Yoko Ono è definitivamente co-autrice di “Imagine” (dopo 46 anni)

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Yoko Ono è definitivamente co-autrice di "Imagine" (dopo 46 anni)Ci sono voluti 46 anni. Quanti sono 46 anni? Sono più del doppio della vita di chi vi scrive, nel Medioevo erano un’età praticamente irraggiungibile. In 46 anni puoi farti una carriera, una casa, una famiglia. In 46 anni, invece, può capitare che ti legittimino come co-autore di una canzone: può capitare che la canzone in questione sia Imagine e che la persona che ora ne ha la maternità sia Yoko Ono. Secondo Variety, la National Music Publishers Association (Nmpa) ha riconosciuto pubblicamente la parte che Yoko Ono ebbe nella creazione del brano del 1971, come Lennon disse in un’intervista del 1980: secondo i desideri dello stesso cantante, Yoko Ono, musa ispiratrice, viene riconosciuta come co-autrice.

Già, proprio lei, ormai ultra ottantenne ma ancora oggi simbolo di donna infida e approfittatrice. Insomma, colei che fece sciogliere i Beatles. Perché la colpa è sempre di una donna, anche quando in ballo ci sono quattro uomini adulti.
So che per molti sono ormai questioni sepolte nella memoria: ma c’è chi ancora oggi se la prende con Yoko Ono e sostiene che lei non debba godere di nessun diritto di tutto ciò che ha costruito con il marito John Lennon.
La storia dei diritti delle canzoni dei Beatles è già complicata di per sè: tutte registrate a nome Lennon-McCartney, con tanto di nome di John prima di quello di Paul, ancora oggi non sono molto apprezzate dal bassista del gruppo, con il famoso problema di Let It Be che fu scritta solo di McCartney ma porta comunque il nome di Lennon.
Ovviamente il problema è anche monetario, se poi si pensa a quanto possa aspettare alla vedova di Lennon.
Sono battaglie che si susseguono da anni, e sono continuate anche dopo la morte di alcuni membri del gruppo.
Yoko Ono è sempre stata al centro dei dibattiti, considerata spesso più interessata alla fama e ai soldi del marito che alla persona e al loro amore.

Yoko Ono è definitivamente co-autrice di "Imagine" (dopo 46 anni)Quanto è accaduto con i diritti e le paternità delle canzoni dei 4 “più famosi di Gesù” ormai è storia; una storia lunga e poco piacevole, fatta di accuse e rendiconti bancari.

Tutto ciò quanto può fare bene alla musica?

Riconoscere la paternità (o la maternità) di una canzone è un problema vecchio come il pentagramma: SIAE o meno, non si può mai sapere chi abbia davvero scritto una melodia, un testo o un intero album.

Molta – la maggior parte – della musica che ascoltiamo oggi è scritta e composta da altri che, poi, la lasciano cantare al bel faccino di turno, magari uscito da un talent: sono le case discografiche a dettare legge, soprattutto nella musica più “commerciale” (termine becero è poco esplicativo ma che usiamo giusto per intenderci).
Ormai non ci sono più certo le lotte sulla paternità di una canzone, né ci sono un Lennon e un McCartney che si contendono una Let It Be: forse perché, oggi, non abbiamo nessuna Let It Be, o nessuna Imagine.
Non che la musica sia tutta da buttare: non parliamo dell’abbandonarsi a discorsi nostalgici e di totale chiusura.
Però sembra che il mondo della musica non viva più: tutti pensano al denaro, alla loro immagine, agli instore e ai concerti; ma della musica, oggi, chi ne parla più?

Yoko Ono è definitivamente co-autrice di "Imagine" (dopo 46 anni)Siamo partiti da un fatto accaduto 45 anni, di cui parliamo per la ovvia rilevanza storico-musicale (quante cover di Imagine esisteranno al mondo?): ma se pensiamo a cosa è successo in questo lasso di tempo, più ci avvicinano alla contemporaneità più sembra esserci un progressivo inaridimento del campo.
Forse perché la musica, ormai, rimane in secondo piano? Non parliamo tanto di gossip o interessi monetari (poco aiutano): ma se siamo qui a parlare di Yoko Ono, o magari del l’ennesima lite tra i fratelli Gallagher, è perché mancano personalità davvero forti che ci intrighino, che ci affascinino ma, soprattutto, che ci interessino davvero?
Dov’è la passione per la musica? Dov’è l’amore per il canto? Perché sembra tutto così ben orchestrato?
Non che ci si aspetti qualcuno che bruci la chitarra: è già stato fatto.

Ma la musica, forse, è diventata TROPPO business e niente sostanza?

Nel dubbio, la storia alla fine dá la ragione a chi aspetta: e Yoko Ono anche stavolta si porta a casa l’ennesima vittoria.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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