Si parla ancora di una limitata capacità ricettiva da parte dei nuovi centri creati appositamente rispetto ai flussi di arrivo che fa sì che si continuino ad utilizzare strutture temporanee o straordinarie che però non sono in grado di offrire protezione adeguata ai minori, per non parlare della lentezza delle procedure di identificazione e di ricongiungimento familiare. Temi caldi, non c’è dubbio. Temi che infiammano il dibattito politico e non solo. Temi che dovrebbero scuotere le nostre coscienze e che vengono, nella maggior parte dei casi, utilizzati per fomentare odio e violenza. Si parla di invasione, si parla di “sostituzione del popolo italiano”. Termini che richiamano i periodi più bui della nostra storia. Non possiamo voltarci dall’altra parte.

I bambini sono il nostro futuro. Tutti i bambini.

Daniela Dragoni per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.