Messina ha il suo nuovo Museo Regionale: apre il MuMe

0 1.244

Messina ha il suo nuovo Museo Regionale: apre il MuMe

Adorazione dei pastori, Caravaggio

Dopo anni di attesa, sabato 17 giugno il Museo Interdisciplinare Regionale, progettato dopo il devastante terremoto del 1908, ha aperto le porte a migliaia di visitatori. Messina ha il suo museo: il MuMe. La sede, sita nella spianata di San Salvatore dei Greci accanto alla precedente area espositiva dell’ex Filanda Barbera-Mellinghoff, è la più grande del meridione dopo Capodimonte. Un motivo di orgoglio per Messina, città e porto del Mediterraneo, che ha avuto sempre la forza di combattere e ricominciare, anche dopo le catastrofi che ne hanno cambiato l’immagine e la coscienza dei cittadini.

L’inaugurazione è stata una cerimonia fastosa, com’è giusto che fosse, con tante le autorità politiche e religiose: erano presenti il sindaco Renato Accorinti e il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano, che ha inaugurato la nuova area del Museo. Nel corso della cerimonia di presentazione del percorso medievale-moderno del polo museale, sono intervenuti anche il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Giovanni Ardizzone, l’assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Carlo Vermiglio, il dirigente generale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Gaetano Pennino ed il direttore del Polo Regionale di Messina-Museo Interdisciplinare, Caterina Di Giacomo. Gradita anche la presenza di Mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela, che ha benedetto i nuovi locali.

Polittico San Gregorio, Antonello da Messina

Il ministro degli esteri al taglio del nastro ha sottolineato:

Questa inaugurazione racconta della tenacia dei messinesi nell’aver restituito la bellezza di questo museo. Messina deve ricordare che ha sempre avuto la forza di rinascere e il Museo è la prova di una storia che la città mette a disposizione della Sicilia, dell’Italia e del mondo intero. In Sicilia ed in Italia il turismo sta crescendo del 10%. Questo succede anche perché dal mondo pensano di venire in un posto sicuro. Umanità e solidarietà da un lato, sicurezza dell’altro: questo gli stranieri percepiscono della Sicilia e dell’Italia Una grande città senza un grande museo è una città a metàIl Museo è l’occasione che ci fa indossare la maglietta dei colori di Messina, che sono gli stessi colori della Sicilia.

Negli ultimi anni, infatti, con la direzione di Caterina Di Giacomo, è stato possibile dare un’accelerazione ai programmi finalizzati alla fruizione della struttura grazie a notevoli interventi di adeguamento tecnologico e completamento dei percorsi espositivi ed un piccolo grande passo era stato fatto lo scorso dicembre 2016, con la consegna della sezione archeologica e dell’Ala Nord, ovvero quella del tardo manierismo e del ‘600.

Ma adesso nei suoi 4700 mq, il MuMe ospita circa 750 lavori, distribuiti sui due livelli, che si snodano attraverso i settori medievale, moderno, la sezione archeologica e le aree esterne con i reperti architettonici salvati dal terremoto. Tra le opere custodite si ricordano La Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei pastori che Michelangelo Merisi da Caravaggio dipinse a Messina tra il 1608 ed il 1609 durante il suo soggiorno in città, il Polittico di San Gregorio e la Tavoletta biftonte, acquistata nel 2006 da Christie’s di Londra, con un Ecce Homo e una Madonna con Bambino e francescano, le tele dei caravaggeschi Mario Minniti ed Alonzo Rodriguez, il Nettuno di Montorsoli e molti altri. Tanta la folla di visitatori, appassionati, curiosi che sabato sera ha invaso le sale del MuMe.

Finalmente Messina ha il suo museo ma anche un’identità storica che racconta i gloriosi fasti della città, che in passato, era la più importante del Mediterraneo, polo culturale e crocevia di sovrani, pellegrini e artisti.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.