Il Consumismo celebra il Pop: Michel Haddi e le sue “Pop Style Icons”

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Il Consumismo celebra il Pop: Michel Haddi e le sue Pop Style Icons

Pop Style IconsUn nonluogo secondo la Treccani è «Luogo virtuale, metafisico o irreale, privo di effettivi riscontri nel mondo reale, o anche, nella prospettiva di Augé, uno di quei tanti luoghi spersonalizzanti e fortemente alienanti (come i grandi centri commerciali), spesso situati al di fuori dei centri urbani, nei quali si trascorre sempre più di frequente la maggior parte del tempo libero». In uno di questi non luoghi, il Barberino Designer Outlet, è stata inaugurata lunedì 12 giugno  la mostra Pop Style Icons, dedicata al francese Michel Haddi e ai suoi trent’anni di carriera da fotografo d’alta moda nonché ritrattista delle star, e terminerà il 30 luglio.

La mostra consta di 41 fotografie in cui appaiono moltissime celebrità dei più svariati campi, come per esempio Uma Thurman, i Red Hot Chili Pepper, Kylie Minogue, Cameron Diaz, Clint Eastwood, David Bowie, Tupac Shakur, Sean Connery e Tim Burton. La mostra quindi dovrebbe essere un riassunto della storia della moda, della relativa tipologia di fotografia e di come sia cambiata nel corso degli anni.

La scelta del tema però è peculiare: essendo i centri commerciali i luoghi di culto del consumismo, chi li crea o li gestisce è come i prelati, e non può quindi abbellire l’edificio con opere che vanno contro il credo professato.

I centri commerciali rappresentano dunque le cattedrali del consumismo più sfrenato e neanche in maniera così tanto velata, cosicché per ovviare alle critiche ne sono stati ideati alcuni più evoluti, che emulassero meglio i luoghi antropologici – l’opposto dei nonluoghi – quindi creando cittadelle con tanto di strade in sampietrini e negozi che ricordano delle “simpatiche” casette. Il Barberino Designer Outlet è uno di questi e fa parte di un progetto ovviamente più ampio che ha portato questa tipologia grottesca di centri commerciali in altre parti d’Italia.

David Bowie

Il prelato della cittadella in questione ha deciso di dare al nonluogo una non-galleria d’arte, esponendo questa volta i lavori di Michel Haddi in quanto ritrattista di moda delle star, ben fatte e ben impostate: abituati a scatti fatti da sedicenti artisti che valorizzano soprattutto il lato sessuale dei modelli, Haddi da vero fotografo di razza crea lavori eleganti, ma, come dice Berger:

Una fotografia è un luogo d’incontro nel quale spesso si contraddicono gli interessi del fotografo, del fotografato, dello spettatore e di tutti coloro che usano l’immagine. Queste contraddizioni nascondono e accrescono l’ambiguità di fondo dell’immagine fotografica.

L’intento della mostra Pop Style Icons non è quello di farci vedere quanto sia bravo Michel Haddi, ma di farci invidiare quei personaggi famosi e di farci entrare nell’indole giusta per acquistare i prodotti. Secondo Walter Benjamin l’arte è stata strappata dal suo ambiente nativo, ovvero quello mistico, per essere immessa in quello politico, che nell’epoca moderna dovrebbe essere il suo nuovo campo.

Il problema è che anche la politica è stata mistificata, resa oggetto di culto e allontanata dalla vita reale – «tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione» direbbe Debord – e i “santi” di questa religione sono proprio quelli elevati dalle immagini pubblicitarie ufficiali. Loro sono i modelli da seguire, perché sono stati fotografati in maniera ufficiale, dunque sono importanti.

Queste fotografie vengono usate perciò come pubblicità ad uno stile di vita che siamo portati ad invidiare, portando migliaia di persone a seguirla in maniera acritica. Sempre secondo Berger:

Lo scopo della pubblicità è rendere lo spettatore scontento del suo stile di vita. Non dello stile della società, ma proprio del suo. La pubblicità suggerisce che se compra ciò che gli viene offerto, la sua vita migliorerà. Gli viene offerta un’alternativa migliore.

Cameron Diaz

In questo caso l’offerta viene direttamente da dei divi, che nelle foto sfoggiano bei vestiti di lusso e bei corpi. Esibiscono atteggiamenti. Le foto così contestualizzate invitano a comprare ciò che i soggetti hanno indosso. David Bowie dunque non è più un cantante poliedrico: la riproduzione ne ha acquisito ogni sua parte anche organica, ricostruendolo e dandogli una nuova personalità, che d’altronde è anche quello che succede con gli attori cinematografici.

I forti sconti tipici degli outlet, inoltre fanno pensare di poterci avvicinare a loro, di essere loro. Viene concessa l’impressione di essere ricchi, che lo stile da perseguire è quello ed è l’unico.

Michel Haddi diventa bandiera del consumismo e del neo liberismo: suo malgrado fa propaganda a quell’1% che detiene la maggioranza della ricchezza, che può manipolare l’educazione – in questo caso tramite immagini – e che mette in uno stato di stallo inquieto il resto della popolazione, costretta a produrre per guadagnarsi prima di tutto i vestiti di marca, poi il pane quotidiano.

Pop Style Icons
In collaborazione con ONO arte contemporanea
Barberino Designer Outlet, Barberino di Mugello (FI)
Dal 13 giugno al 30 luglio 2017

Alex D’Alise per MIfacciodiCultura

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