We wear Culture: Google e il MAXXI per un viaggio nella storia della moda

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We wear Culture: Google e il MAXXI per un viaggio nella storia della moda

Una collaborazione internazionale tra Google e 180 grandi istituzioni culturali provenienti da 42 paesi per raccontare la storia della moda attraverso uno straordinario archivio di più di 30.000 foto, video e altri documenti: questo è We wear Culturedisponibile dall’8 giugno su Google Arts & Culture. Si tratta di una piattaforma pensata per rendere fruibile collezioni e mostre in un solo click: un viaggio virtuale nel mondo della moda raccontato attraverso la finestra dell’arte, attraverso un catalogo digitale unico che porta il pubblico nei depositi e negli archivi museali.

Il progetto, sfruttando le più recenti tecnologie, consente un’esplorazione degli stili e dei look di epoche diverse: partendo dall’antica Via della Seta, passando per Versailles, la Dolce Vita, il punk britannico e il denim si arriva alle recenti passerelle e ai capi iconici che hanno segnato il gusto di generazioni.

Tantissime le presenze da New York a Londra, da Parigi a Tokyo, da San Paolo a Firenze e Roma. In mostra ci sono quattro iconici capi di abbigliamento: l’abito nero di Chanel, lo stiletto di Marilyn Monroe di Ferragamo, la maglia e gonna ispirati al kimono di Comme des Garçons e il corsetto di Vivienne Westwood. Ne emerge un viaggio nella moda unico dove si innestano storie sempre diverse e mai banali, dove arte e sartoria si confondono e si ispirano a vicenda.

Tra le presenze italiane al We wear Culture non poteva mancare il MAXXI di Roma, Museo nazionale delle Arti del XXI secolo, sempre propenso a nuove forme di comunicazione ed attento a tutti i settori dell’arte contemporanea. Per l’occasione si presenta aperto allo sviluppo del concetto di moda in Italia, dall’artigianato ricercato e di nicchia alla grande produzione industriale di capi che hanno fatto la storia del nostro Paese nel Mondo.

Bellissima: l’Italia dell’alta moda 1945-1968

Bellissima: l’Italia dell’alta moda 1945-1968 è il titolo della mostra scelto per far raccontare la storia dell’eccellenza italiana. L’esposizione che, si era tenuta dal 2 dicembre 2014 al 3 maggio 2015, viene riproposta con contenuti nuovi ed inediti, tra video dietro le quinte e contribuiti di esperti, nelle otto sezioni originali con foto ad alta risoluzione e apparati didattici. La mostra, a cura di Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo e Stefano Tronchi, offre una panoramica esclusiva sulla creatività italiana negli anni della rinascita, in cui la moda rappresentò un settore dinamico e di avanguardia, capace di imporsi sul panorama mondiale e dettare le regole dello stile attraverso le grandi dive del cinema e non solo. Un percorso tra le grandiose creazione per i red carpet e i foyer più importanti agli abiti da cocktail, dal grafismo serrato del bianco e nero all’esplosione cromatica degli anni Settanta fino all’esotismo e al luccichio metallico in tema space: abiti esclusivi a gioielli ed accessori unici di Bulgari. Un colloquio aperto tra le creazioni dei grandi “sarti” (le Sorelle Fontana, Fendi, Fausto Sarli e molti altri)  e le opere d’arte di Carla Accardi, Alberto Burri e Lucio Fontana.

M che cos’è We wear Culture? Oltre 400 esposizioni e storie online con il lavoro di esperti di moda, curatori, stilisti e musei per vedere la moda in modo diverso, per percepirla ed apprezzarla sempre più come l’espressione vivente della società che l’ha prodotta, come una parte integrante della nostra cultura, come una forma d’arte e come il frutto di un artigianato altamente specializzato. Le tecnologie dell’avanguardia di Google, inclusi la realtà virtuale, i video a 360°, i tour con Street View e le immagini giga pixel ad altissima risoluzione, concorrono per rendere questo percorso sempre più affascinante ed accessibile. Un progetto valido, creato e pensato, per far vedere al pubblico quello che di solito non trova posto nelle grandi esposizioni dei musei, perché non in linea con scelte curatoriali, per mancanza di spazio o personale, o semplicemente perché destinato a mostre temporanee. Un dietro le quinte accattivante ed innovativo per stimolare l’attenzione del pubblico e offrire una possibilità diversa di fruizione, non legata allo spazio al tempo, ma democraticamente aperta a tutti. Un circuito attivo in cui musei, istituzioni ed esperti collaborano per creare un percorso tematico unico nel suo genere, capace di catapultare lo spettatore da un luogo all’altro dell’emisfero e di offrigli una visione privilegiata.

Sicuramente l’iniziativa pone numerosi punti di domanda su questioni sempre problematiche: il sovraffollamento dei depositi, l’effimera durata delle grandi mostre che si susseguono e si perdono con la stessa velocità, la riproducibilità tecnica delle opere d’arte e quanto e come la moderna tecnologia può e deve essere impiegata a livello museale.

Google Arts & Culture, app per iOS e Android, ha una vocazione prettamente volta all’accessibilità e alla fruizione online ma non si limita a riprodurre l’esperienza visiva: c’è una volontà autentica in progetti come We wear Culture di accrescere e diffondere informazioni e cultura, di valorizzare e di dare spazio a opere e realtà diverse. Ed è questo l’auspicio, questo è il vero contributo che la tecnologia può dare: rendere fruibile quello che non lo è, dilatare i tempi e gli spazi espositivi e soprattutto promuovere sempre la conoscenza. Sarebbe interessante, sulla scia del  MoMA, avere a disposizioni un archivio sempre più vasto di opere, siti, musei dove nulla viene dimenticato e tutto è rintracciabile. L’attesa quindi è per nuovi e sempre più accattivanti progetti.

 We Wear Culture è aperta a tutti e disponibile online su g.co/wewearculture e attraverso l’app Google Arts & Culture su iOS e Android.

Martina Conte per MIfacciodiCultura

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