“Vita, morte e miracoli”- I miracoli della quotidianità in mostra al MAMBo

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Vita, morte e miracoli – I miracoli della quotidianità in mostra al MAMBo

Maurizio Finotto

Dal 16 giugno entrando in una sala del Museo d’Arte Moderna di Bologna, sembrerà di essere all’ingresso di un santuario, nei corridoi che conducono i fedeli verso una reliquia: un’intera parete è tappezzata di appariscenti Ex Voto. No, il MAMBo non ha deciso di affittare una sala del museo a un ordine religioso, ma ci troviamo davanti ad un’installazione artistica realizzata da Maurizio Finotto, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La mostra Vita, morte e miracoli raccoglie 200 tavolette d’autore, realizzate da Finotto, su modello degli ex voto ed i retablos messicani, con le quali l’autore costruisce una propria “biografia delle grazie”.

Come sottolineato dallo scrittore Ermanno Cavazzoni, che ha aperto la mostra con il regista Marco Bertozzi, «gli Ex Voto sono delle cose non utili a nessuno, nella fascia delle “cose un po’ ingenue, ringraziamenti per piccoli miracoli della vita, il lavoro, o una guarigione». Espressione spontaneamente popolare, gli ex voto cristiani sono una testimonianza di quel “politeismo debole” che delega ad una corte di santi dei compiti specifici ed estremamente concreti. Ed è così che, in quella linea sottile che divide fede e superstizione, ci si rivolge a Santa Lucia per un problema alla vista, a San Biagio per guarire un mal di gola o a Santa Apollonia per il mal di denti. Alla pari delle antiche statuette votive, gli ex voto non nascono con finalità artistiche, ma sono un esempio di “piccole cose inutili“, che il gusto comune tenderebbe a definire kitsch, ma che nel loro contesto specifico assumono un valore incredibile: le didascalie sgrammaticate incise con tratti incerti sono messaggi che mettono in diretta comunicazione il fedele ed il santo, degli appariscenti “biglietti di ringraziamento” .

Maurizio Finotto, originario del Polesine, ha avuto sicuramente la possibilità di analizzare, con un occhio critico e distaccato, la religiosità superstiziosa delle piccole realtà paesane. Da qui l’idea di reinterpretare la propria biografia come una serie di piccoli miracoli quotidiani. Si può parlare di visione stoica e positiva della vita, in cui ogni disgrazia viene accolta con serenità e si rivela funzionale ad uno scioglimento, o comunque si risolve “per grazia ricevuta”. Nelle tavolette di Finotto, i santi vengono chiamati in causa per gli avvenimenti più disparati: vediamo il ringraziamento per la guarigione dalla balbuzie, l’intervento di Santa Apollonia per dissuadere il giovane Maurizio dal diventare dentista, il crocifisso di Cavarzere che lo esorta a lasciare il paese, la chiamata della Madonna alla vocazione artistica, la grazia per la perdita dell’accento veneto, fino al ringraziamento per non essere mai diventato un tifoso di calcio. Traspare, pertanto, una grande comicità data dalla frequenza e dalla piccolezza dei miracoli, e dal grande affanno che Maurizio deve aver dato ai santi. Il tutto espresso con uno stile ingenuo, a tratti infantile, che sacrifica volutamente la forma al significato. Non si tratta assolutamente di parodia o dissacrazione, ma di un racconto dell’esistenza attraverso le disgrazie risolte.

La mostra è accompagnata dalla proiezione del video La lingua dei miracoli che si inserisce nel programma di Biografilm Festival-International celebrations of lives. Nel video, realizzato dallo stesso Finotto, l’artista fa vedere le tavolette alla madre ed alla nonna. Come sottolinea:

Il video coglie gli aspetti del cinema etnografico e documentario, quale l’aspetto della “restituzione”. Maurizio restituisce alla madre e alla nonna qualcosa che ha sottratto loro, n una sorta di performance in cui le emozioni non sono filtrate.

Le opere diventano strumento di un momento epifanico: nel sentimento di gratitudine per il miracolo dell’esistenza, con tutti i suoi suoi moti turbolenti, le nuove e le vecchie generazioni trovano un punto di contatto, e “una lingua dei miracoli”, appunto, con cui  dialogare.

Vita, Morte e Miracoli
A cura di Maurizio Finotto
MAMBo – Museo d’Arte Contemporanea, Bologna
Dal 16 giugno al 17 settembre 2017

Chiara Di Giambattista per MIfacciodiCultura

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