Sherazad: protagonista de “Le Mille e Una Notte” e prima femminista della letteratura

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Sherazad: protagonista de Le Mille e Una Notte e prima femminista della letteratura

Sherazad è la protagonista di una delle opere più famose di sempre, Le Mille e Una Notte. Celebre per le sue immense doti culturali e il suo acume, può essere definita la prima femminista della letteratura e simbolo della lotta femminile per l’eguaglianza sociale e del trionfo della cultura su forza e brutalità.

Quando parliamo di arte e letteratua, non possiamo non parlare de Le Mille e Una Notte, celeberrima raccolta di novelle Medio Orientali di origine eclettica, che racchiude in sé granelli culturali mesopotamici, egizi e persiani. Come l’Odissea e l’Iliade, Le Mille e Una Notte nasce come tradizione oratoria. Nei secoli vari autori contribuiranno alla stesura delle sue storie, che sono molto differenti le une dalle altre. Alì Babà e i quaranta ladroni e Aladino e la lampada magica sono le storie più famose, benché non parte del corpus originale e divenute celebri per vie traverse. La parte meno conosciuta di questa grande opera è la cornice narrativa che racchiude e connette tutte le singole vicende e che è tuttavia la parte più importante.

Mentre le “mille” vicende sono completamente indipendenti le une dalle altre, la cornice narrativa rimane invariata. Il re di Persia Shahryar, tradito dalla moglie, impazzisce e decide perciò di sfogare la sua ira sulle donne del regno, sposando una fanciulla al giorno per poi ucciderla al sorgere del sole. Questa sua sanguinosa vendetta minaccia di privare il regno di tutte le ragazze in età da marito. Per fortuna una giovane, di nome Sherazad, si offre volontaria per porre termine a questo terribile rituale. Con l’aiuto di sua sorella Dunyazade, decide di sposare il re. Durante la loro prima notte di nozze, Sherazad inizia a raccontare una storia, fermandosi appena prima del sorgere del sole e annunciando che continuerà la sera seguente. Come un’incantatrice di serpenti, notte dopo notte, Sherazad incanta Shahryar fino a farlo pendere dalle sue labbra e salvare il rengo.

Sherazad allora cominciò a raccontare una lunga novella fantastica: parlava lentamente, dolcemente, con arte e con grazia inimitabili e il suo fascino era così grande che il sovrano rimase conquistato.

Ferdinand Keller, Scheherazade und Sultan Schariar (1880)

Sherazad è un personaggio simbolo della letteratura mondiale e del mondo letterario femminile. Le sua fama dirompente ha contagiato anche altre arti, tra cui la musica classica, come dimostra le suite sinfonica dedicatale dal compositore russo Nikolaj Rimskij-Korsakov. Il motivo? Le Mille e Una Notte dà vita alla prima femminista letteraria. Se guardiamo infatti alle altre grandi opere dell’antichità, non troviamo nessun personaggio femminile di pari calibro. Sherazad è una donna estremamente intellignente, colta e indipendente. In tutta l’opera non vi è mai menzione della sua bellezza o del suo aspetto fisico, caratteristiche importantissime per altre figure come Elena di Troia e Penelope, ma solamente per le sue doti intellettuali. Ed è per quest’ultime che il re Shahryar deciderà di sposarla.

Ricca di nobiltà d’animo, decide di offrirsi volontaria per spezzare la scia di sangue iniziata dal sovrano. Così facendo Sherazad diventa ambasciatrice di tutte le donne e del loro valore sociale e culturale, nonché portatrice di salvezza. Il suo nome (Šhahrázád in persiano) significa appunto “salvatrice della città“. Ovviamente non lo fa da sola, ma con l’aiuto di sua sorella Dunyazad, “salvatrice del mondo“. Queste due giovani donne si alzano in piedi e prendono in mano il destino del loro paese, decidendo di impegnarsi per cambiarlo, anche a costo della vita.

Anna Karina in Scheherazade (1963)

Sherazad ci insegna davvero tanto. In primo luogo ci mostra come intelligenza e ingegno possano sconfiggere forza e brutalità e come la cultura sia infatti l’arma più potente mai concepita. La liberatrice della città ci mostra anche un altro aspetto della cultura, ovvero la sua forza travolgente. Con il solo uso di immaginazione e intelligenza, Sherazad riesce a piegare un uomo estremamente potente. Con l’aiuto di personaggi e trame inventate, Sherazad trasforma il mostro assetato di vendetta in uomo amorevole e dotto sovrano, mostrando al mondo intero che donne e uomini sono eguali, sia per intelletto che per nobiltà d’animo.

Nella letteratura ci imbattiamo spesso in storie diametralmente opposte, come quelle di Elena e Penelope, nonché di damigelle in difficoltà salvate da impavidi cavalieri. In un periodo in cui la parola femminismo abbonda sulla bocca degli stolti, Sherazad ci rammenta cosa questo concetto significhi veramente, ovvero il riconoscimento della donna come essere forte, indipendente e pari all’uomo. Nulla di più e nulla di meno.

Luisa Seguin per MIfacciodiCultura

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